

A Salerno in via degli Orti, nei pressi del Corso Vittorio Emanuele, è stata costruita la prima moschea. Il luogo di culto è stato costruito, approvando la richiesta del presidente della comunità del Bangladesh, Hossain Alamgir, anche se l'ok ai lavori era stato dato già a giugno da De Luca, dopo le richieste di un gruppo di senegalesi. Ma la decisione ha scatenato numerose polemiche. Queste le parole di Roscia, coordinatore di Forza Italia Salerno: "La moschea, sorta nel centro di Salerno, non avendo caratterizzazione sciita o sunnita, ma appartenendo alla minoritaria scuola della Mouride di Touba, può creare problemi di ordine pubblico causati dal diverso orientamento spirituale dei suoi appartenenti". Hossain Alamgir ha risposto a Roscia: "Gli appartenenti al gruppo sono tutti sunniti e sciiti che si incontrano esclusivamente per pregare". Don Alfonso della Diocesi di Salerno, replica così: "Ognuno ha il diritto e la libertà di pregare il proprio Dio, quale segno di accoglienza e integrazione, pur con l’augurio che lo stesso possano fare i cristiani in tutto il mondo perseguitati per la propria fede. Il discorso non è certo quello del “do ut des” il mio è un auspicio e un voler ricordare il dovere di ogni buon cristiano, il rispetto reciproco è fondamentale. Il rischio è quello di guardare al diverso con pregiudizio – conclude don Alfonso - vorrei che l’accoglienza fosse fatta senza ideologismi da nessuna parte, la politica non deve entrarci, le persone che sentono il bisogno di pregare non devono essere utilizzate in alcun modo politicamente". Contrario all'iniziativa il consigliere comunale d'opposizione Adinolfi: "Salerno non è pronta per una moschea, si apra un dibattito pubblico e poi si faccia un referendum consultivo".
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