

In questi giorni il caso De Luca è montato a livello nazionale, se ne parla ad ogni trasmissione o talk di contenuto politico, e si pongono tanti interrogativi e perplessità.
Tutti si chiedono se era il caso di candidare a governatore un condannato in primo grado per abuso d'ufficio, ma il dubbio è obbligatorio più che per motivi etici e giuridici anche per semplici motivi di convenienza.
Infatti a fronte di un'ostentata tranquillità da parte dell'ex sindaco di Salerno in realtà ci sono vari problemi in caso di sua elezione a Governatore, di cui alcuni difficilmente superabili.
In primis De Luca nel caso vincesse sarebbe sospeso per 18 mesi, subentrerebbe un vice nominato nella sua gunta, ma la sua situazione peggiorerebbe nel caso in cui la condanna venisse confermata anche in secondo grado di giudizio facendolo così decadere definitivamente dal ruolo ed in quel caso decadrà anche tutto il consiglio regionale e si dovrà rivotare.
Il pericolo di una prematura fine del mandato non lo correrebbe solo De Luca ma tutto il consiglio regionale, con i vari consiglieri eletti che potrebbero ritrovarsi a dover affrontare nuove elezioni per riconfermarsi, ad appena un anno o poco più dalla battaglia elettorale di questo maggio.
Ma il dato più grave e dannoso potrebbe essere per i cittadini, come al solito, infatti indire nuove elezioni in Campania prima dei 5 anni canonici di mandato, costerebbe un aggravio di costi altissimo ed uno spreco da capogiro.
Infatti una tornata elettorale in Campania, che è la seconda regione più popolosa d'Italia con quasi 6 milioni di abitanti, costa alle casse pubbliche circa 30 milioni di euro.
Altri articoli di questo autore:
Se vuoi essere tempestivamente aggiornato su quello che succede a Salerno e provincia, la pagina facebook di Salerno in Web pubblica minuto per minuto notizie fresche sulla tua home.