

di Mario De Donato
Stando ai dati, ad oggi nel nostro Paese risultano registrate 2716 startup innovative contro le 1227 del 2013. Sono più che raddoppiate .
Un dato interessante, se si considera che rispetto allo scorso anno le startup finanziate sono cresciute del 74% .Parallelamente si è riscontrato un incremento degli investitori non istituzionali, come acceleratori e incubatori, che con il loro apporto rappresentano il 50% degli investimenti.
Un dato ancora più allettante: 1/5 di queste imprese innovative si trova al Sud e non poche sono state finanziate.
Startup , tecnicamente indica la fase iniziale di un’impresa, l’avvio di un’attività imprenditoriale che prima non esisteva, e che punta ad offrire prodotti innovativi. Per la sua peculiarità di non essere un’impresa affermata o di non avere prodotti in commercio , è difficile reperire risorse tramite banca o finanziatori .
D’altronde non tutte le idee, riescono una volta finanziate ad avere successo, ma soltanto alcune.
Per ovviare a questo problema ,una delle pratiche usate per finanziarsi si chiama “crowdfunding”, finanziamento della folla. Questa pratica permette a chiunque di contribuire al finanziamento di un prodotto o preacquistarlo.
Tramite il crowdfunding diverse startup hanno trovato i fondi per l’avvio dell’attività, e hanno avuto modo di conoscere l’indice di gradimento del mercato, per quel prodotto.
Molte imprese sono riuscite a creare centinaia di posti di lavoro già nei primi anni di vita. Posti di lavoro che si creano senza manovre di spesa pubblica ulteriore. Tale pratica in Italia è sottoposta ad un regolamento più rigido e non sempre può essere sfruttata dalle startup.
Nella Silicon Valley, culla indiscussa dell’innovazione, negli anni si è registrato un incremento non indifferente di posti di lavoro.
Studi dimostrano che per ogni posto di lavoro generato da imprese innovative, se ne creano almeno altri cinque in altri settori tra i quali i trasporti, la ristorazione e i servizi in generale ,con lavoratori che percepiscono salari molto più elevati rispetto ai colleghi di altri Stati degli Stati Uniti .
Nel nostro Paese dettagli burocratici ,impegni troppo onerosi e bassa disponibilità di capitali dei finanziatori bloccano le startup che all’inizio necessitano di procedure brevi e veloci e di risorse finanziarie.
Non c’è da meravigliarsi quindi ,se nonostante risultati molto positivi, non sono confrontabili con quelli di altri paesi come la Germania o il Cile che riescono a fare di meglio grazie a fondi reperibili in maniera più semplice e con una burocrazia più rapida .
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