

"Il direttore adesso lo fanno tutti, non chiamatemi tale ma zio Alberto perché io devo fare calcio, sono qui per fare calcio". E' così che Alberto Massa (in foto nelle vesti di trainer), volto storico del calcio giovanile e dilettantistico salernitano ma non solo, si presentava ai suoi atleti, desiderosi di emulare le gesta dell'Enzo Maresca di turno potendo contare sulla competenza e l'altruismo del buon Alberto. Alberto Massa ha lasciato questa mattina la sua immensa comunità, logorato da un tumore che ha lasciato sgomenti tutti i protagonisti del football nostrano. Noto per aver lanciato nel grande calcio Enzo Maresca, Andrea Fortunato e tanti altri, si è fatto apprezzare nel salernitano e nella Valle dell'Irno portando alla ribalta realtà conosciute o meno. "Con lui è andato via anche l'ultimo baluardo del calcio dilettantistico e giovanile dei nostri tempi - ricorda Sergio Panella, portavoce dello storico gruppo targato Valentino Mazzola - Ora con l'addio dello "zio" è davvero difficile immaginare di trovare ancora qualcosa di sano in questo mondo. Sono davvero addolorato, gli sarò per sempre grato per gli insegnamenti che mi ha dato sotto molteplici aspetti del versante calcistico". Sui social network si sprecano messaggi di cordoglio: "Non avrei mai voluto scrivere questo stato, lo faccio per poter avvisare tutti coloro che hanno avuto il privilegio di conoscerti che oggi si é spenta una delle persone più care è importanti della mia vita - ha evidenziato Fabio Di Giacomo - tu non eri solo il nostro allenatore, eri un secondo papà, un maestro di vita...zio Alberto. Mentre non riesco a trattenere le lacrime vorrei solo poterti sapere felice, vivrò per sempre col tuo amore nel cuore ma col grande rimorso di non averti potuto vedere e stare vicino in questo periodo per te difficile". Sulla stessa lunghezza d'onda, l'ex mediano della Salernitana Vincenzo Fusco: "Vederti su quel letto non mi sembrava vero. Mi è passato davanti in un attimo il periodo più bello della mia gioventù. Solo tu potevi creare non una scuola di calcio ma una comunità, una scuola di vita. Ecco, tutti ti chiamavano zio ma tu eri un padre per tutti, ti porterò sempre con me e un giorno non lontano, spero, cercherò di ricordarti ogni giorno imitandoti con i miei allievi: sarà il modo migliore...Ciao, grande zio". Esperti e meno esp, di secondo in secondo si moltiplicano messaggi di profonda commozione: "Grazie per avermi insegnato tanto - ricorda con un velo di tristessa Mattia Viviano - Ricordo di come mi abbia sempre detto che possedevo il fisico da giocatore, ma poi tutto il resto era da rivedere. Sono stati gli anni migliori quelli trascorsi con lui. Addio Zio Alberto". Un vuoto incolmabile che chiude davvero un'era.
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