

"Mentre eravamo in viaggio verso Avellino, chiesi a Scarano di confessarmi, a seguito della confessione il Monsignore mi disse che l’unico modo per fare penitenza era dare soldi da investire in opere di bene, così gli diedi circa 400 euro". No, non ci troviamo nell'undicesimo secolo, è soltanto una clamorosa dichiarazione da parte di Giovanni Fiorillo, ex socio del sopracitato religioso finito sotto processo per riciclaggio. Le parole dell'uomo, certamente gravi e singolari, hanno suscitato la forte perplessità anche del presidente Ubaldo Perrotta, il quale ha ripetutamente ricordato al teste che si trovava sotto giuramento. Tralasciando questo scandaloso particolare, Fiorillo ha poi dato vita ad una testimonianza, (accompagnata dalla lettura del verbale di interrogatorio fatta dal pm Elena Guarino) comunque lacunosa condita da una lunga serie di "non ricordo" dalla quale, però, è emerso il forte potere intimidatorio che Scarano aveva sugli individui che lo circondavano.
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