

di Massimiliano Catapano
Una ferocia difficile persino da raccontare. Un cane anziano, incapace di difendersi, ridotto in fin di vita da un'aggressione di una brutalità impressionante. Tommy è stato trovato agonizzante nel recinto di una proprietà privata a Montecorvino Rovella, con il cranio fratturato, gli occhi devastati e numerose ferite sul corpo. Un pestaggio che, secondo i primi riscontri veterinari riferiti da LNDC Animal Protection, sarebbe stato perpetrato anche mediante un bastone munito di chiodi. L'associazione ha presentato denuncia, chiedendo che vengano individuati i responsabili di una violenza tanto efferata. A fare la drammatica scoperta è stata la persona che custodiva l'animale, intervenuta trasportandolo immediatamente presso un ambulatorio veterinario. Le prime valutazioni cliniche hanno restituito un quadro allarmante: frattura della scatola cranica, lesioni gravissime a entrambi gli occhi, ferite profonde alla testa ed ematomi nella regione inguinale. Segni di un'aggressione particolarmente violenta, sulla cui dinamica dovranno essere compiuti tutti gli accertamenti necessari.
Fondamentale l'intervento di Antonella Centanni, presidente della sezione salernitana di LNDC Animal Protection, che ha provveduto alla presa in carico di Tommy, assicurandone il trasferimento presso una clinica veterinaria di Salerno. Qui gli specialisti hanno riscontrato ulteriori danni neurologici, ferite agli arti anteriori, al collo e al torace, oltre a una vasta lesione infetta nella zona temporale. La gravità del quadro sanitario ha reso indispensabile il ricovero in terapia intensiva e una tomografia computerizzata d'urgenza, finalizzata a individuare eventuali emorragie intracraniche e possibili conseguenze irreversibili. La prognosi rimane riservata, sebbene siano emersi segnali di ripresa inizialmente insperati. Resta tuttavia una conseguenza drammatica: secondo quanto comunicato dall'associazione, Tommy perderà definitivamente la vista.
Durissima la presa di posizione della presidente nazionale di LNDC Animal Protection, Piera Rosati, che ha definito quanto accaduto "una violenza di una ferocia inaccettabile". Una condanna netta, accompagnata dallo sconcerto per le sofferenze inflitte a un animale anziano, sorpreso all'interno del proprio recinto e impossibilitato a sottrarsi ai colpi. "Abbiamo presentato denuncia affinché venga fatta piena luce sull'accaduto", ha dichiarato Rosati, sollecitando l'accertamento delle responsabilità e una risposta giudiziaria adeguata alla gravità dei fatti. Nell'esposto depositato da LNDC Animal Protection vengono ipotizzati i reati di maltrattamento e tentata uccisione di animali, senza escludere ulteriori contestazioni che potrebbero emergere dagli approfondimenti. Sarà necessario stabilire quante persone abbiano partecipato all'aggressione, come siano riuscite a raggiungere il cane all'interno della proprietà privata e quali elementi possano consentirne l'identificazione. Al momento, la ricostruzione rimane affidata alle verifiche delle autorità competenti.
Il drammatico episodio si inserisce in un quadro provinciale che registra ulteriori segnalazioni di presunti maltrattamenti. A Sala Consilina, martedì 3 novembre, Nicolina Pintozzi, dirigente del nucleo zoofilo della Guardia Agroforestale Italiana, ha individuato un cane di grossa taglia, somigliante a un pastore maremmano, con mantello bianco e macchie marroni, tenuto permanentemente alla catena, senza disponibilità di acqua e senza un riparo adeguato. Anche questa situazione è stata denunciata alla Procura, chiamata a valutare i fatti segnalati. L'intervento rientra nelle attività di controllo e contrasto ai maltrattamenti condotte dalla GAI in diversi comuni del salernitano. Due episodi distinti, che richiamano l'attenzione sulla necessità di rafforzare la tutela degli animali e contrastare ogni forma di crudeltà. Nel caso di Tommy, tuttavia, la violenza denunciata assume contorni particolarmente inquietanti. Le condizioni riscontrate dai veterinari documentano sofferenze gravissime, mentre resta ancora da chiarire chi abbia potuto infierire in maniera tanto brutale contro un essere vivente indifeso.
Dall'associazione arriva una richiesta precisa: "Chi si rende responsabile di una violenza simile non può restare impunito". Una posizione che accompagna la volontà di seguire gli sviluppi della vicenda e monitorare le condizioni del cane. Tommy continua a combattere per sopravvivere. La sua vicenda lascia aperta una questione che va oltre il singolo episodio: la violenza sugli animali non può essere considerata una forma minore di brutalità, nè trovare giustificazioni o indulgenti silenzi. Perchè davanti a un animale massacrato, la compassione non basta. Servono accertamenti rigorosi, responsabilità individuate e, qualora i fatti vengano confermati, una risposta della giustizia proporzionata alla loro gravità.
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