

di Massimiliano Catapano
La Salernitana cerca risposte, Vito Di Bari pretende segnali concreti. La trasferta contro l'Inter Under 23, in programma sabato alle 14.30 allo stadio "Breda" di Sesto San Giovanni, rappresenta un passaggio significativo nel percorso di ricostruzione tecnica e mentale della formazione granata. Il nuovo allenatore ha individuato le priorità sulle quali intervenire, senza nascondere le difficoltà emerse contro il Savoia. La ricetta passa attraverso maggiore intensità, compattezza tra i reparti e una gestione più razionale delle iniziative offensive. Il lavoro settimanale è stato impostato proprio sulla necessità di innalzare il ritmo complessivo della squadra. "Abbiamo impostato le prime due giornate su ritmi particolarmente elevati, perchè ritengo che questa squadra abbia bisogno di aumentare intensità e capacità di movimento. Ci resta ancora una seduta per completare la preparazione", ha spiegato Di Bari, intenzionato a imprimere una fisionomia più aggressiva alla manovra. Un primo segnale di vicinanza è arrivato anche dai vertici societari. Il tecnico ha raccontato il confronto avuto con Danilo Iervolino: "Ci siamo conosciuti attraverso una videochiamata. Ho trovato un presidente consapevole delle difficoltà che stiamo attraversando, ma soprattutto determinato a trasmettere fiducia e motivazioni a tutto il gruppo".
La ricostruzione dell'equilibrio tattico comincia dal centrocampo. Il recupero di Kees De Boer amplia le possibilità di scelta e potrebbe contribuire a correggere gli scompensi evidenziati nell'ultima uscita. "Il suo rientro ci offre una risorsa importante. Voglio anche sottolineare la disponibilità dimostrata da Gyabuaa nell'ultima partita. Contro il Savoia abbiamo perso compattezza, le distanze tra i reparti sono aumentate e Heinz si è ritrovato a sostenere un carico di lavoro eccessivo. In quelle condizioni, gestire il centrocampo con due uomini è diventato complicato. De Boer può aiutarci a correggere questo squilibrio". La sfida con i nerazzurri presenta insidie soprattutto sotto il profilo atletico. Di Bari ha studiato le caratteristiche dell'avversario, individuando nell'esperienza un possibile elemento a favore della Salernitana. "L'Inter Under 23 dispone di una rosa di valore, con quattro elementi sopra i trent'anni e tanti giovani capaci di mantenere ritmi elevati. Sul piano fisico possono metterci in difficoltà, mentre sul versante dell'esperienza potremmo avere qualcosa in più. Dobbiamo ricordarci quale maglia indossiamo. Contro il Savoia non è stato tutto negativo, ma serve ritrovare quella scintilla che può cambiare il rendimento della squadra. I ragazzi stanno mostrando grande disponibilità e questo rappresenta un punto di partenza".
Tra le situazioni ancora da definire figura quella di Paolo Ghiglione, il cui eventuale reintegro resta subordinato alle valutazioni tecniche e ai regolamenti sulla composizione della rosa. "Parliamo di un professionista serio, che continua ad allenarsi con applicazione. Valuterò insieme alla società la possibilità di riportarlo nel gruppo, naturalmente nel rispetto dei vincoli legati alla lista". Di Bari ha affrontato anche il peso dell'incarico, rivendicando la volontà di assumersi pienamente le responsabilità di una piazza esigente. "Per me essere alla Salernitana rappresenta un grande onore. Garantisco rispetto, dedizione e la disponibilità ad assumermi ogni responsabilità, anche quando commetterò degli errori. Sono consapevole di avere un percorso ancora giovane da allenatore, ma ho trovato una realtà eccezionale e voglio dimostrare di meritarla. Attualmente vivo al centro sportivo, perchè intendo dedicare ogni energia a questo incarico". Un riconoscimento è stato riservato anche agli uomini che lo affiancano quotidianamente. "Scurto, Visconti, Celia, Antonini e Laurino mi stanno offrendo un sostegno prezioso. Desidero ringraziare pubblicamente tutto il gruppo di lavoro e la società. Ho percepito compattezza, partecipazione e una volontà comune di uscire da questa situazione".
I numeri, intanto, fotografano una Salernitana che deve ritrovare brillantezza. Il divario nei parametri atletici costituisce uno degli aspetti più significativi dell'analisi del tecnico. "Dobbiamo migliorare il nostro indice di dinamicità. In Serie C il riferimento medio è del 20,8%, mentre contro il Savoia ci siamo fermati al 18%. Sono numeri che indicano la necessità di aumentare il movimento, attaccare con maggiore decisione gli spazi e sviluppare una manovra più efficace. Abbiamo giocatori con caratteristiche differenti, ma anche le qualità necessarie per riuscirci". Nessuna intenzione, tuttavia, di attribuire responsabilità alla precedente conduzione tecnica. Di Bari preferisce concentrarsi sulle soluzioni, riconoscendo il peso della componente psicologica. "Non sarebbe corretto esprimere giudizi sulla preparazione precedente. Il mio compito è trovare il giusto equilibrio per permettere alla squadra di esprimersi. Non possiamo ignorare quanto incida la pressione psicologica dei risultati: quando la testa è appesantita, anche le gambe finiscono per risentirne". Sul piano tattico, il tecnico non considera il modulo una scelta immutabile. Conta soprattutto la capacità di mantenere le giuste distanze e di garantire continuità nelle due fasi. "Questa rosa ha le caratteristiche per interpretare tanto la difesa a tre quanto quella a quattro. Più del modulo contano le distanze, che contro il Savoia non abbiamo gestito correttamente. Llano, per esempio, è un calciatore di qualità e dispone della versatilità necessaria per occupare differenti posizioni sulla corsia esterna".
Il punto più delicato resta però la fase conclusiva. La Salernitana produce un volume considerevole di traversoni, senza riuscire a tradurre questa continuità in un adeguato rendimento offensivo. "Siamo la terza squadra del campionato per numero di cross, ma siamo anche tra quelle che commettono più errori in questa situazione. Significa che arriviamo a sviluppare determinate azioni senza sfruttarle adeguatamente. Dobbiamo eliminare la precipitazione, scegliere meglio i tempi della giocata e diventare molto più determinati davanti alla porta". Indicazioni che delineano una richiesta precisa: meno dispersione di energie, maggiore qualità nelle decisioni e una squadra capace di riconoscere i momenti della partita. A Sesto San Giovanni, Di Bari cerca la prima dimostrazione tangibile del lavoro avviato. Non basta aumentare i giri del motore se continuano a mancare equilibrio e concretezza. La Salernitana ha bisogno di ritrovare autorevolezza, prima ancora che continuità di risultati. E stavolta, più delle parole, sarà il campo a misurare la portata del cambiamento.
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