

di Massimiliano Catapano
Mettere fine al degrado e restituire una prospettiva concreta a uno dei patrimoni immobiliari più significativi del territorio. Torna al centro del dibattito il futuro dell’ex ospedale psichiatrico di Materdomini, al termine di un sopralluogo tecnico effettuato insieme agli uffici dell’Asl per accertare le condizioni del complesso e verificare le criticità denunciate dai residenti. A darne notizia, attraverso la propria pagina ufficiale Facebook, è Giovanni Maria Cuofano, già sindaco di Nocera Superiore e attuale consigliere regionale della Campania, eletto nella lista Roberto Fico Presidente, della quale è vicecapogruppo. Un’iniziativa che punta a coniugare le esigenze immediate di sicurezza con una più ampia strategia di riqualificazione. Cuofano ha espresso apprezzamento per la disponibilità del direttore generale dell’Asl, intervenuto tempestivamente per consentire le verifiche tecniche. Durante la visita, anche un incontro con padre Andrea Mazzocchi, guardiano e rettore della Basilica Pontificia di Santa Maria Materdomini.
Il percorso delineato dal consigliere regionale prevede due distinti livelli d’intervento. Il primo riguarda la messa in sicurezza dell’immobile, attraverso un’attenta ricognizione delle condizioni strutturali e la rimozione urgente del serbatoio presente nell’area, la cui vicinanza al santuario mariano rende particolarmente delicata la situazione. Sotto osservazione anche lo stato di abbandono degli ambienti, l’eventuale accumulo di rifiuti e le segnalazioni riguardanti possibili occupazioni abusive e attività illecite. Circostanze che richiederanno opportuni accertamenti, senza trascurare la tutela delle persone eventualmente coinvolte in situazioni di fragilità sociale. Superata la fase emergenziale, l’attenzione dovrà concentrarsi sulla destinazione futura del complesso. Cuofano auspica un confronto con la direzione dell’Asl per elaborare un progetto sostenibile, capace di preservarne la vocazione sanitaria e ricettiva, recuperando contestualmente gli spazi esterni.
Tra le ipotesi figura anche una possibile alienazione dell’immobile, subordinata tuttavia a precise garanzie sulla riqualificazione e sulla valorizzazione delle sue funzioni. Una soluzione che potrebbe contemplare la coesistenza di attività pubbliche e iniziative private, attraverso il coinvolgimento di operatori qualificati disposti a investire nel recupero. La prospettiva guarda a un polo multifunzionale nel quale far convergere servizi sanitari, accoglienza, formazione e ricerca, valutando il ricorso ai finanziamenti europei e possibili sinergie con il sistema universitario. Il consigliere richiama inoltre il precedente trasferimento del Distretto sanitario 60 nell’ex struttura Mimosa, risultato di un percorso istituzionale al quale, ricorda, ha contribuito personalmente e che ha rappresentato un passaggio nella riorganizzazione dell’assistenza territoriale.
L’obiettivo dichiarato è impedire che anche l’ex ospedale psichiatrico rimanga ostaggio dell’incuria. Un patrimonio pubblico dal rilevante valore storico e sociale, il cui recupero richiederà risorse, programmazione e intese istituzionali. Il sopralluogo rappresenta dunque un primo passaggio, non ancora un progetto esecutivo. La sfida sarà tradurre gli indirizzi annunciati in interventi concreti, individuando strumenti finanziari e responsabilità operative. Per Materdomini, la priorità resta eliminare le situazioni di rischio; il traguardo è restituire alla comunità una struttura nuovamente funzionale.
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