

di Massimiliano Catapano
Carrozzine, scooter elettrici per la mobilità, pannoloni e altri presidi destinati a persone con disabilità, anziani e cittadini in condizioni di fragilità potrebbero essere finiti nel circuito delle compravendite online, nonostante siano stati forniti gratuitamente dal Servizio Sanitario Nazionale o messi a disposizione da organizzazioni del volontariato. È il caso sollevato dal Movimento Italiano Disabili (MID), che attraverso un comunicato diffuso il 2 novembre richiama le istituzioni sulla necessità di accertare la provenienza degli ausili pubblicizzati sulle piattaforme digitali. A intervenire è Giovanni Esposito, esponente del MID, che sollecita verifiche approfondite su un fenomeno ancora tutto da chiarire. Al centro della segnalazione figurano dispositivi assegnati dalle ASL in comodato gratuito, una formula che consente ai beneficiari di utilizzarli senza acquisirne la proprietà. La loro eventuale commercializzazione, qualora accertata in violazione delle condizioni di assegnazione, potrebbe configurare irregolarità nella gestione di beni finanziati con risorse pubbliche.
La questione riguarda anche il Terzo Settore. Associazioni ed enti solidaristici affidano spesso attrezzature sanitarie a persone in difficoltà dietro versamento di una cauzione, prevedendone la restituzione al termine dell'utilizzo o quando vengono meno le condizioni che ne avevano giustificato la concessione. Secondo il Movimento, occorre verificare che tali dispositivi non vengano sottratti alla loro destinazione originaria e immessi impropriamente sul mercato dell'usato. Il MID chiede dunque alle aziende sanitarie di accertare se tra gli annunci pubblicati in rete figurino presidi appartenenti alle dotazioni del Servizio Sanitario Nazionale. Un analogo controllo viene sollecitato nei confronti delle associazioni che gestiscono gli affidamenti, con particolare attenzione alla restituzione dei beni, alla loro effettiva disponibilità e alla trasparenza delle procedure seguite dai volontari nella distribuzione agli utenti.
L'appello coinvolge anche le autorità di pubblica sicurezza e gli organismi di controllo, chiamati a valutare le segnalazioni e ricostruire, ove necessario, la provenienza dei dispositivi e le modalità attraverso cui sarebbero entrati nella disponibilità dei venditori. Alle piattaforme digitali e alle attività commerciali specializzate nella vendita dell'usato, comprese quelle organizzate in franchising, viene invece chiesta piena collaborazione nelle verifiche e nell'adozione delle misure previste dalla normativa e dai rispettivi regolamenti. Non è soltanto una questione patrimoniale. L'eventuale vendita illecita di questi ausili potrebbe comportare un danno economico per la collettività e per gli enti erogatori, oltre a compromettere il sistema di assistenza costruito per garantire mobilità, autonomia, igiene personale e dignità ai cittadini più fragili. Risorse pubbliche e strumenti acquistati grazie alla generosità del volontariato rischierebbero così di essere distolti dalle finalità sociali per le quali erano stati destinati.
"La solidarietà non può trasformarsi in un'occasione di lucro", ammonisce il Movimento, richiamando anche il mondo dell'associazionismo alla responsabilità nella gestione delle risorse destinate ai bisognosi e alla necessità di scongiurare qualsiasi forma di mercato parallelo. Resta un principio imprescindibile: la segnalazione non costituisce prova di comportamenti illeciti nè attribuisce responsabilità individuali. Nel pieno rispetto della presunzione di innocenza, spetterà agli organi competenti accertare se gli annunci riguardino beni legittimamente commerciabili oppure presidi ancora soggetti a vincoli di assegnazione e obblighi di restituzione. La richiesta del MID è che venga fatta piena luce sulla vicenda, tutelando il patrimonio pubblico e solidaristico e assicurando che ogni dispositivo continui a rispondere alle necessità assistenziali per le quali è stato messo a disposizione. Perché dietro ogni ausilio sanitario non c'è soltanto un valore economico, ma il diritto di una persona fragile a ricevere l'assistenza di cui ha bisogno.
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