

di Massimiliano Catapano
Una sconfitta che impone riflessioni, soprattutto per le modalità con cui è maturata. La Cavese cede 2-1 al Picerno al "Simonetta Lamberti", nella dodicesima giornata del girone C di Serie C, incassando un altro risultato negativo dopo il passo falso di Foggia. Nel dopogara, il tecnico biancoblu Cristiano Masitto (foto Raffaele Purgante) non concede attenuanti alla propria squadra, chiamata a recuperare compattezza, concentrazione e continuità di rendimento. "La sconfitta è meritata perché non siamo riusciti a rispettare quanto avevamo preparato. Abbiamo commesso due leggerezze gravi, pagandole entrambe. La prestazione è stata inferiore alle nostre possibilità e dobbiamo riconoscerlo. Serve tornare a lavorare con maggiore umiltà, senza perdere il contatto con la realtà". L'allenatore concentra l'attenzione sugli errori individuali, diventati determinanti nell'economia della partita. "A Foggia avevamo compromesso il risultato perdendo un pallone a pochi minuti dalla conclusione. Stavolta abbiamo concesso il primo goal su un inserimento che dovevamo leggere meglio, mentre il secondo è nato da una disattenzione inaccettabile. In questo campionato certe concessioni vengono immediatamente punite".
Un passaggio a vuoto ancora più difficile da accettare considerando l'andamento della prima frazione. "Abbiamo trascorso buona parte del primo tempo nella metà campo avversaria, ritrovandoci comunque sotto di due reti. Sono situazioni che possono verificarsi, ma non possiamo permettere che diventino ricorrenti. Dobbiamo imparare a gestire meglio le diverse fasi dell'incontro". Sul piano tattico, Masitto evidenzia le difficoltà incontrate nell'aggirare il dispositivo difensivo lucano. "Conoscevamo l'atteggiamento del Picerno, pronto a difendersi con ordine e ad attaccare gli spazi in ripartenza. Non dovevamo forzare continuamente la verticalizzazione. Sarebbe servita maggiore pazienza nel palleggio, cercando ampiezza e superiorità sulle corsie laterali. Abbiamo sfruttato poco soprattutto la fascia destra, rinunciando troppo spesso ai duelli individuali". La disamina si estende al rendimento complessivo della formazione metelliana. "Almeno cinque o sei giocatori non hanno raggiunto i consueti livelli di prestazione. La nostra è una squadra che deve funzionare collettivamente: quando troppi elementi scendono sotto la sufficienza, diventa complicato ottenere risultati. È un segnale che non possiamo sottovalutare".
Il secondo ko consecutivo alimenta qualche preoccupazione, anche in relazione alla condizione atletica e mentale del gruppo. "Alcuni ragazzi potrebbero accusare stanchezza e una diminuzione della lucidità. Lo avevamo intravisto già nella trasferta di Foggia. Abbiamo una rosa giovane e siamo ancora nella fase iniziale della stagione, ma dobbiamo valutare attentamente ogni situazione. La priorità è recuperare solidità ed equilibrio". In questa prospettiva, il tecnico non esclude una diversa distribuzione del minutaggio. "Possiamo contare su un organico ampio, con diversi calciatori in grado di partire dall'inizio. Chi finora ha trovato meno spazio potrà avere maggiori opportunità. È importante coinvolgere tutte le risorse disponibili". La scelta di inserire Alberti ha modificato lo sviluppo offensivo della Cavese, favorendo un maggiore ricorso ai traversoni e alla presenza fisica nell'area avversaria. Contro difese particolarmente raccolte, Masitto considera utile anche la conclusione dalla distanza, purché accompagnata da una manovra meno prevedibile.
Proprio Alberti, autore al 93' della sua prima rete stagionale in campionato, rappresenta una delle poche note incoraggianti della serata: "Il suo ingresso ci ha consentito di trovare soluzioni differenti. Devo riconoscere che i subentrati hanno dato una spinta importante, contribuendo a cambiare l'inerzia della gara. Anche nelle difficoltà, i ragazzi hanno continuato a sostenersi reciprocamente". Un pensiero anche per Macchi, protagonista di opportunità non concretizzate. "Mi è dispiaciuto vederlo così amareggiato. È un giocatore che normalmente sa trovare la porta. In una circostanza sarebbe bastato indirizzare meglio la conclusione per accorciare le distanze con maggiore anticipo". Nonostante il risultato, l'allenatore salva la capacità del gruppo di reagire al doppio svantaggio. "Nessuno ha smesso di lottare. Anche sullo 0-2 abbiamo cercato di riaprire la partita e i cambi hanno contribuito a mantenere viva la nostra iniziativa. Questo spirito di collaborazione deve rappresentare il punto di partenza".
La chiusura è affidata a una riflessione che coinvolge direttamente anche la guida tecnica. "Dobbiamo trarre insegnamento sia dalla partita di Foggia sia da questa sconfitta. Vale per i calciatori, ma anche per me. Se qualcuno attraversa un periodo di difficoltà, probabilmente è opportuno concedergli il tempo necessario per recuperare energie. Dobbiamo essere capaci di riconoscere queste situazioni e intervenire". Per la Cavese si apre dunque una fase delicata, nella quale ritrovare l'identità collettiva diventa una necessità prima ancora che un obiettivo. Masitto chiede una risposta immediata sul piano dell'attenzione e della disciplina tattica: perché gli errori possono appartenere a una singola partita, ma la loro ripetizione rischia di trasformarsi in un limite strutturale.
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