

Nuova battuta d'arresto per l'Angri che non trova l'auspicato cambio di passo dopo l'avvento in panchina di Roberto Carannante. Nella decima giornata del girone B di Eccellenza, i grigiorossi vengono rimontati 2-1 al "Basile" di Montella dall'Alta Hirpinia guidata dall'ex tecnico doriano Carmine Turco. L'illusorio vantaggio firmato Talamo viene annullato dai biancoverdi con una caparbia ripresa che porta al ribaltone con una sfortunata autorete e la stoccata vincente di Monaco. Al termine dell'incontro il presidente del cavallino Fabio Baraldi si è lasciato andare ad un lungo sfogo a mezzo social: "Alla luce di quanto visto in questi due mesi, mi trovo costretto a modificare la linea del club. Nella data già di domani, comunicherò al ds un'epurazione totale e un ringiovanimento della rosa, per far sì che questa società e questi colori vengano rappresentati da chi veramente ha fame di emergere e di costruire qualcosa di importante, non da giocatori che vengono con procuratori a chiedere anticipi e procure ingenti e poi vanno in mezzo al campo a fare figure di ... (ovviamente, salvando 2-3 calciatori, che dentro e fuori dallo spogliatoio, e in mezzo al campo, danno l'anima), senza contare che il congelamento dei loro stipendi è stato scelto da loro stessi, al posto della mia imposizione di far allenamento alle 6 del mattino, fino a quando non avessero vinto qualche partita e, ad oggi, sento ancora chiamare e chiedere solo di soldi e di stipendi, senza avere palesi risultati in campo".
La linea di Baraldi è chiara: "Pertanto, oggi sblocchiamo gli stipendi, ovviamente conteggiando gli anticipi ricevuti dai calciatori e le procure date ai loro procuratori ma, da domani, parecchi non faranno più parte del "Progetto Angri" e gli stipendi dovranno cercarli a qualcun altro, perchè nell'Angri gli stipendi si meritano sul campo, non leggendo i libri di storia, non chiacchierandoli con la bocca, ma con i risultati sul campo di gioco, che è l'unica cosa che conta! Tutto questo vale anche per i dirigenti che mi circondano: ad oggi, posso fare una disamina chiara di chi sta nell'Angri solo per farsi le fotografie e per apparire e di chi ci mette anima e cuore e, senza percepire un euro, è sempre a disposizione di calciatori, staff e società. Io non me lo posso permettere e nemmeno questo club, nè questi colori… perchè, alla fine dei conti, chi poi passa per stupido e mette risorse destinate ai miei figli sono IO che sto solo provando a fare qualcosa di buono, ma che poi viene inevitabilmente smentito dal giudice unico e supremo che è il campo da gioco; tutto il resto sono chiacchiere da bar. Ho provato a far costruire una squadra che, per lo meno, potesse stare nelle prime tre posizioni della classifica di questo campionato. Palesemente, non ci sono riuscito. Chiedo scusa alle uniche persone che ancora oggi mi danno fiducia e mi incoraggiano a non mollare: i miei tifosi che, inesorabilmente, ci seguono tutte le domeniche in casa e fuori. Questa decisione la devo soprattutto a loro, che insieme a noi, saranno i punti della ripartenza già di martedì. Chiarisco solo per gli haters e le malelingue che questo non è un abbandono della società ma, anzi, una presa di coscienza per smettere di sprecare risorse in qualcosa che non ha un futuro ma che, ormai, per noi, è solo una speranza".
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