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Salernitana, Di Bari lancia la sfida: "Voglio una squadra affamata, aggressiva e capace di risalire"

31/10/2026

di Massimiliano Catapano

La Salernitana affida a Vito Di Bari il compito di invertire la rotta e restituire competitività a una squadra chiamata a ritrovare risultati, identità e credibilità. Il nuovo allenatore granata si è presentato alla stampa alla vigilia della sfida contro il Savoia, tracciando le linee guida del proprio progetto tecnico. Intensità, aggressività, spirito di appartenenza e valorizzazione dell'organico costituiscono i cardini di una ripartenza che non concede particolari margini d'attesa. Ad aprire l'incontro è stato l'amministratore delegato Umberto Pagano, che ha rivolto un saluto al tecnico uscente: "Prima di inaugurare questa nuova fase desidero ringraziare Serse Cosmi per l'impegno profuso alla guida della squadra. Gli auguriamo le migliori fortune professionali. A Di Bari va il nostro benvenuto, con l'auspicio che possa accompagnare la Salernitana verso risultati all'altezza delle aspettative". Sulle ragioni della scelta è intervenuto il direttore sportivo Daniele Faggiano, soffermandosi sulle difficoltà dell'avvicendamento e sui tempi della decisione: "Separarsi da un allenatore non rappresenta mai un passaggio semplice, ma chi ricopre determinati incarichi deve assumersi le proprie responsabilità. Abbiamo valutato diverse possibilità, anche differenti rispetto ai nomi circolati all'esterno. Non vogliamo alimentare discussioni, ma guardare avanti. Dopo la partita di lunedì ci siamo concessi qualche giorno per individuare la soluzione più convincente. Sono consapevole di poter commettere errori e di averne probabilmente commessi. Il mio dovere è correggerli e operare nell'interesse della Salernitana".

Di Bari ha quindi spiegato le ragioni che lo hanno convinto ad accettare l'incarico, manifestando entusiasmo per la nuova esperienza: "Quando si presenta una possibilità come Salerno, le motivazioni arrivano spontaneamente. Considero questa piazza un'occasione professionale di grande valore e sono orgoglioso della fiducia ricevuta. Ho entusiasmo, ambizione e una voglia enorme di dimostrare le mie capacità. Questa squadra possiede qualità importanti, finora emerse soltanto a tratti. Dovremo individuare le cause delle difficoltà, considerando anche il peso delle assenze. Con tutti gli effettivi disponibili, sono convinto che il gruppo possa esprimere un potenziale decisamente superiore". Il nuovo allenatore ha poi illustrato la propria filosofia calcistica, privilegiando i principi collettivi rispetto alla rigidità degli schieramenti: "Non considero il modulo un dogma. Una squadra deve anzitutto riconoscersi in determinati comportamenti. Pretendo ritmo elevato, partecipazione e capacità di aggredire gli avversari. Nel calcio contemporaneo l'intensità è una componente imprescindibile. Abbiamo avuto pochissimo tempo per preparare il Savoia, ma abbiamo comunque lavorato sulle caratteristiche dei giocatori disponibili. Alcune valutazioni sulla formazione restano aperte e le scioglierò soltanto a ridosso della partita".

Un'impostazione che dovrà tradursi in una Salernitana più intraprendente, capace di esercitare pressione nella metà campo avversaria e recuperare rapidamente il pallone: "Le caratteristiche fisiche dei nostri calciatori consentono di alzare il baricentro e cercare la riconquista del possesso in zone avanzate. Naturalmente questo atteggiamento richiede allenamento, applicazione e disponibilità al sacrificio. L'intensità non nasce dalle parole: si costruisce quotidianamente sul campo". Sul fronte degli obiettivi, Di Bari ha scelto la strada dell'ambizione accompagnata dal realismo: "Il livello del campionato si è innalzato rispetto alla scorsa stagione e l'equilibrio rende ogni incontro complicato. Ritengo che questa Salernitana abbia le possibilità per competere nelle zone più importanti della classifica, ma oggi dobbiamo confrontarci con una situazione diversa da quella immaginata. Sarebbe presuntuoso presentarmi annunciando la conquista del primo posto. Voglio portare la squadra più in alto possibile, migliorando contemporaneamente risultati e qualità delle prestazioni". Il tecnico ha insistito soprattutto sulla necessità di ricostruire un'identità collettiva: "Nessun traguardo importante può essere raggiunto senza un gruppo unito. Dobbiamo ritrovare compattezza, coinvolgere tutte le componenti dell'ambiente e affrontare un impegno alla volta. Le formazioni davvero competitive non disperdono energie guardando troppo lontano. Adesso esiste soltanto il Savoia, poi penseremo alla partita successiva. È questa la mentalità che voglio trasmettere".

Particolarmente significativo il passaggio dedicato alla tifoseria e al rapporto con l'"Arechi": "Conosco la forza di questo pubblico. Nella scorsa stagione, dopo aver superato il Renate nei play-off, speravamo di affrontare la Salernitana proprio per vivere da avversari l'atmosfera del suo stadio. Sono cresciuto calcisticamente a Bari e so quanto una tifoseria possa incidere. Ricordo anche la partita dei granata contro il Bari: il sostegno della curva ebbe un peso straordinario. Dobbiamo riconquistare quella partecipazione attraverso umiltà, prestazioni e spirito combattivo". Da qui il richiamo alle responsabilità di una squadra che non può accontentarsi: "La Salernitana non può avere come prospettiva una semplice salvezza. La storia della società, le ambizioni iniziali e il valore dell'organico impongono un atteggiamento differente. La classifica attuale non rispecchia ciò che questa squadra dovrebbe rappresentare. Prima ancora delle qualità tecniche, pretendo fame agonistica. Senza quella non si costruisce nulla". Indicazioni importanti sono arrivate anche sul recupero di Achik, nuovamente disponibile dopo i problemi fisici: "È un giocatore che conosco, avendolo allenato per un breve periodo a Bari. Possiede caratteristiche capaci di mettere seriamente in difficoltà qualsiasi difesa, soprattutto quando trova campo davanti a sé. È pronto per la partita e lo considero un esterno offensivo, utilizzabile sia a destra sia a sinistra. Impiegarlo altrove significherebbe allontanarlo dalle situazioni nelle quali riesce a esprimere meglio le proprie qualità".

Di Bari ha poi raccontato le prime impressioni maturate nel rapporto con lo spogliatoio: "Un cambio di allenatore significa che qualcosa non ha funzionato, ma non sono qui per distribuire responsabilità o analizzare pubblicamente quanto accaduto prima del mio arrivo. Gli infortuni hanno certamente inciso sul rendimento. Nei primi allenamenti, però, ho trovato ragazzi disponibili, attenti e desiderosi di reagire. Ho percepito la volontà di recuperare quanto lasciato per strada. Non possiamo permetterci un atteggiamento rinunciatario". Il nuovo tecnico potrà contare anche su elementi già conosciuti durante il proprio percorso professionale. Tra questi Celiento, con il quale ha condiviso anche lo spogliatoio da calciatore: "Conosco Daniele sotto il profilo tecnico e umano. Abbiamo giocato insieme e so quali siano il suo carattere e il suo carisma. Sono felice di ritrovarlo, anche perchè arriva da un campionato importante e l'ho visto particolarmente motivato. Lui e Achik conoscono già alcuni aspetti della nostra metodologia e potranno facilitarne l'apprendimento da parte dei compagni". Sui tempi necessari per imprimere la propria impronta, Di Bari ha aggiunto: "Ogni allenatore vorrebbe riconoscere immediatamente la propria squadra, ma l'identità richiede un percorso di lavoro. In questo momento non abbiamo il tempo per intervenire su ogni dettaglio. La priorità è ottenere risultati, costruendo progressivamente gli automatismi che dovranno renderci più organizzati ed efficaci".

Parole di apprezzamento anche per Capuano, considerato una figura importante nello spogliatoio: "Parliamo di un calciatore esperto, con una carriera che testimonia il suo valore. Ma il contributo di un gruppo non può dipendere soltanto da chi scende in campo. Anche chi parte dalla panchina o trova meno spazio deve sentirsi protagonista. Un leader autentico è chi aiuta i compagni a comprendere il peso della responsabilità collettiva". Un'attenzione particolare è stata riservata a Lescano, attaccante dal quale il nuovo allenatore si aspetta un contributo significativo in termini realizzativi: "È un centravanti che sa essere pericoloso soprattutto dentro l'area di rigore. Dobbiamo costruire situazioni che gli consentano di ricevere palloni nelle zone più favorevoli. Mi piace un calcio propositivo e nelle ultime due stagioni ho avuto nelle mie squadre il miglior marcatore del campionato. Lescano ha mostrato grande disponibilità e voglia di dimostrare il proprio valore. Lui e Achik possiedono le caratteristiche per diventare determinanti". L'allenatore ha approfondito anche il tema della gestione del gruppo e dei rapporti personali: "Per ottenere il massimo da un calciatore bisogna instaurare una relazione autentica. In questi primi due giorni ho cercato soprattutto di conoscere le persone, oltre agli atleti. La squadra dispone di diverse personalità, ma sarebbe sbagliato cercare figure identiche ai capitani di dieci o quindici anni fa. Le generazioni cambiano e cambia anche il modo di esercitare la leadership. Il nostro compito è responsabilizzare ogni elemento e fargli comprendere la realtà nella quale si trova".

Le prime risposte, almeno sul piano dell'atteggiamento, hanno soddisfatto Di Bari: "Sono rimasto favorevolmente impressionato dall'attenzione mostrata durante il nostro primo confronto. Anche nella rifinitura ho visto un gruppo partecipe, che prova a muoversi nella stessa direzione. È soltanto l'inizio, ma rappresenta una base sulla quale possiamo lavorare". L'esordio contro il Savoia rappresenterà il primo esame del nuovo corso. Di Bari conosce già la formazione avversaria e non nasconde le insidie dell'incontro: "Ho affrontato il Savoia durante questa stagione e conosco il suo allenatore. È una squadra che non evita il confronto fisico, cerca i duelli individuali e possiede caratteristiche capaci di creare difficoltà. Abbiamo preparato la gara con attenzione, pur disponendo di poco tempo. Rispettiamo l'avversario, ma la Salernitana deve concentrarsi soprattutto su ciò che è chiamata a fare, cercando di imporre il proprio calcio". La dimensione psicologica avrà un peso determinante: "Arriviamo da una sconfitta e da un cambiamento importante in panchina. In situazioni del genere occorre anzitutto una risposta sul piano dell'orgoglio e della responsabilità. Sto insistendo molto su questi aspetti perché voglio una squadra consapevole del momento che attraversa. Vincere contro il Savoia sarebbe fondamentale non soltanto per la classifica, ma anche per affrontare con maggiore serenità e fiducia il lavoro della settimana successiva".

Non sono mancati i ringraziamenti alla società e un riferimento al clima che accompagna la ripartenza: "Ho avuto modo di confrontarmi con i rappresentanti del club e desidero ringraziare la proprietà e il direttore sportivo per una scelta che considero tutt'altro che scontata. Comprendo l'amarezza che si respira nell'ambiente, perché tutti avrebbero voluto una situazione diversa. Adesso, però, abbiamo bisogno di lavorare e lasciare da parte le polemiche". Di Bari ha concluso chiedendo equilibrio nelle valutazioni e disponibilità a costruire un rapporto di reciproca fiducia: "Sono arrivato da appena due giorni e credo sia importante concederci il tempo di conoscerci. Ho rispetto per tutti e sono disponibile al confronto, ma giudicare il lavoro di un allenatore dopo quarantotto ore sarebbe prematuro. Sono felice e orgoglioso di essere qui. Voglio dimostrare sul campo di meritare questa opportunità". In chiusura, Faggiano ha espresso il cordoglio della società per la scomparsa del militare salernitano Simone Ruggia: "Questa vicenda ci ha profondamente colpiti. Desideriamo manifestare, a nome dell'intera squadra, la nostra sincera vicinanza alla famiglia in un momento di dolore così grande". La Salernitana apre dunque una fase nella quale non basteranno dichiarazioni d'intenti. Di Bari ha indicato una direzione precisa, fondata su aggressività, organizzazione e coinvolgimento collettivo. Il primo verdetto arriverà contro il Savoia, in una partita che dovrà misurare soprattutto la capacità dei granata di reagire. Perché la risalita, prima ancora che dalla classifica, dovrà cominciare dall'atteggiamento.

Redazione Sport - Salernitana -

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