

di Massimiliano Catapano
La cura Michele Facciolo ha cambiato il volto della Scafatese. Dal suo insediamento in panchina, lo scorso 3 settembre, dopo l'esonero di Giovanni Ferraro, i gialloblù hanno intrapreso un percorso di crescita sul piano del gioco, della personalità e dei risultati. Il ruolino di marcia del tecnico parla chiaro: 16 punti conquistati in otto partite, con quattro vittorie, altrettanti pareggi e nessuna sconfitta, per una media di due punti a incontro, un rendimento da piena zona play-off. Una svolta che ha consentito alla formazione canarina di raggiungere quota 17 in classifica, certificata dall'ultimo successo per 1-0 contro il Barletta, deciso da Brunet e difeso con determinazione nonostante l'espulsione di Toscano allo scadere della prima frazione. Nel dopogara, il tecnico ha esaminato le difficoltà iniziali: "All'inizio abbiamo faticato a trovare le giuste distanze, anche per la pressione esercitata dal Barletta. In fase di possesso ci mancava un riferimento centrale, con due uomini troppo allineati e il gioco indirizzato prevalentemente sulle fasce. Dopo il vantaggio siamo cresciuti, creando altre due opportunità importanti. Dovevamo essere più concreti perché il raddoppio avrebbe costretto gli avversari a modificare la propria strategia".
L'inferiorità numerica ha rappresentato lo spartiacque dell'incontro, esaltando la tenuta collettiva: "L'espulsione ha stravolto gli equilibri, ma i ragazzi hanno dimostrato ancora una volta una personalità straordinaria. Era successo anche contro Casertana e Salernitana, quando siamo riusciti a reagire alle difficoltà. Abbiamo affrontato cinquantacinque minuti complicati senza concedere interventi decisivi al nostro portiere. Anzi, l'occasione più pericolosa della ripresa l'abbiamo costruita noi in contropiede. Nei momenti di maggiore pressione bisogna conservare lucidità e compattezza. La squadra ci è riuscita, conquistando meritatamente i tre punti". Facciolo ha quindi sottolineato l'efficacia delle situazioni da fermo: "Per la terza partita consecutiva siamo riusciti a sfruttare un calcio piazzato. È soprattutto il risultato dell'ottimo lavoro svolto dai miei collaboratori, ai quali riconosco grandi meriti. Sono soluzioni che possono indirizzare incontri particolarmente equilibrati. Il terreno pesante ha complicato la qualità degli appoggi e dei controlli, ma difensivamente siamo stati impeccabili. Scognamiglio e Bacchetti hanno offerto una prestazione di altissimo livello".
Parole di apprezzamento anche per Forte e Guerra: "Francesco possiede un'esperienza importante, maturata attraverso centinaia di presenze. La sua autorevolezza rappresenta una garanzia per tutta la squadra, dentro e fuori dal campo. Guerra è stato altrettanto bravo: ha commesso pochissimi errori, pur dovendo contenere un avversario veloce e tecnicamente insidioso". Inevitabile, infine, un passaggio sull'espulsione di Toscano: "Dalla panchina avevo avuto la sensazione che avesse subito un fallo non rilevato dall'arbitro. Successivamente è arrivata una reazione impulsiva e, osservando nuovamente l'episodio, posso comprendere il provvedimento disciplinare. È evidente, però, che senza quell'espulsione la partita avrebbe avuto uno sviluppo differente". La chiusura è dedicata allo spogliatoio, autentico motore della risalita: "Fin dal mio arrivo ho trovato calciatori disponibili, capaci di allenarsi con intensità e professionalità. Sono orgoglioso del loro atteggiamento e provo grande soddisfazione nel lavorare con questo gruppo. Anche in dieci abbiamo saputo interpretare la partita con intelligenza e spirito di sacrificio. Questa vittoria pesa moltissimo, sia per la classifica sia per la fiducia che trasmette a tutto l'ambiente".
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