

di Massimiliano Catapano
Una disfatta senza attenuanti, destinata a produrre conseguenze pesanti. La Salernitana sprofonda al "Donato Curcio", travolta per 3-0 dall'AZ Picerno, formazione lucana conosciuta come la Leonessa e soprannominata anche melandrina. Una prestazione sconcertante, priva di personalità e consistenza agonistica, che rischia di rappresentare l'epilogo dell'avventura di Serse Cosmi sulla panchina granata. Il tecnico perugino è ormai sulla graticola e l'esonero appare uno scenario sempre più concreto, sebbene manchi ancora la comunicazione ufficiale della società. Il pesante passivo maturato in Basilicata fotografa una squadra incapace di opporre resistenza all'iniziativa avversaria. Una Salernitana vulnerabile in difesa, inconsistente nella costruzione e pressoché innocua negli ultimi metri, protagonista di una prova che ha fatto precipitare le quotazioni dell'attuale guida tecnica. La fiducia accordata dalla proprietà a Cosmi dopo il deludente pareggio contro la Scafatese non ha prodotto l'auspicata inversione di tendenza. Il direttore sportivo Daniele Faggiano, profondamente amareggiato, ha annunciato una riflessione ai vertici societari, lasciando intravedere possibili provvedimenti.
Il nome che domina il totoallenatore è quello di Fabio Prosperi, attualmente considerato il principale candidato all'eventuale successione. L'ex tecnico della Cavese, ancora contrattualmente legato al sodalizio metelliano, ha assistito personalmente alla debacle granata dagli spalti del "Donato Curcio". Una presenza che assume particolare rilevanza alla luce dei precedenti contatti esplorativi avviati dopo il pareggio nel derby contro la Scafatese. Il suo profilo sembra riscuotere il maggiore gradimento, anche se l'eventuale intesa dovrebbe necessariamente superare il nodo contrattuale. Le alternative, tuttavia, non mancano. Restano sul tavolo le candidature di Pasquale Marino, Fabio Caserta e Domenico Toscano, tre allenatori che rappresentano possibili soluzioni per imprimere una svolta alla stagione. Profili differenti per esperienza e impostazione tattica, sui quali la dirigenza potrebbe orientare le proprie valutazioni qualora non dovesse concretizzarsi la pista Prosperi. Tra gli osservatori presenti a Picerno figurava anche Eziolino Capuano, circostanza che contribuisce ad alimentare l'attenzione intorno al futuro della panchina salernitana.
Il bilancio dell'allenatore umbro evidenzia un'involuzione difficile da ignorare. Arrivato nel marzo scorso per raccogliere l'eredità di Giuseppe Raffaele, Cosmi aveva restituito competitività alla Salernitana, conquistando 19 punti in dieci partite e accompagnando la formazione campana fino alle Semifinali play-off, concluse con l'eliminazione contro il Brescia. Un rendimento che aveva alimentato aspettative ben diverse rispetto all'attuale campionato. La nuova stagione, invece, ha assunto rapidamente i contorni di una delusione. Appena 14 punti nelle prime undici giornate, una classifica lontana dalle ambizioni iniziali e la prematura uscita dalla Coppa Italia di Serie C, arrivata già ad agosto per mano della Scafatese. Numeri insufficienti per una società chiamata a recitare un ruolo da protagonista nella corsa alla promozione. Adesso la decisione passa alla proprietà, chiamata a individuare una soluzione capace di interrompere una pericolosa deriva tecnica e ambientale.
Il futuro di Cosmi è segnato, mentre Prosperi resta in cima alle preferenze e le piste Marino, Caserta e Toscano costituiscono le principali alternative. Le prossime valutazioni societarie potrebbero dunque ridisegnare gli equilibri della panchina granata. Ma oltre alla scelta del nuovo allenatore, resta una questione ancora più profonda: restituire identità, carattere e credibilità a una Salernitana che, nella notte di Picerno, ha smarrito ben più di tre punti.
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