

di Massimiliano Catapano
Il peso del caro vita e l'aumento dei costi del carburante rischiano di trasformarsi in un'ulteriore barriera per le persone con disabilità e le loro famiglie. Una pressione economica che non si esaurisce nelle difficoltà di arrivare a fine mese, ma investe diritti fondamentali come l'accesso alle cure, la mobilità e l'autonomia personale. A denunciare le conseguenze di questa situazione è il M.I.D., Movimento Italiano Disabili, che attraverso un appello diffuso il 24 ottobre sollecita un intervento immediato delle istituzioni. Al centro della denuncia dell'associazione ci sono le difficoltà quotidiane di quanti devono sostenere spese irrinunciabili, spesso superiori a quelle affrontate dalle altre famiglie. Il rincaro del gasolio, in particolare, incide pesantemente su chi utilizza veicoli attrezzati, ricorre al trasporto assistito oppure deve accompagnare con regolarità un familiare nei centri di riabilitazione, nelle strutture sanitarie, a scuola o sul posto di lavoro.
A complicare ulteriormente il quadro contribuiscono gli aumenti dei generi alimentari, delle utenze domestiche, dei medicinali, dei prodotti per l'igiene e degli ausili necessari alla vita quotidiana. Costi difficilmente comprimibili, che finiscono per assorbire una parte sempre più consistente delle risorse familiari, aggravando condizioni di vulnerabilità già esistenti. Il Movimento Italiano Disabili richiama soprattutto l'attenzione sulle ricadute sociali della crisi. Quando le disponibilità economiche non consentono di affrontare tutte le necessità, il rischio è quello di rinviare visite specialistiche, interrompere percorsi fisioterapici, limitare le occasioni di socializzazione o rinunciare a opportunità occupazionali. Il problema, dunque, supera la dimensione strettamente economica e investe il diritto alla salute, alla partecipazione e all'autodeterminazione.
"La disabilità non può diventare una condanna alla povertà", è il monito dell'associazione, che contesta il divario tra i principi dell'inclusione e le difficoltà concrete incontrate dalle persone più esposte alle conseguenze dei rincari. Per il M.I.D. non è accettabile che una famiglia debba scegliere tra le necessità domestiche e le cure indispensabili per un proprio componente. Da qui una serie di richieste indirizzate innanzitutto al Governo, ma anche alle Regioni, ai Comuni e agli organismi competenti. Il Movimento propone agevolazioni sul carburante per gli spostamenti legati a esigenze sanitarie, riabilitative e assistenziali, insieme al rafforzamento dei servizi di trasporto accessibile, con tariffe sostenibili e una copertura adeguata anche nei territori periferici. Tra le priorità indicate figurano inoltre contributi economici commisurati all'effettivo incremento del costo della vita, con particolare attenzione ai nuclei familiari gravati da maggiori necessità assistenziali, e misure specifiche per sostenere le spese mediche e riabilitative, evitando che le difficoltà finanziarie compromettano la continuità delle cure.
L'associazione sollecita anche l'istituzione di un confronto permanente con le realtà rappresentative delle persone con disabilità, affinchè gli interventi pubblici siano definiti sulla base delle esigenze effettive e non si traducano in provvedimenti insufficienti rispetto alla portata del problema. Il M.I.D. ribadisce che non si tratta di rivendicare trattamenti privilegiati, ma di assicurare condizioni di effettiva parità, riconoscendo il peso delle spese aggiuntive che spesso accompagnano la disabilità. L'inclusione, sottolinea il Movimento, non può rimanere una dichiarazione di principio se mancano gli strumenti economici e i servizi necessari per renderla concreta. "Non chiediamo compassione: chiediamo diritti, sostegni adeguati e risposte immediate", è il passaggio conclusivo dell'appello. Un richiamo alla responsabilità delle istituzioni, chiamate a impedire che l'aumento dei prezzi diventi un ulteriore fattore di esclusione. Perché garantire dignità, libertà di movimento e accesso alle cure significa misurare la capacità di una comunità di tutelare realmente i suoi cittadini più vulnerabili.
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