

di Massimiliano Catapano
Francesco Lamazza si assume le responsabilità, chiarisce i retroscena delle ultime settimane e traccia la strada della ripartenza rossonera. L'esonero di Karel Zeman, il caso Gaetano Iannini, le dimissioni respinte dalla società e la scelta di Mirko Conte sono i temi centrali della conferenza stampa del direttore sportivo della Nocerina. Un intervento senza mezze misure, tra autocritica, convinzioni tecniche e fiducia nelle potenzialità della squadra.
L'ADDIO A ZEMAN
Il primo capitolo riguarda l'avvicendamento in panchina. Lamazza riconosce il fallimento di un progetto tecnico nel quale aveva creduto: "Quando esoneri un allenatore, da parte di un direttore parti già con una sconfitta". Una decisione tutt'altro che impulsiva, maturata dopo un'attenta analisi: "Se passate da casa mia alle tre del mattino, la luce è sempre accesa. Cerco di analizzare tutto". A determinare la separazione non sarebbero stati soltanto i risultati, quanto l'assenza di una crescita evidente. "Lì ho visto per venticinque-trenta minuti la Nocerina che volevo. Un calcio fantastico", racconta riferendosi alla trasferta di Manfredonia. Una prestazione rimasta sostanzialmente isolata, mentre le difficoltà emerse contro Ischia, Bisceglie e Palmese, oltre alla poco convincente vittoria di Melfi, avevano alimentato le perplessità del dirigente. "Vedevo le altre squadre crescere, mentre noi continuavamo ad avere gli stessi problemi".
Tra le criticità anche la fragilità sulle palle inattive, nonostante i ripetuti richiami allo staff e ai calciatori. Lamazza sottolinea inoltre come la campagna acquisti fosse stata concordata con Zeman, individuato per proporre un calcio offensivo e spettacolare. Gli arrivi di Edera, Di Nolfo, Vitelli e Renelus rispondevano a una programmazione precisa. "Volevo partire subito con una rosa competitiva, senza lasciare alibi", precisa il direttore sportivo, prima di spiegare i dubbi emersi successivamente: "Mi chiedevo dove potesse arrivare questa Nocerina se, dopo novanta giorni di lavoro, continuavamo ad avere gli stessi problemi".
IL CASO IANNINI
Inevitabile il riferimento alla scelta, poi ritirata, di Gaetano Iannini. Dopo la sconfitta contro il Brindisi, Lamazza cercava soprattutto una guida capace di restituire determinazione allo spogliatoio. "Mi serviva un allenatore con carattere, perchè vedevo che la squadra si stava spegnendo". La conoscenza professionale del tecnico, le referenze raccolte e la preparazione dimostrata nell'analisi della rosa avevano indirizzato la decisione. Il direttore sportivo, tuttavia, ammette di aver sottovalutato i precedenti contrasti con la tifoseria nocerina, anche alla luce delle rassicurazioni ricevute dall'allenatore. Le forti reazioni dell'ambiente hanno imposto un ripensamento immediato.
"Ho visto il presidente provato. Ho deciso di dimettermi", è la spiegazione di Lamazza, che rivendica senza esitazioni il peso delle proprie decisioni: "La responsabilità è sempre mia". Durante la fase di riflessione il dirigente ha evitato di seguire gli allenamenti e non ha assistito alla sfida con il Martina, mantenendo soltanto alcuni contatti telefonici con i calciatori. Alle dimissioni, successivamente respinte dalla società, sono seguite nuove parole di scuse: "Chiedo ancora scusa alla tifoseria se è stata percepita una mancanza di rispetto. Non era questa la mia intenzione".
LA SVOLTA CON CONTE
Superata la crisi, la scelta per la panchina è ricaduta su Mirko Conte. Lamazza ricostruisce il percorso che ha preceduto l'accordo: "Ho parlato con molti allenatori, poi da cinque o sei siamo passati a uno o due". Il direttore sportivo ha raccolto referenze anche nell'ambiente Juventus, privilegiando un profilo capace di coniugare preparazione, personalità e sensibilità nella gestione del gruppo. "Ho preferito una figura giovane, vogliosa, competente, capace di sedersi vicino ai ragazzi e parlare la loro stessa lingua". Sul piano tattico, Lamazza non esclude cambiamenti significativi: "È una squadra che può giocare il 3-4-3". La presenza di difensori come Russo e Bonin, già abituati a una linea arretrata composta da tre elementi, garantirebbe soluzioni alternative. Ampia fiducia anche nel potenziale offensivo di Edera, Di Nolfo, Renelus e Vitelli: "Abbiamo un attacco formato da giocatori importanti. Bisogna metterli nelle condizioni di rendere al massimo". La scelta definitiva del modulo resterà comunque nelle mani del nuovo allenatore.
FIDUCIA NELLA ROSA E MERCATO
Nonostante le difficoltà, Lamazza difende gli investimenti effettuati durante l'estate. "Sono orgoglioso dei miei giocatori, da Pipitone, classe 2009, fino a Giannone. Per me sono tra i più forti di questo girone". La convinzione è che la Nocerina disponga delle qualità necessarie per competere nelle posizioni di vertice, a condizione di ritrovare equilibrio e continuità. "La squadra ha dimostrato di avere cuore e di non mollare mai. Adesso mi auguro che trovi un'organizzazione, una quadratura e un assetto". Il mercato resta un'opzione concreta. Pur non avendo ricevuto indicazioni specifiche da Conte, il dirigente è pronto a cogliere eventuali opportunità: "Se trovo un giocatore che alza la qualità della rosa, in qualsiasi ruolo, vado e lo prendo". Da monitorare anche la posizione di Rosetti, alla ricerca di maggiore spazio e finito nel mirino di altre società. "È un giocatore che ha mercato. Sono arrivate delle richieste e le stiamo valutando", conferma Lamazza, senza anticipare eventuali sviluppi.
L'OBIETTIVO ROSSONERO
Il direttore sportivo guarda infine alla corsa per le prime posizioni, evitando proclami ma senza ridimensionare le ambizioni: "Se devo stare al tavolo con le sette sorelle, posso anche immaginare di stare a capotavola. Ci spero, anche se so che è difficilissimo". Parole che chiudono una fase turbolenta e aprono un nuovo capitolo. Lamazza mette la propria esperienza al servizio della ripartenza, mentre a Conte spetta il compito di restituire identità e continuità a una squadra costruita per essere protagonista. La Nocerina vuole lasciarsi alle spalle le tensioni e rilanciare la propria candidatura ai vertici. Adesso saranno risultati e prestazioni a stabilire la reale portata del nuovo corso.
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