

di Massimiliano Catapano
Si allenta la morsa della protesta degli autotrasportatori sulla Campania, ma l'emergenza lascia dietro di sé un territorio ancora alle prese con le difficoltà negli approvvigionamenti e il peso crescente del caro-vita. Dopo giorni di paralisi della distribuzione delle merci, nella notte sono stati smantellati i presidi che avevano interessato la rete autostradale tra le province di Caserta e Salerno, in particolare lungo l'A30 e l'A2 del Mediterraneo (foto La Repubblica). Anche a Napoli è stato liberato il varco Bausan del porto, dove la mobilitazione si era già conclusa tra mercoledì e giovedì. La ripresa della circolazione dei mezzi pesanti ha consentito di riattivare progressivamente la catena delle forniture, compromessa dai blocchi organizzati in segno di protesta contro l'impennata dei costi del carburante. Il ritorno alla normalità, tuttavia, richiederà ancora tempo. Numerose stazioni di servizio risultano prive di carburante, mentre davanti agli impianti operativi continuano a formarsi lunghe file di automobilisti. Una situazione che ha interessato anche la Costiera amalfitana, dove nella mattinata si sono registrati ulteriori rallentamenti nelle operazioni di rifornimento.
Segnali incoraggianti arrivano dalla grande distribuzione. Nei supermercati di Salerno, dopo giorni caratterizzati da scaffali semivuoti e carenze di prodotti freschi, sono riprese le consegne di frutta e verdura. Un primo passo verso il ripristino delle scorte, sebbene l'approvvigionamento non abbia ancora recuperato pienamente la regolarità. La riapertura dei collegamenti logistici dovrebbe favorire una graduale stabilizzazione nelle prossime giornate. La fine dei blocchi stradali non coincide, però, con l'esaurimento della protesta sociale. A Salerno la contestazione si è trasferita nelle piazze, coinvolgendo studenti e operatori economici. Un nuovo corteo studentesco ha attraversato corso Vittorio Emanuele, mentre i commercianti si sono ritrovati in piazza della Libertà per manifestare contro il rincaro dei costi che continua a gravare sulle attività produttive e sui bilanci familiari.
A favorire la smobilitazione degli autotrasportatori sono state le misure di sostegno varate dal Governo nella giornata di giovedì, destinate ad alleggerire le difficoltà del comparto. Provvedimenti che hanno contribuito a sbloccare la situazione sul piano dei trasporti, senza tuttavia cancellare le ragioni economiche alla base della mobilitazione. Il nodo principale resta quello dei prezzi alla pompa: la benzina continua ad aggirarsi intorno ai due euro al litro, mentre il gasolio oscilla, secondo le rilevazioni riportate, tra 2,10 e 2,30 euro. Valori che incidono tanto sui costi di esercizio delle imprese quanto sulle spese quotidiane dei cittadini. La Campania prova dunque a lasciarsi alle spalle i disagi dei blocchi, ma la tregua sulle strade non equivale ancora a una soluzione dell'emergenza economica. La circolazione riparte, le merci tornano sugli scaffali e i distributori ricominciano a essere riforniti. A restare irrisolta è la questione che ha acceso la protesta: il costo sempre più oneroso della vita quotidiana.
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