

di Massimiliano Catapano
La carenza di carburante in Campania rischia di avere pesanti ripercussioni anche sul sistema sanitario, mettendo in difficoltà il personale e compromettendo la regolarità delle prestazioni assistenziali. A denunciare la situazione è la Fials, che ha sollecitato un intervento immediato delle istituzioni per scongiurare ulteriori disagi, soprattutto nelle comunità montane e nei territori insulari. L'iniziativa porta la firma del segretario generale regionale Salvatore Stabile e del segretario generale provinciale di Salerno Carlo Lopopolo. Con una nota ufficiale del 21 ottobre 2026, protocollo 583/S.P./2026, l'organizzazione sindacale ha investito della questione i prefetti di Napoli, Salerno, Avellino, Benevento e Caserta, il presidente della Giunta regionale, la Direzione generale per la Tutela della Salute e il Coordinamento del Sistema sanitario regionale, oltre ai direttori generali delle aziende sanitarie locali campane.
Al centro della segnalazione figurano le crescenti difficoltà incontrate dagli operatori nel raggiungere le rispettive sedi di servizio. Un problema che, secondo il sindacato, riguarda non soltanto gli spostamenti con mezzi privati, ma anche il trasporto pubblico, come evidenziato dalle comunicazioni dell'EAV. Particolarmente delicata appare la posizione del personale impegnato nell'assistenza territoriale, negli interventi esterni programmati e nelle attività di emergenza. Le maggiori preoccupazioni riguardano le aree montane, già penalizzate dalle distanze e dalla scarsa presenza di distributori, e le realtà insulari, dove alle difficoltà di approvvigionamento si aggiungono quelle dei collegamenti marittimi. In questi territori potrebbero verificarsi conseguenze sulla continuità delle cure, sul funzionamento dei servizi di pronto intervento, sulla distribuzione dei medicinali e sull'avvicendamento degli operatori pendolari.
Per fronteggiare la situazione, la Fials propone anzitutto l'istituzione immediata di un tavolo di crisi che riunisca Prefetture, Regione Campania, vertici delle ASL e rappresentanze sindacali, riservando particolare attenzione alle esigenze sanitarie delle comunità montane. Tra le misure richieste figura inoltre la predisposizione, su base provinciale e insulare, di percorsi preferenziali e impianti di rifornimento dedicati agli operatori sanitari. L'accesso dovrebbe essere consentito attraverso l'esibizione del badge aziendale oppure del tesserino di iscrizione all'Ordine professionale. Il sindacato sollecita anche l'adozione di un provvedimento urgente che riservi una quota di carburante ai lavoratori impegnati nei servizi pubblici essenziali, prevedendo una disponibilità specifica per le isole. Un'ulteriore richiesta riguarda le aziende sanitarie, chiamate a introdurre disposizioni eccezionali per esonerare i professionisti da responsabilità legate a eventuali ritardi determinati da circostanze di forza maggiore.
La presa di posizione non intende tuttavia alimentare contrapposizioni con i promotori della mobilitazione. La Fials riconosce le ragioni della protesta e la legittimità delle rivendicazioni, ribadendo al tempo stesso la necessità di salvaguardare il diritto alla salute e assicurare il funzionamento dei servizi indispensabili alla collettività. L'appello di Stabile e Lopopolo è dunque rivolto alle autorità competenti affinché individuino rapidamente soluzioni operative, evitando che le conseguenze della crisi ricadano sui pazienti e sul personale sanitario. La richiesta formale è stata inoltrata. Adesso il sindacato attende un riscontro urgente dalle istituzioni, nella prospettiva di conciliare le esigenze della protesta con la tutela di un servizio pubblico essenziale quale l'assistenza sanitaria.
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