

Aniello Aliberti tende la mano a Danilo Iervolino e si dice pronto a mettere a disposizione della Salernitana la sua esperienza per costruire un percorso di rinascita sportiva. L’ex presidente del cavalluccio marino, intervenendo nel corso di Granatissimi in onda su Ottochannel (canale 16), ha lanciato un appello all’attuale patron. "Venendo meno al mio giuramento, ma solo per l’affetto che ho nei confronti della Salernitana che è stratosferico, dico che per la Salernitana sarei a disposizione del dottor Iervolino da domani mattina. Faccio una dichiarazione che non avrei mai fatto: in maniera disinteressata, per amore, non vorrei niente, posso dare una mano personale. Sono a disposizione per spiegargli delle dinamiche, lo farei immediatamente. Ma solamente se fossimo io e lui, senza nessun altro", ha detto Aliberti che continua a seguire con grande interesse le vicende della Salernitana. "La prima cosa che ci vuole, lo dico e faccio un appello al presidente Iervolino: il presidente deve stare in testa a questa società. È inutile che mette persone sedute su quella sedia. Non va bene. Il proprietario è lui. Vorrei solo dire: guarda la memoria di questa società, Peppino Soglia, Peppino Tedesco, i miei predecessori. Io non c’entro. Ma non puoi mettere su quella sedia persone che con il calcio non hanno nulla a che vedere. Poiché sei il proprietario e hai le capacità economiche e intellettive, siediti su quella poltrona che è una poltrona prestigiosa e non la puoi affidare al primo che capita. Come si fa a programmare se manca la testa?", ha aggiunto l’imprenditore di San Giuseppe Vesuviano.
"Ci deve essere una mente pensante unica, seduta su una poltrona prestigiosa che non si può affidare a nessuno. Siediti sulla tua sedia, devi stare lì. Con tutti i pro ed i contro. Uno striscione a favore, uno contro, gli applausi, i fischi. Fanno parte del mondo del calcio e di un sentimento che devi avere verso quella maglia, quella società, quella sedia", ha proseguito rivolgendosi all’attuale proprietario. "Ma io sono convinto che a Iervolino abbiano fatto vivere male questa esperienza, le persone che lo hanno circondato gli hanno spiegato cose che non esistono. E questo è il risultato. A volte si innamora, a volte la vede come un problema che gli provoca solo perdite economiche". E ancora: "Io vorrei sapere perchè la Salernitana targata Iervolino non è mai nata. Posso capire il primo semestre, culminato con quella salvezza incredibile. Da lì doveva finire il ciclo precedente e nascere la sua Salernitana, tutti ex novo. Era tutto da azzerare. In ogni caso meglio di Iervolino, in questo momento, non ci sarebbe. Con un progetto serio, Salerno poteva essere come Como. Purtroppo Iervolino non è stato consigliato bene. Pur avendo speso tanto, dalla A è arrivato alla C. Non è colpa sua ma di tutto l’entourage che non ha prodotto. Pensiamo allo scorso campionato: Semifinale play-off, si riparte dalla C. Si doveva tirare una linea e ripartire da capo. Ma sempre con lui alla guida e consigliato da chi di calcio ne mastica veramente. I risultati, purtroppo, sono sotto gli occhi di tutti".
Sulla mancata vicinanza di imprenditori salernitani, Aliberti non ha dubbi: "Vivere a Salerno ed essere presidente della Salernitana è quasi impossibile. Hai finito di vivere. La passione di Salerno è talmente grande che si trasforma in eccessi, positivi e negativi. Quindi il salernitano non si impegnerà mai". Sull’attuale progetto: "Questa squadra ha buoni elementi, forse la condizione fisica non è ottimale. Bisogna capire lo spogliatoio come è. Non conoscendo la dinamica interna non si può giudicare. Ma in un campionato modesto, con un po’ di impegno in più, potrebbe far meglio. Ora anche contro la Scafatese non sarà semplice. Cosmi? Non l’avrei mai preso. Non mi permetto di fare critiche, è fuori dai miei modelli ma nulla di personale. È un mio parere. Non deve essere inteso come un’offesa". Infine una chiosa sul mancato ritorno allo stadio "Arechi": "Io ho giurato a me stesso, nel 2005, di non mettere più piede in uno stadio. Fermo restando che non sono mai stato invitato da nessuno. Ma io la mia passione me la coltivo da solo, me la tengo nel cuore. È come quando una donna ti caccia via e tu ne sei sempre più innamorato. La fibrillazione e l’adrenalina che mi ha dato la Salernitana è seconda solo alla nascita dei miei figli", ha concluso Aliberti.
FONTE: Cronache
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