

di Massimiliano Catapano
Un colpo di pistola alla gola, il corpo senza vita nell'abitacolo della propria automobile e un omicidio ancora avvolto nel mistero. È questo lo scenario sul quale stanno lavorando gli investigatori dopo il ritrovamento di Walter Avallone, 55enne originario di Eboli e guardia giurata, trovato morto nella mattinata di martedì 13 ottobre in un parcheggio nei pressi della baia di Trentova, ad Agropoli. La vittima si trovava al posto di guida di una Ford B-Max bianca, parcheggiata in uno spiazzo sterrato vicino all'oasi naturalistica. A scoprire il cadavere è stato un carabiniere in congedo che, durante una corsa mattutina, ha notato la vettura con uno sportello aperto. Avvicinatosi per verificare cosa fosse accaduto, si è trovato davanti il corpo dell'uomo, riverso sul sedile e circondato da una pozza di sangue. Immediata la richiesta di intervento, ma per il 55enne non c'era ormai più nulla da fare. I sanitari del 118, giunti sul posto con un'ambulanza della Croce Rossa, hanno potuto soltanto constatarne il decesso.
A indirizzare gli accertamenti verso la pista dell'omicidio sono stati i primi riscontri medico-legali. La profonda lesione alla gola aveva inizialmente fatto ipotizzare un'aggressione con un'arma da taglio. Una ricostruzione successivamente superata dagli esami effettuati dal medico legale Adamo Maiese, che hanno ricondotto la ferita a un singolo colpo d'arma da fuoco. Un elemento decisivo, al quale si aggiunge il mancato ritrovamento della pistola nell'automobile. Le indagini sono coordinate dalla Procura della Repubblica di Vallo della Lucania, guidata dal procuratore capo Francesco Rotondo, intervenuto anche sul luogo del ritrovamento. Gli accertamenti sono affidati ai carabinieri della Compagnia di Agropoli, diretta dal capitano Guido Carlo Decugis, con il supporto dei militari della Stazione locale, del Nucleo operativo e radiomobile e degli specialisti della Sezione investigazioni scientifiche di Salerno. La vettura è stata sequestrata per consentire approfonditi rilievi tecnici e biologici, mentre le verifiche hanno interessato anche l'area circostante.
Al centro dell'inchiesta ci sono soprattutto le ultime ore di vita di Avallone. Il vigilante, separato e padre di due figli, svolgeva prevalentemente la propria attività lavorativa nella zona di Eboli. Resta dunque da comprendere cosa lo avesse condotto ad Agropoli e se la sua presenza nel parcheggio di Trentova fosse legata a un incontro concordato oppure ad altre circostanze. Gli investigatori stanno esaminando le registrazioni degli impianti di videosorveglianza presenti lungo le strade di accesso alla baia, nella speranza di ricostruire gli spostamenti della Ford e individuare eventuali persone o altri veicoli transitati nella zona. Particolare attenzione viene riservata anche alla definizione dell'orario della morte e alla ricerca dell'arma utilizzata. Il luogo del ritrovamento rappresenta un ulteriore elemento da approfondire. Il parcheggio, particolarmente frequentato durante la stagione balneare, in questo periodo dell'anno risulta generalmente poco affollato. Una circostanza che rende ancora più importante ricostruire chi abbia raggiunto quell'area nelle ore precedenti alla scoperta del cadavere.
Al momento non emergono elementi sufficienti per attribuire un movente al delitto. Nessuna pista viene esclusa dagli inquirenti, impegnati a ricomporre una vicenda sulla quale restano numerosi interrogativi. Chi ha ucciso Walter Avallone? Per quale ragione il 55enne si trovava a Trentova? E cosa è accaduto negli ultimi istanti della sua vita? Sono le domande alle quali l'inchiesta dovrà dare risposta, mentre Eboli e Agropoli fanno i conti con una morte violenta che ha profondamente colpito le due comunità.
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