

di Massimiliano Catapano
Un pareggio che alimenta qualche rimpianto, ma restituisce alla Cavese certezze importanti sul piano del gioco e della personalità. L'1-1 maturato al "Cosimo Puttilli" contro il Barletta lascia sensazioni contrastanti a mister Masitto (foto Raffaele Purgante), soddisfatto della risposta dei suoi uomini dopo la battuta d'arresto con il Potenza, ma consapevole che la gestione dei momenti decisivi rappresenti ancora un aspetto da perfezionare. Il tecnico blufoncè, nell'analisi del confronto, privilegia gli aspetti positivi di una prestazione condizionata dal maltempo e da un terreno particolarmente insidioso: "Ai ragazzi riconosco il merito di aver interpretato una gara completamente diversa da quella preparata. Le condizioni del campo ci hanno imposto soluzioni alternative e la squadra ha dimostrato di sapersi adattare. Abbiamo giovani di prospettiva, ma anche calciatori capaci di garantire personalità e spessore". Il principale rammarico riguarda la gestione del vantaggio firmato da Fusco al 28', neutralizzato appena cinque minuti più tardi da Ferrante. Un episodio sul quale Masitto concentra la propria riflessione: "Avremmo dovuto proteggere meglio quel risultato. Il problema non è stato soltanto concedere spazio tra le linee, quanto non aver percepito tempestivamente il pericolo. Quando passi avanti in trasferta devi saper interrompere il ritmo degli avversari, amministrare qualche minuto con maggiore esperienza e soltanto dopo riprendere a sviluppare il tuo calcio. Sono situazioni dalle quali bisogna imparare".
Al di là dell'ingenuità costata il pareggio, l'allenatore rivendica la qualità dell'interpretazione tattica: "Su un terreno così complicato avremmo potuto affidarci esclusivamente ai palloni lunghi. Invece abbiamo cercato il fraseggio, mantenuto la sfera a terra e, in diversi frangenti, imposto il nostro gioco nella metà campo avversaria. Non abbiamo rinunciato ai nostri principi". Un atteggiamento apprezzato soprattutto considerando le caratteristiche del Barletta, pericoloso nelle transizioni offensive: "Conoscevamo la loro capacità di ribaltare rapidamente l'azione e la velocità di alcuni interpreti. Nonostante questo, siamo rimasti fedeli alla nostra impostazione. La Cavese deve costruire il proprio percorso attraverso un'identità riconoscibile". Il giudizio complessivo sul risultato rimane equilibrato. Masitto riconosce che entrambe le formazioni abbiano avuto argomenti per contendersi la posta in palio, pur sottolineando come qualche situazione da calcio piazzato nel finale avrebbe potuto essere sfruttata con maggiore incisività. Parole di apprezzamento anche per D'Amore e Alberti, chiamati in causa durante la ripresa: "Non condivido le valutazioni negative sul loro ingresso. Hanno affrontato immediatamente una partita difficile, adattandosi a condizioni tutt'altro che semplici. Il loro contributo è stato positivo". Una risposta incoraggiante per un organico alle prese anche con assenze e condizioni fisiche non ottimali.
Particolarmente sentito il passaggio dedicato ai sostenitori aquilotti, ancora impossibilitati a seguire la squadra lontano dal "Simonetta Lamberti". Masitto non nasconde la propria amarezza: "È una situazione che mi provoca una rabbia enorme, perchè considero ingiusto dover affrontare trasferte così impegnative senza il sostegno della nostra gente". Il tecnico racconta anche il messaggio trasmesso alla squadra prima della gara: "Nello spogliatoio ho ricordato ai calciatori che eravamo noi a rappresentare Cava de' Tirreni. Dovevamo trovare dentro il gruppo la forza necessaria per affrontare una sfida del genere, senza poter contare sulla spinta dei nostri tifosi". Infine, uno sguardo agli obiettivi stagionali, senza lasciarsi condizionare dalla graduatoria dopo appena nove giornate: "Mi piacerebbe vedere questa squadra tra le prime dieci al termine del campionato. Adesso, però, sarebbe sbagliato concentrarsi sulla classifica. La priorità è accompagnare la crescita dei ragazzi, che attraverso il loro miglioramento stanno facendo crescere anche me come allenatore". Il messaggio conclusivo racchiude la filosofia del tecnico: "Non è semplice presentarsi su campi così impegnativi, con tanti giovani e senza il proprio pubblico. Per questo i ragazzi meritano riconoscimenti, ma i complimenti finiscono oggi: da domani bisogna ricominciare a lavorare".
La Cavese torna dunque dalla Puglia con un punto e una consapevolezza rafforzata: la strada intrapresa è quella giusta, ma per trasformare le buone prestazioni in risultati più consistenti serviranno maggiore lucidità, esperienza e capacità di governare gli episodi.
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