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Giffonese, al via il nuovo corso: panchina affidata ad Angelo Giuliano. "Puntiamo su senso di appartenenza e voglia di lavorare"

10/10/2026

Esordio a Macchia di Montecorvino Rovella per la nuova Giffonese. Il glorioso sodalizio nerazzurro riparte dalla Seconda Categoria con una squadra composta prevalentemente da giffonesi doc, affidando la guida tecnica ad Angelo Giuliano, esperto tecnico che tanto bene ha fatto in passato soprattutto con i giovani. La prima sfida, dopo il riposo osservato nel primo turno del girone I, andrà in scena al "Provenza" con l'Atletico Battipaglia. "Anzitutto devo dire che ho accettato questa sfida con grande entusiasmo, so che la società ha la mia stessa mentalità e che il progetto è basato anzitutto sul senso d'appartenenza. Quasi tutti i calciatori sono di Giffoni e questo è un valore aggiunto che può fare la differenza. Il 24 agosto ci siamo radunati per iniziare la stagione, dal primo settembre tutti in campo per la preparazione vera e propria a circa un mese dall'inizio del campionato. Vogliamo essere protagonisti pur sapendo si tratti di un anno zero nel quale sarà determinante gettare basi solide anche in prospettiva futura. Sicuramente siamo ambiziosissimi e sappiamo di rappresentare un club storico con un bacino d'utenza non indifferente. La speranza è quella di portare la Giffonese quanto più in alto possibile in un arco di tempo relativamente breve. Ma nulla nasce per caso, giorno dopo giorno lavoreremo alacremente per porre le basi e regalare soddisfazioni alla proprietà e al pubblico. Ho parlato con tutti i nostri calciatori, il concetto di "anno zero" è chiaro nella mente di ciascun tesserato. Ma questo non vuol dire che non proveremo a giocarcela sempre per vincere in un girone che si preannuncia competitivo".

Il tecnico ribadisce il legame con il territorio: "Ho già fatto parte della Giffonese in passato, ricordo che in alcune partite potevamo contare su quasi 2000 spettatori. A noi tocca far capire che ogni singolo tifoso non è soltanto lo spettatore che assiste alla gara, ma una componente che trasmette forza e senso d'appartenenza. Il legame tra la squadra di calcio e il territorio è determinante. Abbiamo uno zoccolo duro che ci ha seguito con passione negli ultimi anni, so che si stanno mobilitando per non farci mancare un aiuto che riteniamo imprescindibile. Vorremmo che il sentimento verso i nostri colori vada oltre la categoria e che ci fosse un clima di partecipazione collettiva. Sono contento che al mio fianco ci sarà Luca Giannattasio: con lui ho avuto la fortuna di vincere qualche campionato in passato e di recente ha fatto benissimo sulla panchina del Santa Tecla raggiungendo i play-off. Nel mio piccolo anche io ho spesso conquistato l'accesso agli spareggi promozione, evidentemente la Seconda Categoria mi porta fortuna. Voglio una Giffonese coraggiosa, propositiva e a trazione anteriore. Sono fautore del risultato che arriva attraverso il gioco, tra le idee c'è anche quella del triplo fantasista alle spalle della punta. Vogliamo una squadra organizzata e che, pur consapevole della forza di tanti avversari di livello, provi a mettere in campo i concetti che trasmetteremo nel lavoro settimanale. La base sarà formata soprattutto da tanti giovani, gente che ha fame e voglia di farsi notare. Tanti di loro hanno potenzialità per ambire a categorie anche superiori, riteniamo di aver individuato gli elementi giusti per puntare in alto. Naturalmente non mancherà qualche giocatore di maggiore esperienza e di lunga militanza in categoria. Ribadisco un concetto: non è un caso aver puntato quasi esclusivamente su ragazzi del posto. Se sei bravo, ma hai anche uno spiccato senso d'appartenenza riesci ad essere molto più performante. E insieme ai tifosi vogliamo vivere un'annata da protagonisti. Con i piedi per terra e senza perdere umiltà, ma ricordandoci sempre che siamo la Giffonese".

Definisce il calcio una "malattia dalla quale non voglio guarire". E, per un progetto ambizioso come quello di patron Nasti, è basilare avere nell'organigramma persona che vivono la passione per lo sport in modo viscerale. Osvaldo Giuliano è ormai un veterano della categoria ed è stato tra i primi a tuffarsi in quest'avventura con la consapevolezza ci siano i presupposti per togliersi tante soddisfazioni. "Passione è la parola che sarà al centro del nostro lavoro quotidiano. E' quel sentimento autentico che ti porta a gettare il cuore oltre l'ostacolo, a superare le difficoltà, ad anteporre il bene del gruppo ai personalismi. Sappiamo che negli ultimi anni ci sono stati un po' di problemi a Giffoni, lo certificano le scarne presenze allo stadio in una piazza che è stata da sempre molto vicina alla squadra del cuore. Ma è bastato parlare pochi minuti col presidente per capire che fossimo sulla stessa lunghezza d'onda e che vedessimo il calcio con gli stessi occhi. Mi ha fatto tanto piacere confrontarmi con una persona squisita, disponibile, consapevole che una realtà storica debba tornare quanto prima a calcare palcoscenici più consoni al blasone. Ma, pur sapendo che i tifosi vogliono vincere da subito, ho anche l'obbligo di predicare prudenza. I grandi progetti non si costruiscono dall'oggi al domani, ma richiedono tempo e noi metteremo a disposizione dei ragazzi, della dirigenza, della società e del territorio le conoscenze che abbiamo acquisito nel tempo”.

Giuliano prosegue parlandoci anche del suo percorso nel mondo del calcio: "Ho intrapreso questa grande avventura nel 2004, conosco molto bene la Prima e la Seconda categoria e devo dire che mi sono tolto tante soddisfazioni. Dopo le difficoltà legate alla pandemia sono ripartito con un entusiasmo ancora maggiore, conquistando i play-off in diverse circostanze. Poi è arrivata la chiamata della Giffonese e, assieme al mio gruppo di lavoro, ho deciso di incontrare il presidente per capire quali fossero le prospettive future. Ci siamo stretti la mano e abbiamo capito che le visioni combaciavano. Abbiamo deciso di coinvolgere tantissimi ragazzi di Giffoni, molti dei quali già allenati in passato. Non è facile mettere insieme 20-25 elementi nuovi, ma se loro avranno voglia di fare gruppo sarà tutto più semplice. Noi proveremo a rappresentare un punto di riferimento dentro e fuori il rettangolo verde, trascorrere il tempo con i ragazzi sarà un piacere enorme. Non vogliamo più vedere in città contestazioni, musi lunghi, malumori e gente che preferisce non venire allo stadio perchè non si riconosce nella propria squadra di calcio. Saremo portatori sani di valori come identità, senso d’appartenenza e spirito di sacrificio. Magari proponendo anche un gioco offensivo, piacevole e vincente. Ma senza tifosi non siamo nulla: ogni componente deve remare nella medesima direzione, dobbiamo essere un'unica grande famiglia che spinge questa maglia più in alto possibile".

Non solo i calciatori. Il punto di forza della Giffonese è rappresentato anche da uno staff tecnico competente, affiatato, che condivide le stesse idee e che ha sposato il progetto con la convinzione di poter riportare in alto la storica formazione salernitana. Luca Giannattasio, vice allenatore animato da un entusiasmo contagioso e che non vede l'ora di mettere a disposizione dei ragazzi le proprie competenze, si è così presentato: "In questi due anni ho fatto il vice allenatore alla Picentina, un ambiente tranquillo nel quale mi sono trovato benissimo. L'idea era quella di restare, ma quando chiama la Giffonese non puoi dire di no. Ho sposato il progetto con gioia, so che c'è una società desiderosa di fare le cose in modo serio e professionale. Rappresentare i colori del tuo paese è un orgoglio e regala sensazioni che difficilmente si possono descrivere a parole. Anche la rosa è composta principalmente da calciatori di Giffoni, fermo restando che non abbiamo mai escluso a priori l'arrivo di atleti provenienti da altre zone della provincia. Anzi, questo può essere uno stimolo in più per gli altri affinchè si allenino al 120% per difendere il posto da titolare. Quel che conta è creare un gruppo unito, granitico, che provi piacere a trascorrere del tempo insieme e che, nei 90 minuti, metta in pratica quanto proviamo in settimana. Non vediamo l'ora di iniziare".

Anche mister Giannattasio batte sull'importanza del pubblico e dell’organizzazione tecnico-tattica: "Negli ultimi tempi non c'è stata molta gente allo stadio, sta a noi riconquistarli con i fatti. Credo che stiano percependo la volontà di crescere e di alzare l’asticella, sono convinto che saranno al nostro fianco a prescindere dai risultati. Da soli non si va da nessuna parte, la partecipazione del paese e del pubblico è fondamentale per la società, per gli allenatori e per i giocatori. Noi vogliamo alimentare l'entusiasmo anche esprimendo un calcio piacevole. Non siamo per il tiki-taka a tutti i costi, in alcuni momenti della partita non è un delitto spazzare il pallone in avanti per evitare problemi. Ma anche in Seconda Categoria si può dare un'organizzazione di gioco improntata sulla fase offensiva; le caratteristiche degli atleti in rosa ci consentono di attuare un certo tipo di calcio, anche per questo la preparazione rappresenterà un momento fondamentale per porre le basi e trasmettere i nostri concetti".

Uno staff tecnico incide e funziona quando si avvale di collaboratori di spessore che sposano il progetto tattico rappresentando un fondamentale punto di riferimento dentro e fuori il rettangolo di gioco. Al fianco di mister Giuliano, per la stagione 2026-27, ci sarà Gerardo Mazzariello: "Sono molto contento di essere qui e di aver sposato il progetto, condividendolo con persone che stimo e che reputo competenti. Anzitutto è necessario creare una mentalità condivisa che ci porti a vivere la stagione nel modo giusto. Sappiamo che la piazza è esigente e vuole vincere, ma siamo all'anno zero e non dobbiamo farci prendere dalla frenesia o dall'ansia. A nessuno piace perdere, di indole sono una persona estremamente competitiva. Ma solo ragionando partita dopo partita potremo renderci conto di quanto siamo forti, viceversa si alza troppo l'asticella e si rischia di vivere qualche momento negativo in modo sbagliato. Quello che posso dire è che sta nascendo un gruppo interessantissimo, con qualche calciatore anche di categoria superiore e la giusta miscela tra giovani ed esperti. I veterani saranno i veri trascinatori della squadra, vedere Albicocco arrivare al campo prima di tutti e dispensare consigli ai ragazzi all'interno dello spogliatoio è un qualcosa che ci gratifica e che facilita anche il nostro compito. Dobbiamo avere quel mix tra ambizione e umiltà: se semini bene la vittoria diventa una conseguenza, stiamo gettando le basi per un progetto a lungo termine che sono certo ci darà soddisfazioni. E alle spalle abbiamo una società seria che si è affidata alla nostra esperienza per ripartire dopo stagioni deludenti. Con lo staff tecnico abbiamo già vinto un campionato, chissà che non si possa concedere il bis".

Mazzariello presenta anche il progetto tattico e parla dell'importanza dei tifosi: "E' vero che siamo in Seconda Categoria, ma il calcio è uguale a tutti i livelli e bisogna essere moderni e al passo con i tempi. Vogliamo una squadra organizzata, qualitativa, che cerchi la vittoria sempre e comunque. Ma abbiamo un mister talmente bravo da adattarsi facilmente anche alle caratteristiche degli altri. Se trovi un avversario "palla lunga e pedalare" che non ti fa imporre il tuo gioco è essenziale essere pronti e arrivare al risultato in modo differente. I ragazzi, che ben lo conoscono, devono seguirlo e fidarsi della sua proposta. Quanto all’aspetto ambientale, concordo con chi dice che incide tanto. Io parlerei addirittura di tredicesimo uomo. In passato era tosta per tutti venire a giocare a Giffoni, il fattore ambientale aveva un peso specifico ed era gratificante per la squadra ascoltare i cori o vedere bandiere e striscioni di supporto. Sono convinto che la fame di calcio e di rivincita sia tale che basterà poco per tornare ai fasti di una volta. Noi però non dobbiamo cullarci soltanto su questa componente. La Giffonese dovrà provare a vincere e convincere ovunque, non solo tra le mura amiche". Completano lo staff Giuseppe Valenza e Lorenzo Vassallo, nelle vesti di custode. 

Redazione Sport - Sport -

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