

di Massimiliano Catapano
Una rete oncologica più efficiente, capace di assicurare diagnosi precoci, trattamenti tempestivi e pari opportunità di accesso alle cure. La sanità campana torna al centro del confronto istituzionale con l'incontro tra i vicepresidenti del Consiglio regionale, Luca Trapanese (Movimento 5 Stelle) e Giuseppe Fabbricatore (Fratelli d'Italia), e Mario Polichetti, specialista in Ginecologia e Ostetricia. Sul tavolo le criticità emerse al termine del triennio sperimentale conclusosi nel 2025 e la necessità di imprimere una svolta all'organizzazione dell'assistenza oncologica regionale. Il nodo principale riguarda la capacità del sistema sanitario di garantire percorsi omogenei, superando le disparità territoriali e gli ostacoli burocratici che rischiano di rallentare l'accesso alle prestazioni. Una questione particolarmente delicata per i pazienti oncologici, per i quali la tempestività degli interventi rappresenta un elemento determinante. "La rete oncologica regionale è uno strumento indispensabile per garantire una presa in carico più efficace dei pazienti e, soprattutto, per ridurre i tempi di accesso agli accertamenti diagnostici e alle cure", ha sottolineato Trapanese.
Il vice presidente ha quindi richiamato l'esigenza di un sistema maggiormente integrato, in grado di consentire ai sanitari di indirizzare rapidamente gli assistiti verso le strutture pubbliche disponibili, senza che le liste d'attesa dei singoli territori diventino un ostacolo all'avvio delle terapie. A evidenziare un ulteriore aspetto è stato Fabbricatore, che ha collegato il potenziamento della rete anche alla necessità di contrastare la migrazione sanitaria. "Il rafforzamento della rete oncologica è una questione cruciale non solo per favorire le più appropriate e tempestive cure ed ottenere quante più guarigioni possibili, ma anche per frenare il fenomeno della mobilità sanitaria verso altre regioni", ha dichiarato, richiamando le ricadute negative che tale fenomeno produce sui cittadini e sull'intero sistema sanitario regionale. Pur appartenendo a schieramenti politici differenti, i due rappresentanti istituzionali hanno manifestato una posizione condivisa sulla necessità di affrontare le criticità con una strategia comune. "Sul diritto alla salute bisogna lavorare nella più ampia sinergia istituzionale e politica per garantire le migliori prestazioni ai nostri concittadini", hanno evidenziato, ribadendo l'importanza di un'azione unitaria e trasversale.
Il confronto con Polichetti ha dunque riportato l'attenzione sulla riorganizzazione della rete oncologica, sul rafforzamento della prevenzione e sulla necessità di garantire un'assistenza complessiva alle persone colpite da patologie tumorali. La sfida, adesso, è tradurre questa convergenza istituzionale in interventi organizzativi concreti. Perché l'efficienza della sanità non si misura soltanto attraverso le risorse disponibili, ma soprattutto nella capacità di assicurare ai cittadini cure appropriate, tempi certi e un diritto alla salute che non dipenda dal luogo in cui si vive.
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