

Il Sud Time Trial ha assegnato sul lungomare di Agropoli le maglie tricolori della cronometro amatori. Nove chilometri di percorso velocissimo, una cornice paesaggistica difficilmente replicabile e una città trasformata per qualche ora in una lunga tribuna naturale. Le biciclette lanciate sull'asfalto, il cielo terso, i colori ancora pieni di fine estate cilentana e lo sguardo incuriosito degli ultimi vacanzieri rimasti hanno composto una cartolina diversa dal solito. Non semplicemente una gara. Un incontro riuscito tra sport e territorio, tra la necessità agonistica di battere il tempo e la possibilità di raccontare una delle località più riconoscibili della Campania attraverso un evento di rilevanza nazionale. Per qualche ora Agropoli ha cambiato pelle. Il suo lungomare è diventato pista, tribuna e vetrina. E il Ciclismo italiano ha trovato qui il luogo nel quale assegnare le sue maglie tricolori.
Quasi 150 atleti da tutta Italia; tra spettacolo, territorio e qualche inevitabile criticità, resta la fotografia di un movimento che ha scelto di alzare l'asticella. Alla fine, come sempre accade nelle cronometro, ha parlato l'orologio. E il verdetto più veloce è stato quello di Lorenzo Malinverno, lombardo, specialista della disciplina e portacolori della Swatt Club. Undici minuti, sedici secondi e una media oraria di 47,880 chilometri: numeri che restituiscono meglio di qualsiasi aggettivo la qualità della sua prova. Cinque secondi hanno separato Malinverno da Jean Pierre Giovenzi, sette da Alberto Baesso. Margini minimi. Distacchi che raccontano l'essenza più pura della specialità. Nella cronometro non esistono alibi. Non c'è un gruppo che rallenta, una fuga da inseguire, un avversario da marcare.
Esiste soltanto il rapporto brutale e affascinante tra un atleta, la bicicletta e il tempo. Ed è forse anche per questo che la disciplina conserva un fascino particolare. Ogni pedalata diventa una risposta. Ogni secondo perso un interrogativo. Ad Agropoli il confronto è stato serrato dall’inizio alla fine, con atleti arrivati da tutta Italia per inseguire quella maglia che, anche nelle categorie amatoriali, conserva un valore speciale. Le maglie di campione italiano sono andate a:
Elite: Giacomo Basso
M1: Lorenzo Malinverno
M2: Francesco Sanseviero
M3: Jean Pierre Giovenzi
M4: Mario Rogerio Dos Santos Galvao
M5: Davide Fucone
M6: Giancarlo Ingegneri
M7: Luciano Pasquini
M8: Franco Martinelli
M9: Beniamino Michele Lettieri
M10: Claudio Ricciutelli
Avvincente e combattuta anche la competizione femminile, nella quale hanno brillato le rappresentanti di casa. Mariagrazia D'Anna si è imposta nella Master Woman 1, mentre Anna Dumas ha conquistato la categoria MW3, entrambe con la maglia del Team Giunigor-B.Bike. Le altre vittorie sono andate a Daniela Maria Cannone, Oxsana Chornomorets e Carmelina Esposito. Numeri e nomi che raccontano una realtà spesso sottovalutata da chi osserva lo sport soltanto dalla cima delle classifiche professionistiche. Eppure è proprio in questo mondo che il Ciclismo conserva una parte consistente della sua anima. Quella fatta di passione, sacrifici, trasferte, allenamenti rubati al lavoro e alla vita quotidiana.
Sarebbe però un errore raccontare soltanto la parte luminosa della giornata. Il Sud Time Trial ha dovuto fare i conti con problematiche tecniche che hanno ritardato di circa novanta minuti la partenza della competizione rispetto al programma inizialmente previsto. Un contrattempo importante, soprattutto in una domenica di piena estate e in una località ancora popolata da migliaia di persone, che ha inevitabilmente avuto ripercussioni sulla viabilità cittadina. Qui, però, emerge forse uno degli aspetti più maturi dell'intera vicenda. Il Comitato Regionale Campania della Federazione Ciclistica Italiana presieduto da Umberto Perna non ha scelto la strada più comoda. Non ha cercato attenuanti o scorciatoie narrative. Ha chiesto scusa. All'amministrazione comunale. Alle forze dell'ordine. Agli operatori impegnati sul territorio. Ma soprattutto ai cittadini che hanno dovuto fare i conti con disagi e rallentamenti.
Un passaggio che merita di essere evidenziato. Perchè il successo di una manifestazione non coincide necessariamente con la perfezione organizzativa. Nessun grande evento è immune dagli imprevisti. La differenza la fa il modo in cui quegli imprevisti vengono affrontati. Nascondere un problema non lo risolve. Riconoscerlo è il primo passo per evitare che si ripeta. "Non è stato per niente facile, raccogliamo tutte le indicazioni che l'evento ha fornito per potenziare la macchina organizzativa in vista dei prossimi appuntamenti", ha spiegato a fine giornata Giuseppe Bottino della B. Bike Giunigor. Dentro questa frase c'è forse la vera eredità del Sud Time Trial. Un evento non termina quando viene assegnata l’ultima maglia. Per chi lo organizza, proprio in quel momento comincia il lavoro più importante. Quello dell'analisi.
FONTE: Silver Mele - Canaleotto
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