

di Massimiliano Catapano
Un nuovo modello di assistenza per rendere più tempestivi gli interventi, migliorare la gestione delle emergenze e garantire ai pazienti percorsi di cura maggiormente coordinati. L’Azienda Ospedaliera Universitaria "San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona" avvia il Pronto Soccorso Verticale, una riorganizzazione che incassa il giudizio favorevole della Cisl Funzione Pubblica di Salerno, pur accompagnato dalla richiesta di investimenti sul personale e di maggiore attenzione ai presidi periferici. Il progetto introduce percorsi specialistici dedicati alle aree cardiologica, neurologica, internistica, chirurgica, urologica e ortopedica, con l’obiettivo di indirizzare il paziente, sin dalle prime fasi dell'accesso, verso l'assistenza più appropriata. Un'impostazione destinata a rafforzare il raccordo tra i professionisti dell'emergenza e le diverse specialità ospedaliere, riducendo le criticità organizzative e favorendo una gestione più razionale dei flussi. "Accogliamo con favore un modello che mette al centro la persona e che promuove una maggiore integrazione tra le professionalità", dichiara Andrea Pastore, segretario provinciale della Cisl FP Salerno.
Il dirigente sindacale richiama l'attenzione soprattutto sulle condizioni di fragilità di chi si rivolge al Pronto Soccorso, sottolineando come la presenza di percorsi assistenziali definiti possa assicurare ai cittadini "una risposta più attenta ai propri bisogni", Un riconoscimento viene rivolto anche al direttore generale Nicola Cantone, alla Direzione strategica aziendale e ai professionisti che hanno contribuito alla progettazione e all'avvio del nuovo assetto, considerato dal sindacato un intervento significativo nel percorso di miglioramento dell'assistenza sanitaria. Tra le novità di maggiore rilievo figura l'introduzione dell'infermiere facilitatore, denominato Care Nursing, una figura chiamata ad accompagnare il paziente nelle diverse fasi dell'assistenza, agevolando il collegamento tra reparti, specialisti e operatori. Il suo compito sarà anche quello di favorire la comunicazione, garantire continuità nella presa in carico e intercettare eventuali difficoltà nei passaggi tra i diversi servizi.
"La valorizzazione delle competenze infermieristiche è un aspetto centrale di questa innovazione", osserva Pastore, evidenziando il contributo determinante di infermieri, medici, operatori sociosanitari e dell'intero personale coinvolto. Un cambiamento che, tuttavia, non può prescindere da adeguate garanzie organizzative: "La funzione del facilitatore deve essere sostenuta da una chiara definizione delle responsabilità, da formazione dedicata e da condizioni organizzative adeguate". Proprio sul versante delle risorse umane si concentra una delle principali sollecitazioni della Cisl FP. Per rendere pienamente operativo il nuovo sistema, secondo l'organizzazione sindacale, sarà necessario potenziare gli organici, definire con precisione le competenze specialistiche e adottare procedure condivise. Fondamentale anche il coordinamento con i reparti di degenza e con la disponibilità dei posti letto, affinchè una maggiore rapidità nella valutazione iniziale trovi riscontro nelle successive fasi del ricovero e dell'assistenza.
Resta inoltre aperta la questione degli ospedali periferici. Il sindacato richiama, in particolare, le difficoltà dell'Ospedale Costa d'Amalfi, dove la ridotta possibilità di ricorrere al supporto dei medici provenienti da altri plessi potrebbe accentuare criticità già presenti. Una situazione che, secondo la Cisl, richiederà un'attenta valutazione da parte della direzione aziendale, per evitare che la riorganizzazione del presidio principale finisca per penalizzare le strutture territoriali. La posizione del sindacato rimane dunque favorevole, ma improntata alla necessità di accompagnare la fase iniziale del progetto con interventi concreti e un confronto costante con gli operatori sanitari. "Il Pronto Soccorso Verticale rappresenta un’opportunità per il Ruggi e per il territorio", conclude Pastore, ribadendo che l'obiettivo dovrà essere quello di ottenere benefici misurabili per i cittadini, riconoscere il valore delle professionalità impegnate quotidianamente nell'emergenza e garantire adeguata tutela anche agli ospedali periferici. Una sfida che si giocherà non soltanto sull'efficacia del nuovo impianto organizzativo, ma soprattutto sulla capacità di tradurre la riforma in risposte concrete per pazienti e lavoratori.
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