

Ha provato fino all'ultimo a trovare soluzioni dopo i numerosi sacrifici e salti mortali fatti lo scorso anno vivendo una stagione da imbattuti fuori dalle mura amiche, costruendo addirittura fuori provincia, a Santa Maria Capua Vetere, un cammino da sogno culminato con la vittoria dei play-off ed il ritorno in A2 seguito da due podi giovanili nazionali. Ora il Circolo Nautico Salerno è costretto alla rinuncia e ufficializza il ritiro dal quel campionato in cui avrebbe dovuto esordire il prossimo 31 ottobre. A distanza di un anno si ripropone lo stesso film vissuto dalla Roller Salerno, vittima della demolizione del PalaTulimieri e obbligata a rinunciare al torneo cadetto di Hockey su pista. Tanti gli elementi che hanno portato all'amara decisione che accede nuovamente le ataviche problematiche che attanagliano l'impiantistica sportiva a Salerno. "Un sogno non vive di promesse. Ha bisogno di soluzioni". Le parole della locandina del Circolo Nautico Salerno racchiudono il senso di una decisione che la società non avrebbe mai voluto assumere: rinunciare alla partecipazione al campionato di Serie A2, conquistata attraverso una stagione di lavoro, sacrifici e risultati. Una rinuncia che arriva dopo mesi di ricerca di alternative, interlocuzioni e tentativi di garantire alla prima squadra le condizioni necessarie per proseguire. Il problema è rimasto irrisolto: senza la disponibilità di un impianto di riferimento e senza spazi acqua economicamente sostenibili, non è stato possibile programmare il campionato con le certezze indispensabili. La decisione interrompe un percorso sportivo importante e lascia una ferita profonda negli atleti, negli allenatori, nei dirigenti, nelle famiglie e nei sostenitori che lo hanno costruito e accompagnato.
La chiusura della piscina "Simone Vitale" ha privato la società di un riferimento essenziale. La scorsa stagione è proseguita tra difficoltà organizzative, allenamenti in strutture alternative, spostamenti e gare casalinghe disputate lontano da Salerno. In queste condizioni il Circolo Nautico Salerno ha continuato a lavorare, riuscendo a conquistare la promozione in Serie A2. Un risultato che aveva restituito entusiasmo e alimentato la speranza di poter affrontare il futuro con maggiore stabilità. La forza del gruppo ha consentito di superare molte difficoltà. Non poteva, però, sostituire la disponibilità di una piscina. Non poter contare su un impianto proprio, o su una struttura stabilmente disponibile, significa dipendere dalla possibilità di trovare spazio altrove, conciliando le esigenze della squadra con quelle delle attività già presenti. Per affrontare un campionato nazionale servono continuità negli allenamenti, orari adeguati e condizioni definite su cui costruire la preparazione e gli impegni della stagione. L'incertezza sugli spazi acqua si riflette su tutto: sul lavoro dei tecnici, sull'organizzazione degli atleti, sulle risorse della società e sulla possibilità di rispettare gli obblighi verso la competizione.
Una possibilità per proseguire gli allenamenti era stata individuata presso la piscina Arbostella: una soluzione che, pur non rispondendo pienamente alle esigenze di una squadra di Serie A2, avrebbe comunque consentito di dare continuità alla preparazione. La società riconosce e apprezza la disponibilità dei gestori, che si sono adoperati per individuare spazi acqua conciliando le nostre necessità con un’organizzazione già complessa. L'ostacolo principale è stato la sostenibilità economica di quell'alternativa: i costi derivanti dalle tariffe ordinarie fissate dall'amministrazione comunale, alle quali la società di gestione è vincolata, risultavano insostenibili per il Circolo nell’arco dell'intera stagione. Fin da giugno la società ha coinvolto e sollecitato l'amministrazione comunale, illustrando le difficoltà e chiedendo un intervento che rendesse praticabile l'utilizzo degli spazi alternativi. Nel corso delle interlocuzioni non sono mancati ascolto e disponibilità al confronto. Tuttavia, nei tempi necessari per programmare la stagione, non si è arrivati a una soluzione concreta e formalizzata che consentisse alla società di procedere con la necessaria sicurezza. È una constatazione che lascia amarezza e richiama una difficoltà più ampia: trasformare l’attenzione verso lo sport in risposte operative, accessibili e tempestive.
Uno spazio disponibile diventa una soluzione soltanto quando può essere utilizzato a condizioni sostenibili. Assumere impegni oltre le possibilità dell'associazione avrebbe messo a rischio anche la continuità delle altre attività e il futuro del settore giovanile. A questa difficoltà si sono aggiunte le criticità del contesto sportivo e cittadino, nel quale il percorso della società non ha trovato una rete di sostegno ed una partecipazione sufficienti ad affrontare l'emergenza. La ricerca di una soluzione è così proseguita in una condizione di crescente incertezza e solitudine, fino a rendere impossibile dare continuità al progetto della prima squadra. La rinuncia è anche una scelta di responsabilità, maturata da tutti i soci dell'associazione, nella consapevolezza che, nelle condizioni attuali, non esistono prospettive concrete e sostenibili per dare continuità al progetto della prima squadra. Proseguire senza queste certezze avrebbe significato assumere impegni non sostenibili, mettendo a rischio la stabilità economica e finanziaria dell'associazione e il valore degli investimenti e dei sacrifici compiuti negli anni. La società ha sempre onorato tutti gli impegni assunti nei confronti di atleti, tecnici, collaboratori, fornitori ed enti, senza pendenze economiche. La decisione nasce dunque dalla volontà di preservare questa correttezza gestionale e tutelare il futuro del Circolo, evitando che l'assenza di prospettive comprometta anche la continuità delle attività giovanili.
La conseguenza è la rinuncia alla Serie A2. Dietro questa decisione ci sono gli atleti che avevano conquistato il diritto di affrontarla: le loro ore in acqua, la fatica, gli spostamenti, le rinunce personali e la fiducia in un obiettivo comune. Ci sono gli allenatori e lo staff, che hanno costruito la promozione giorno dopo giorno, tenendo unito il gruppo e dando continuità al lavoro anche nelle condizioni più difficili. Ci sono i dirigenti, impegnati a cercare alternative e a sostenere le responsabilità organizzative ed economiche. Ci sono le famiglie, che hanno accompagnato questo percorso condividendone sacrifici e speranze. E ci sono i sostenitori, che hanno seguito la squadra e festeggiato un risultato che rappresentava un motivo di orgoglio per la città. La rinuncia non cancella il loro merito, ma impedisce a quel merito di avere la continuazione sportiva che aveva conquistato. La decisione comporta, inoltre, ripercussioni sulla partecipazione al campionato e conseguenze economiche per la società. Il venir meno di una squadra coinvolge anche il contesto della competizione e le altre realtà partecipanti: un'ulteriore responsabilità che il Circolo ha considerato nel valutare fino all'ultimo ogni possibilità. La Federazione ora è davanti ad un bivio: girone Sud dispari senza retrocessione diretta o riformulare i raggruppamenti provvedendo ad un ripescaggio tra le retrocesse (dai play-out in primis) le perdenti dei play-off di B.
Le dichiarazioni del presidente Paolo Giarletta: "È uno dei momenti più dolorosi del mio percorso da presidente. Quando penso alla Serie A2, vedo i volti dei nostri ragazzi, il lavoro degli allenatori, l'impegno dei dirigenti, le famiglie e le persone che ci sono state vicine. Vedo la gioia della promozione e tutto quello che è stato necessario per raggiungerla. I riconoscimenti di una città intera e della stessa amministrazione. Il nostro silenzio di questi mesi era legato alla ricerca di una soluzione. Non volevo alimentare aspettative senza certezze, nè annunciare una rinuncia mentre esisteva ancora una possibilità di evitarla. Abbiamo continuato a cercare una strada fino all'ultimo. All'Arbostella una possibilità era stata individuata, grazie alla disponibilità dei gestori a trovare spazi. Eravamo pronti ad affrontarne le difficoltà organizzative, ma i costi non erano sostenibili per noi. Abbiamo, quindi, chiesto in largo anticipo un sostegno che permettesse di rendere praticabile quella soluzione. Purtroppo, nei tempi necessari, non siamo arrivati alle condizioni e alle garanzie indispensabili per affrontare il campionato. Fa male dover dire agli atleti che hanno fatto tutto ciò che era stato chiesto loro, che hanno conquistato la promozione, ma che non potremo dare seguito al loro risultato".
Il massimo dirigente continua: "Provo amarezza, delusione e un profondo senso di impotenza. Anni di lavoro, sacrifici e investimenti meritavano un futuro. Mi pesa anche la solitudine avvertita in questa vicenda, perchè speravo che un risultato sportivo della città potesse trovare un sostegno più ampio nei momenti di difficoltà. Come presidente ho però il dovere di proteggere l'associazione. Non potevo assumere impegni insostenibili e compromettere anche le opportunità dei più giovani. Questa responsabilità rende necessaria la decisione, ma non ne attenua il dolore. Ai nostri atleti, agli allenatori, alle famiglie e ai sostenitori voglio dire grazie. Il valore di ciò che avete costruito resta. La Serie A2 l'avete conquistata e nessuna rinuncia potrà cancellarlo. Non doveva finire così. Ora dobbiamo custodire quello che siamo diventati insieme e lavorare perchè i nostri giovani possano continuare ad avere un futuro". La rinuncia alla Serie A2 riguarda la prima squadra. L’'mpegno del Circolo Nautico Salerno per il settore giovanile prosegue. Proprio alla luce delle difficoltà incontrate, la società ha sottoscritto un protocollo d'intesa con la Rari Nantes Salerno, in primo luogo, ed avviato un percorso di collaborazione con altre società del territorio, con l'obiettivo di tutelare la continuità sportiva dei giovani e riprogrammare il futuro.
Sulla base di quanto avvenuto nei giorni scorsi con il Rugby e l'unione di intenti in chiave giovanile di Arechi, Salerno, Hydra, Rota e finanche Avellino, la collaborazione rappresenta una risposta per preservare il lavoro svolto, offrire opportunità agli atleti e mantenere vivo il patrimonio umano e sportivo dell'associazione ma anche garantire un futuro alla Pallanuoto salernitana che ha già visto negli ultimi anni società come la RN Arechi chiudere battenti. Non cancella il dolore della rinuncia, ma consente di continuare a costruire. La vicenda del Circolo Nautico Salerno invita a una riflessione sul futuro dello sport cittadino. La disponibilità degli impianti, l'accessibilità economica degli spazi e la capacità di individuare risposte in tempi utili sono condizioni essenziali perchè le società possano programmare e i giovani possano crescere attraverso lo sport. Investire nello sport significa sostenerne la continuità, anche nei momenti di difficoltà. I risultati si conquistano con la passione e il lavoro; per dare loro un futuro servono condizioni concrete.
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