

di Massimiliano Catapano
Una corsa nello spazio, l’intuizione sul suggerimento di D’Ursi e l’"Arechi" che esplode. Muhamed Varela Djamanca (foto Us Salernitana) si prende la notte granata con la rete che completa la rimonta della Salernitana sul Bari e consegna alla squadra di Serse Cosmi un successo dal peso specifico enorme. Il portoghese, arrivato da poche settimane ma già capace di lasciare il segno, ha raccontato nel dopogara le emozioni di una serata destinata a occupare un posto particolare nei suoi ricordi. Anche perchè Salerno, per lui, non rappresenta una città del tutto nuova. Nel 2019 aveva infatti sostenuto un provino quando sulla panchina granata sedeva Gian Piero Ventura. "Il provino nel 2019 fu una sorpresa. Giocavo in Serie D, poi ci fu questa opportunità e ne sono ancora oggi orgoglioso. Forse ero troppo giovane, ma ora il destino mi ha riportato qui". Sette anni più tardi, quella storia rimasta incompiuta ha trovato un nuovo capitolo. E stavolta Djamanca ha scelto il modo più rumoroso possibile per presentarsi al pubblico dell’"Arechi". "Non vedevo l’ora di fare gol sotto la curva, è ancora più bello perchè ha portato alla vittoria".
Un impatto devastante sulla partita. La Salernitana era chiamata a reagire dopo il vantaggio barese e dalla panchina sono arrivate le energie che hanno cambiato la storia della gara: prima Lescano per il pareggio, poi proprio Djamanca per il 2-1. Intervenuto anche ai microfoni di Lira TV, il portoghese non ha nascosto l’emozione: "Ho provato grande entusiasmo. Volevo in tutti i modi ricambiare l’amore di questa piazza. Avevo detto ai compagni che avrei voluto far gol sotto la curva, a tutti i costi. Sono davvero felice". Un successo tutt’altro che semplice contro una delle formazioni più attrezzate del torneo. Ma Djamanca ha chiarito quale debba essere la mentalità della Salernitana. "Oggi era una partita difficile contro una squadra attrezzata per vincere il campionato, ma noi siamo la Salernitana, non possiamo giocare per il pareggio. I risultati scaturiscono da molti fattori, ma dobbiamo giocare soltanto per vincere e oggi la vittoria è arrivata". Il merito della svolta, però, non appartiene soltanto al protagonista della rete decisiva. Djamanca ha sottolineato il valore di chi parte dalla panchina e riesce a incidere a gara in corso: "Chi entra dalla panchina deve sempre provare a fare la differenza, oggi (domenica, ndr) è capitato a me e a Lescano, la felicità è tanta".
Poi l'analisi sul percorso ancora da completare. La vittoria contro il Bari rappresenta un segnale importante, ma non può cancellare ciò che era accaduto pochi giorni prima a Crotone. "Noi lavoriamo giorno per giorno come squadra, ci manca tanto per raggiungere il livello necessario, ma pian piano stiamo ingranando. Queste sono le classiche partite che si preparano da sole, a Crotone era mancato l’agonismo, avevamo sottovalutato gli avversari e questo è un aspetto da migliorare. È un campionato duro e competitivo, tutte vogliono competere e dar fastidio agli altri". Djamanca ha parlato anche del proprio rapporto con Serse Cosmi, sottolineando la libertà concessagli dal tecnico: "Cosmi mi dà molta libertà e fa in modo che possa divertirmi in campo. È molto attaccato alla squadra, prova a trovare soluzioni quando andiamo in difficoltà e ci fa stare sereni". Chiara anche la collocazione tattica preferita dal portoghese. "Sono un esterno puro, mi piace attaccare l’avversario nello spazio. In mezzo al campo non è il mio habitat".
Una caratteristica emersa nitidamente proprio nell’azione del gol. Djamanca ha letto con rapidità la giocata di D’Ursi e ha attaccato la profondità con i tempi giusti: "Il goal è stato istinto, ho visto la palla di D’Ursi e mi sono lanciato. Il goal è più suo che mio, a dire la verità". Ma la fotografia più forte della sua serata resta inevitabilmente quella dell’abbraccio con il pubblico. Già nel primo tempo, osservando la curva dalla panchina, Djamanca aveva percepito la dimensione della passione granata. "Quando sono andato in panchina nel primo tempo la curva mi ha sbalordito. Vederla così piena ha fatto un certo effetto. Lo avevo visto in video ma dal vivo è diverso. Dopo il gol non so spiegare le mie emozioni, ho ancora la pelle d’oca". Ed è proprio dal rapporto con Salerno che il portoghese vuole ripartire. "Il destino mi ha riportato qui per dimostrare il mio valore. L’obiettivo è chiaro. Ho i brividi per l’esultanza fatta con la curva, è stato un delirio".
La festa, però, dovrà lasciare rapidamente spazio al lavoro. Djamanca lo sa e indica anche la strada: "Da qui in avanti non possiamo permetterci di perdere l’entusiasmo. Dobbiamo mantenere la calma e avere i piedi ben saldi, trovare il giusto equilibrio". Una notte da protagonista assoluto, dunque. Djamanca è tornato a Salerno sette anni dopo quel primo assaggio in granata e stavolta ha bussato alla porta dell’"Arechi" con un goal da tre punti. Il destino, almeno per una sera, sembra aver scelto proprio lui.
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