

Il primo segnale forte arriva dall’alto, là dove passano responsabilità, indirizzi e scelte strategiche. Al "Ruggi" di Salerno il direttore generale Nicola Cantone, a pochi mesi dal suo insediamento, mette mano agli equilibri dell’Azienda e avvia una profonda revisione dell’assetto organizzativo. Gli incarichi ai vertici dei Dipartimenti sono stati azzerati: si apre così una nuova fase, destinata a ridefinire ruoli e responsabilità all’interno della principale struttura ospedaliera della provincia. Un intervento che non si esaurisce in un avvicendamento di dirigenti. La decisione nasce anche dalla fotografia dell’ospedale emersa nei primi mesi della nuova gestione: una realtà di grandi dimensioni reduce da una stagione complessa, segnata da frequenti cambiamenti ai vertici, situazioni emergenziali e soluzioni organizzative nate in periodi differenti e poi rimaste in piedi ben oltre la loro iniziale natura transitoria.
Tra gli incarichi interessati figura anche quello di Enrico Coscioni, già al centro di un lungo confronto politico per la nomina a primario, preceduta dallo sdoppiamento della Cardiochirurgia. Il provvedimento coinvolge però l’intera architettura dipartimentale e gli altri dirigenti che negli ultimi anni hanno ricoperto posizioni apicali nei diversi settori dell’Azienda ospedaliera universitaria. Sul tavolo della Direzione generale ci sono criticità che vanno oltre i singoli incarichi: sovrapposizioni di responsabilità, difficoltà di coordinamento e problemi nella gestione quotidiana di alcuni reparti. È da questa ricognizione che Cantone ha scelto di partire, con l’obiettivo di ricostruire una catena decisionale più nitida e restituire certezza a competenze e responsabilità. Il direttore generale, del resto, aveva indicato questa rotta fin dai primi giorni al "Ruggi". Al momento dell’insediamento aveva annunciato una verifica complessiva dell’Azienda, dagli incarichi all’organizzazione interna.
L’azzeramento dei direttori di Dipartimento rappresenta adesso uno dei primi atti concreti di quella strategia, ma il disegno appare più ampio: intervenire progressivamente sull’intero funzionamento dell’ospedale, cominciando dai settori nei quali le criticità si sono manifestate con maggiore evidenza. Il percorso non sarà immediato. Riorganizzare una macchina complessa come il Ruggi significa stabilire con precisione chi decide, chi coordina e chi risponde dei diversi processi. Dopo la revoca degli incarichi dovrà quindi aprirsi la fase delle nuove individuazioni e dei successivi conferimenti. Non sarà soltanto una questione di nomi: dal funzionamento dei Dipartimenti discende, a cascata, quello dei reparti che ne fanno parte. Ed è proprio nei reparti e nell’area dell’emergenza-urgenza che negli anni sono affiorate alcune delle maggiori difficoltà, dalla distribuzione delle responsabilità alla gestione dei percorsi assistenziali, fino al raccordo tra le diverse strutture.
Il dossier più delicato resta quello del Pronto soccorso, da tempo uno dei nodi più complessi del "Ruggi". Qui una riorganizzazione meramente amministrativa non sarebbe sufficiente. La questione investe i percorsi dei pazienti, i tempi dell’assistenza, il rapporto tra emergenza e reparti, la disponibilità dei posti letto e il coordinamento fra le diverse unità. Un sistema che, per reggere, necessita di responsabilità riconoscibili e di una regia costante. È in questa cornice che l’azzeramento degli incarichi dipartimentali assume un peso che supera il semplice ricambio ai vertici. Cantone ha scelto di intervenire su una struttura nella quale, per troppo tempo, emergenze e assetti provvisori hanno finito per assumere carattere quasi ordinario, avviando proprio dall’alto quella revisione annunciata al momento del suo arrivo. Adesso si apre la fase decisiva. Saranno le prossime nomine a delineare il nuovo modello organizzativo del "Ruggi" e a chiarire la portata effettiva dell’operazione.
La sfida sarà trasformare il riassetto degli organigrammi in maggiore ordine, coordinamento e capacità decisionale. Perchè la vera misura della riorganizzazione non sarà scritta soltanto negli atti amministrativi, ma nella quotidianità dell’ospedale: dai Dipartimenti ai reparti, fino al Pronto soccorso.
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