

Nel roster che affronterà il prossimo campionato regionale di Serie C femminile, l'Embarcadero Fammila Pol. Incrocio Pontecagnano avrà due caselle extra. Non più in campo ma come prime tifose e sostenitrici nonchè cuore pulsante della crescita sportiva nelle ultime stagioni da parte del sodalizio picentino. Si tratta delle sorelle Maria Francesca ed Alessia Sconza che salutano almeno provvisoriamente la Pallavolo per intraprendere una nuova carriera professionale nelle forze dell'ordine. Un legame affettivo quello tra le due atlete ed il club del presidente Francesco Granozio che va oltre il rettangolo di gioco e parte da lontano. "La passione per la Pallavolo è nata quasi per caso da piccole, mossa dalla curiosità di provare uno sport di squadra e dalla voglia di condividere un'attività insieme. - raccontano le due sorelle ai nostri microfoni - Con il passare degli anni non è stato più solo un gioco, ma una vera e propria scuola di vita. A spingerci a continuare è stato l'adrenalina del campo, il senso di appartenenza al gruppo e la disciplina che questo sport trasmette giorno dopo giorno. Siamo arrivate fino ad oggi proprio per questa forte motivazione interna. La scelta di intraprendere i nostri attuali ruoli in Polizia e nei Carabinieri nasce proprio dall'evoluzione naturale di questi valori: avevamo il desiderio di tradurre la dedizione, lo spirito di servizio e la protezione del gruppo appresi sul campo da gioco in una professione concreta al servizio della collettività".
Il focus si sposta poi sull'ultimo campionato di Serie D culminato con il successivo ripescaggio delle picentine: "L'ultima stagione è stata particolarmente intensa e carica di emozioni, proprio perchè eravamo consapevoli che stavamo chiudendo un capitolo fondamentale della nostra vita. Lasciare la società in cui siamo cresciute fin da bambine e salutare le compagne con cui avevamo condiviso ogni singolo passo, dentro e fuori dal campo, non è stato affatto facile. Il bilancio è assolutamente positivo: sul campo abbiamo raggiunto traguardi importanti e dimostrato il nostro valore, restando perfettamente in linea con gli obiettivi prefissati all'inizio. È stata un'annata carica di gratitudine, vissuta con la voglia di rendere onore a tutti gli anni trascorsi insieme e di lasciare un bel ricordo in quella che per noi è stata, a tutti gli effetti, una seconda famiglia".
Gli impegni sportivi sono stati portati avanti contestualmente a quelli sui libri ed ai test che hanno poi spalancato le porte per indossare nuove divise: "Conciliare tutto ha richiesto enormi sacrifici, gestione del tempo e una dura organizzazione. La Pallavolo ci ha insegnato la disciplina e il rispetto delle regole, valori fondamentali che sono stati il ponte naturale verso la carriera nelle forze dell'ordine. L'idea di entrare in Polizia e nei Carabinieri nasce dal desiderio profondo di mettere queste capacità al servizio degli altri e della comunità, garantendo sicurezza e legalità. Due divise diverse, ma mosse dallo stesso identico spirito di servizio e dedizione".
Diverse le tappe significative affrontate l'una al fianco dell'altra con la compagine gialloverdeblurosa: "Il ricordo più bello resta senza dubbio la prima vittoria importante che abbiamo condiviso in campo tra sorelle, una di quelle partite sofferte dove l'intesa tra noi ha fatto la differenza. Rifaremmo assolutamente ogni singolo allenamento, compresi i momenti di fatica, perchè ci hanno formate. Non c'è nulla che vorremmo cambiare: anche le sconfitte sono servite a crescere. La compagna di squadra che ci ha lasciato di più il segno siamo state l'una per l'altra: averci avuto sempre al fianco come punto di riferimento costante è stato un privilegio unico per entrambe".
Un percorso condiviso tra le mura domestiche e non solo a 360°: "In famiglia c'è sempre stato un supporto incondizionato e un grande orgoglio nell'accompagnarci in questo doppio percorso, prima nella Pallavolo e oggi nelle rispettive scuole. Quanto ai ruoli tra noi, in realtà non c'è mai stata una divisione netta: siamo state entrambe sia allenatrici che mental coach l'una per l'altra. Ci correggevamo a vicenda sui dettagli tecnici o tattici e, allo stesso tempo, eravamo pronte a darci la carica, riportare la calma o trasmetterci la forza mentale nei momenti critici. È stato un continuo supporto reciproco, dentro e fuori dal campo".
La palla passa poi al presente e futuro prossimo: "Oggi il nostro obiettivo primario è affrontare al massimo i 6 mesi di corso per dare il meglio di noi in Polizia e Carabinieri per diventare degli agenti preparati e fieri della proprie divise. Il sogno per il futuro è continuare a crescere umanamente e professionalmente, dimostrando che i valori appresi sul campo da gioco, il lavoro di squadra, la resilienza e la lealtà, possono fare la differenza anche nella vita reale". Esempio di passione, lealtà, abnegazione, dedizione ed umiltà, incarnando i valori ereditati in famiglia e trasferendoli in ogni contesto: Maria Francesca ed Alessia Sconza guardano avanti con la visione di chi sa vedere orizzonti dove altri disegnano confini.
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