

di Massimiliano Catapano
Un’attesa lunga nove mesi, il parto ormai vicinissimo, una nuova vita pronta a cominciare. Poi, nel volgere di pochi istanti, la tragedia. Giovanna Lo Chiatto, 32 anni, infermiera e al nono mese di gravidanza, è morta nella sua abitazione di Mercogliano, in provincia di Avellino, insieme al bambino che portava in grembo. Il piccolo, che si sarebbe chiamato Francesco, era atteso per il prossimo 4 ottobre. Il dramma si è consumato nella tarda serata di martedì 29 settembre. Secondo le prime ricostruzioni, Giovanna avrebbe avvertito forti dolori all’addome, prima di perdere conoscenza. Il compagno, compresa immediatamente la gravità della situazione, ha lanciato l’allarme. Sul posto sono intervenute due ambulanze del 118, ma ogni tentativo si è rivelato inutile: all’arrivo dei sanitari, per la giovane non c’era ormai più nulla da fare. Non è stato possibile salvare neppure il bambino.
Giovanna lavorava come infermiera al Policlinico "Umberto I" di Roma, dove il suo nome figura anche tra i professionisti coinvolti nelle attività dell’équipe infermieristica. Una giovane donna che aveva scelto una professione costruita intorno alla cura degli altri e che si preparava, a distanza di pochissimi giorni, a diventare madre. Su disposizione dell’autorità giudiziaria, la salma è stata trasferita all’ospedale "San Giuseppe Moscati" di Avellino, dove saranno eseguiti gli accertamenti medico-legali necessari a chiarire le cause dell’improvviso decesso. Non è esclusa l’autopsia. Sulla vicenda sono in corso gli approfondimenti affidati ai carabinieri. La notizia ha gettato nello sconforto Mercogliano, dove Giovanna viveva, e soprattutto Forino, il paese di cui era originaria.
Il sindaco Antonio Olivieri ha espresso la vicinanza dell’amministrazione e della cittadinanza ai genitori, alla sorella, al compagno e a tutti i familiari della giovane. Una comunità intera si è stretta attorno a una famiglia travolta da un dolore difficile persino da raccontare. Resta il silenzio davanti a un destino che ha interrotto, nello stesso istante, la vita di una giovane donna e quella del figlio che stava per venire al mondo. Mancavano appena pochi giorni al 4 ottobre, una data che avrebbe dovuto segnare l'inizio di una nuova storia familiare. Oggi rimangono invece due nomi, Giovanna e Francesco, uniti per sempre nel ricordo di chi li aspettava e nell’abbraccio commosso di due comunità che, davanti a una tragedia così grande, possono soltanto fermarsi e stringersi nel dolore.
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