

di Massimiliano Catapano
La stazione ferroviaria cambia volto e il completamento del maxi intervento da oltre 5 milioni di euro apre anche un nuovo fronte nel dibattito politico cittadino. Il giudizio sull’opera è positivo, ma non mancano rilievi sul metodo seguito dall’amministrazione e su alcune scelte compiute nelle aree esterne. A firmare la nota sono Carmine Amato, Enrico Bisogno, Annalisa Carleo, Giovanni Iannone, Maurizio Lamberti e Teo Oliva Galante, che accolgono con soddisfazione la conclusione dei lavori, rivendicando però il carattere collettivo dell’intervento. Rete Ferroviaria Italiana ha investito oltre 5 milioni di euro, con fondi PNRR, per riqualificare il fabbricato viaggiatori, i marciapiedi, il sottopasso, le pensiline e gli spazi esterni. Tra le opere realizzate figurano i nuovi percorsi tattili, l’innalzamento dei marciapiedi allo standard H55, l’impianto fotovoltaico e due ascensori, che entreranno in funzione dopo il completamento dei collaudi e delle autorizzazioni previste. "È un’opera che appartiene alla città, non a una parte politica", sottolineano i sei esponenti, riconoscendo il valore di un investimento atteso da anni e destinato a migliorare accessibilità, servizi e funzionalità dello scalo".
Il punto critico riguarda invece il percorso istituzionale. Secondo quanto denunciato nella nota, non vi sarebbe stato alcun confronto preventivo sul progetto nè sulla sistemazione futura delle aree esterne. "Siamo felici della consegna, ma non siamo mai stati coinvolti", evidenziano i firmatari, riferendo di avere appreso i dettagli dell’intervento soltanto attraverso la comunicazione ufficiale di RFI. Da qui la contestazione alla "sinergia" richiamata dal sindaco Gennaro D’Acunzi. Per i consiglieri, un intervento di tale portata avrebbe meritato un passaggio più ampio all’interno del Consiglio comunale, coinvolgendo tutte le componenti rappresentative della città. Nel documento vengono poi sollevate due questioni specifiche. La prima riguarda la rimozione della siepe presente nell’area della stazione. Una scelta che, secondo i firmatari, stride con l’impostazione ambientale dell’intervento e con l’installazione del nuovo impianto fotovoltaico destinato a ridurre consumi ed emissioni.
Il secondo rilievo interessa la nuova area attrezzata destinata all’aggregazione. Le coperture realizzate, sempre secondo quanto sostenuto nella nota, non garantirebbero un’adeguata ombreggiatura nelle ore più calde, limitando di fatto la piena fruibilità dello spazio. Osservazioni che vengono ricondotte anche al tema della qualità della spesa pubblica. Un investimento superiore ai 5 milioni di euro, sostengono i sei consiglieri, richiede attenzione non soltanto alla portata complessiva dell’opera, ma anche alla funzionalità concreta delle singole soluzioni adottate. Il giudizio finale resta comunque favorevole. La nuova stazione viene considerata un passo importante per Nocera Superiore, capace di restituire alla città uno scalo più moderno, accessibile e meglio integrato nel tessuto urbano. "Oggi non è il giorno della polemica, ma quello in cui un pezzo di città viene restituito alla città", è la conclusione della nota. Un messaggio che prova a tenere insieme soddisfazione per il risultato e richiesta di maggiore condivisione nelle scelte che riguardano il futuro della comunità.
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