

di Massimiliano Catapano
Ventiquattr’ore prima avevano tenuto gli occhi di migliaia di persone rivolti verso il cielo. Questa mattina, invece, i piloti delle Frecce Tricolori hanno scelto una dimensione completamente diversa, entrando nelle corsie dell’Azienda Ospedaliera Universitaria "San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona" di Salerno per incontrare i giovani pazienti impegnati nel difficile percorso delle cure oncologiche. Una visita lontana dalle evoluzioni spettacolari della Pattuglia Acrobatica Nazionale, ma carica di un significato forse ancora più profondo. I rappresentanti dell’Aeronautica hanno incontrato i bambini, le loro famiglie e gli operatori sanitari che quotidianamente li assistono, regalando qualche momento di serenità in una realtà nella quale la cura passa anche attraverso attenzione, sensibilità e vicinanza umana.
Ad accogliere i piloti al "Ruggi" è stato il direttore generale Nicola Cantone. Con loro anche una delegazione dell’Associazione Aeronautica di Salerno, che ha accompagnato la rappresentanza durante la permanenza nella struttura ospedaliera. Particolarmente significativa la tappa nel reparto di Radioterapia, dove gli uomini delle Frecce hanno potuto conoscere più da vicino il lavoro svolto ogni giorno dal personale sanitario e soprattutto incontrare i piccoli pazienti e le loro famiglie. Un confronto fatto di poche formalità e molta partecipazione, nel quale il valore dell’iniziativa è andato ben oltre quello di una semplice visita istituzionale.
Ai bambini sono stati consegnati anche alcuni doni, piccoli gesti capaci però di interrompere, almeno per qualche istante, la routine scandita da terapie, controlli e attese. La consegna dei regali ai piccoli ricoverati era stata prevista già nel programma ufficiale predisposto in occasione della presenza dell’Aeronautica Militare a Salerno. La visita al "Ruggi" ha rappresentato l’ultimo tassello di giornate nelle quali Salerno ha vissuto un intenso legame con il mondo dell’Aeronautica. Domenica 27 settembre, infatti, le Frecce Tricolori si erano esibite sul lungomare cittadino nell’Air Show inserito nel programma del 22° Raduno nazionale dell’Associazione Arma Aeronautica. L’appuntamento salernitano figura anche nel calendario ufficiale 2026 della Pattuglia Acrobatica Nazionale.
Dalle scie tricolori disegnate nel cielo di Salerno alle stanze dell’ospedale, dunque, il passo è stato breve ma il registro completamente diverso. Niente velocità, formazione o acrobazie: questa volta al centro della scena sono finiti i bambini e le famiglie che li accompagnano in una prova quotidiana complessa. Per i piloti, abituati a rappresentare l’Italia davanti a migliaia di spettatori, quella del Ruggi è stata così una missione senza motori e senza applausi da grande evento: portare attenzione, incoraggiamento e qualche sorriso là dove anche un piccolo gesto può assumere un significato enorme.
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