

Carmine Manzione, avvocato salernitano di 47 anni, sposato e padre di due bambini, ha aggiunto un tassello di grande rilievo al proprio percorso personale tagliando il traguardo dell’IRONMAN Italy Emilia-Romagna di Cervia e guadagnandosi la qualifica di finisher. Portare a termine una prova di tale portata - che richiede di coprire 226 chilometri consecutivi tra Nuoto, Ciclismo e Corsa - testimonia una tempra atletica e mentale di primissimo piano. Per l'avvocato salernitano la pratica sportiva non rappresenta una semplice fuga o un passatempo estivo, bensì una vera e propria necessità vitale. Egli spiega infatti che lo sport costituisce l'unico strumento efficace per staccare la mente dal lavoro, scaricare le tensioni accumulate e ricordarsi di mantenere il corpo in movimento al di là delle pressanti scadenze professionali. Affrontare una prova tanto complessa richiede un'organizzazione meticolosa, un aspetto che si riflette inevitabilmente nel suo profilo professionale. L'atleta racconta che la motivazione iniziale è nata dal desiderio di testare i propri limiti, affrontando la preparazione della gara con lo stesso rigore con cui si istruisce un fascicolo complesso: analizzando ogni singolo dettaglio, prevedendo le criticità e incastrando decine di variabili con precisione chirurgica. Al momento del traguardo, le sensazioni provate si discostano nettamente dai cliché cinematografici. Manzione descrive l'arrivo non con l'aura del supereroe, ma con la consapevolezza di avere le gambe provate dalla fatica e un sorriso spontaneo sul volto. Una soddisfazione profonda e silenziosa ripaga ogni sacrificio compiuto, dalle sveglie all'alba alle ore trascorse sui rulli, tanto che, con un pizzico di paradosso, pochi minuti dopo aver pensato "mai più", la mente comincia già a vagare verso la prossima sfida.
Tra le tre frazioni che compongono la competizione, la frazione ciclistica ha rappresentato la sfida più impegnativa. Essendosi avvicinato a questa disciplina partendo da zero, Carmine (noto anche per i suoi trascorsi da dirigente calcistico in importanti club del capoluogo) ha dovuto studiare le geometrie del mezzo, adattandolo alla propria corporatura e accumulando ore di allenamento per acquisire sicurezza su strada. Oltre all'impegno muscolare, l'avvocato sottolinea la criticità della gestione nutrizionale: l'atleta deve trasformarsi in un vero e proprio distributore automatico, assumendo gel e barrette a intervalli regolari per evitare un crollo energetico che comprometterebbe irrimediabilmente la successiva maratona. Anche il tracciato romagnolo, caratterizzato dal tratto pianeggiante delle saline, ha presentato insidie non trascurabili legate al vento laterale. La strategia vincente, in questo caso, è consistita nel mantenere il controllo, affidandosi ai dati dei misuratori di potenza e facendo tesoro del lavoro di forza svolto in palestra durante i mesi invernali, senza farsi travolgere dall'ansia di forzare l'andatura. Conciliare ritmi di allenamento così intensi con una professione impegnativa e la gestione della famiglia richiede una pianificazione ferrea.
Manzione spiega che non esistono orari convenzionali: "gli allenamenti si concentrano inevitabilmente all'alba o a tarda sera". Tra i suoi principali alleati figura il rullo indoor installato in salotto, che permette di azzerare i tempi di trasferimento e rimanere all'interno delle mura domestiche. La domenica, invece, i lunghi allenamenti mattutini partono rigorosamente con il buio, consentendogli di rientrare in tempo per dedicarsi appieno ai propri cari. A coloro che guardano a questa disciplina con interesse, il legale consiglia di evitare qualsiasi improvvisazione, partendo dall'analisi obiettiva dei propri punti deboli e integrando la preparazione con un adeguato lavoro in sala pesi, ritenuto fondamentale per preservare la struttura corporea durante gli sforzi prolungati. In chiusura, il pensiero di Carmine si rivolge alla sua famiglia: un ringraziamento speciale va alla moglie Roberta e ai figli Liliana Maria e Domenico. L'augurio dell'atleta è che il suo percorso, fatto di impegno, fatica e capacità di rialzarsi dopo le difficoltà, possa rappresentare un insegnamento concreto per i suoi bambini sul valore della perseveranza e del raggiungimento degli obiettivi. Che si tratti di affrontare un fascicolo complesso o 226 chilometri tra le strade della Romagna, per Carmine la regola non cambia: testa bassa, metodo e un pizzico di ironia. E mentre le gambe smaltiscono la fatica, la mente sta già guardando al prossimo via.
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