

di Massimiliano Catapano
Una sconfitta che brucia, una prestazione che impone riflessioni immediate, ma nessuna intenzione di trasformare un pomeriggio negativo in un processo anticipato. Francesco Lamazza, direttore sportivo della Nocerina, analizza con estrema lucidità il pesante passo falso maturato sul terreno del Bisceglie, individuando senza giri di parole le difficoltà emerse ma invitando, allo stesso tempo, l’intero ambiente rossonero a conservare equilibrio. Il dirigente dei molossi parte dalla prestazione e dal confronto con quanto si era già intravisto nella precedente uscita infrasettimanale. "Mercoledì avevamo salvato soprattutto il risultato, perché con determinate prestazioni diventa complicato costruire qualcosa di importante. A Bisceglie è accaduto ciò che speravamo di evitare: per quasi tutto il primo tempo ho visto una squadra scarica, incapace di esprimersi come sappiamo".
Una Nocerina lontana dai propri standard soprattutto nei primi quarantacinque minuti, durante i quali i padroni di casa sono riusciti a indirizzare la gara. Nella ripresa lo staff tecnico ha provato a cambiare inerzia attraverso le sostituzioni e una maggiore aggressività, ma la terza rete incassata nelle battute iniziali ha rappresentato la definitiva mazzata psicologica. "Nel secondo tempo abbiamo provato a riaprire la partita e a cambiare qualcosa. Purtroppo il terzo gol, arrivato quasi subito, ci ha tolto energia e convinzione. Da quel momento recuperare una gara del genere è diventato estremamente difficile". Lamazza riconosce soprattutto al Bisceglie la capacità di essere spietato nei momenti decisivi. Una concretezza che, secondo il direttore sportivo, ha fatto la differenza più della qualità complessiva della manovra. "Hanno sfruttato praticamente subito le opportunità che abbiamo concesso, soprattutto sulle situazioni da fermo. Non credo che sul piano del gioco ci sia stata una superiorità così netta, però andare avanti di due reti ha permesso loro di gestire la partita nella maniera migliore. Sul 2-0 pensavo ancora che avremmo potuto reagire, ma quella risposta che aspettavo non è arrivata".
Il dirigente rossonero, però, respinge qualsiasi lettura catastrofica. La Nocerina uscita dal mercato estivo è una squadra profondamente rinnovata, con meccanismi e automatismi ancora da consolidare. Ed è proprio su questo aspetto che Lamazza invita a mantenere una corretta prospettiva. "Abbiamo costruito praticamente un gruppo nuovo. Non dovevamo considerarci imbattibili dopo le vittorie e non dobbiamo sentirci scarsi dopo una sconfitta. Stiamo cercando ancora la nostra vera identità. Bonnin è appena rientrato e aspettiamo anche Edera. Una giornata come questa deve insegnarci qualcosa e farci capire dove dobbiamo crescere". Tra gli aspetti maggiormente finiti sotto la lente d’ingrandimento c’è la gestione delle palle inattive. Nelle prime giornate i molossi hanno già concesso troppo proprio su situazioni da calcio piazzato, un dettaglio sul quale sarà necessario intervenire rapidamente durante il lavoro settimanale. "Voglio pensare che siano episodi, ma non possiamo ignorarli. Dobbiamo migliorare nella costruzione del gioco e, contemporaneamente, essere molto più efficaci sulle palle ferme. Ci sono diversi calciatori arrivati da poco e alcuni reparti stanno ancora imparando a conoscersi. La quadratura definitiva non l’abbiamo ancora trovata: bisogna lavorare per raggiungerla il prima possibile".
Nessun alibi, dunque, ma neppure sentenze dopo appena poche giornate. Lamazza allarga poi il discorso all’intero girone H di Serie D, sottolineando come l’equilibrio generale renda insidioso praticamente ogni appuntamento. "Questo campionato è molto più equilibrato di quanto qualcuno possa pensare e non esistono gare già vinte. Puoi incontrare difficoltà contro l’Ebolitana come contro la Virtus Francavilla. Anche squadre e società costruite dichiaratamente per stare nelle prime posizioni stanno facendo fatica. La differenza la farà chi riuscirà prima degli altri a trovare continuità e una precisa identità". Il ko di Bisceglie diventa allora uno spartiacque da utilizzare per accelerare il processo di crescita. La Nocerina dovrà interrogarsi soprattutto sull’approccio, sulla compattezza e sulla capacità di reagire alle difficoltà senza smarrire equilibrio e organizzazione.
Lamazza chiude con un messaggio netto, destinato alla squadra ma anche a tutto l’ambiente rossonero. "Questa sconfitta ce la portiamo dentro e deve obbligarci a riflettere. Non eravamo fenomeni prima e non siamo brocchi adesso. Dobbiamo trovare la giusta quadratura, alzare la qualità del nostro gioco e correggere velocemente ciò che non ha funzionato. Perdere fa male, ma proprio una partita così deve mostrarci con chiarezza dove intervenire". Adesso toccherà al campo fornire le prime risposte. La settimana di lavoro diventa fondamentale per ricompattare il gruppo, ritrovare certezze e restituire alla Nocerina quell’identità che Lamazza considera indispensabile per affrontare un campionato lungo, equilibrato e senza scorciatoie.
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