

di Massimiliano Catapano
C’è una Salernitana che cresce nei risultati e un’altra, forse ancora più importante, che sta prendendo forma dentro lo spogliatoio. La vittoria sul Giugliano ha consegnato tre punti, una porta inviolata e nuove certezze a Serse Cosmi, ma ha soprattutto restituito l’immagine di un gruppo sempre più consapevole della propria forza. A raccontarne umori, ambizioni e prospettive è Luca Villa (foto Us Salernitana), che al termine della sfida dell’"Arechi" ha tracciato un quadro estremamente chiaro del momento granata. "Abbiamo costruito tanto e probabilmente avremmo potuto mettere la partita al sicuro prima. Siamo stati meno precisi di quanto avremmo voluto negli ultimi metri, però abbiamo saputo gestire bene i momenti della gara e non abbiamo concesso il goal. Il risultato, per quanto visto in campo, ci sta anche un po' stretto". Parole che fotografano una Salernitana capace di produrre gioco, ma chiamata ancora a trasformare con maggiore continuità la mole di lavoro offensivo in reti. Villa, dal canto suo, continua ad avvicinarsi al goal personale. "Contro il Potenza ho trovato la traversa, con la Cavese sono andato ancora vicino alla rete. Spero che prima o poi tocchi anche a me. Sono contento per Celiento, che continua a farsi trovare pronto, ma credo che con il tempo arriveranno i goal di tanti altri compagni. L’importante è continuare a creare occasioni".
Dietro il rendimento delle ultime settimane c’è anche un processo di crescita collettiva che, nelle parole del numero 14, parte da lontano. L’estate ha cambiato profondamente la fisionomia della squadra e il nuovo gruppo ha avuto bisogno di tempo per assimilare uomini, idee e meccanismi. "All’inizio era inevitabile incontrare qualche difficoltà. Eravamo tanti giocatori nuovi, con caratteristiche differenti e con la necessità di conoscerci in fretta. Adesso abbiamo trovato equilibri più solidi e i risultati ci stanno aiutando molto. Vincere aumenta la fiducia e rende tutto più semplice, soprattutto quando devi costruire un’identità". Un’identità nella quale anche lo stesso Villa sembra aver trovato una dimensione tattica più adatta alle proprie caratteristiche. "Mi trovo bene in questo ruolo perchè posso accompagnare maggiormente l’azione e sfruttare di più la mia propensione offensiva. Naturalmente devo garantire equilibrio e aiutare il compagno alle mie spalle, ma ho più possibilità di spingere. Non era semplice cambiare assetto in poco tempo, soprattutto con le difficoltà che abbiamo avuto in difesa, ma siamo riusciti a interpretare bene quello che ci chiedeva il mister".
Il passaggio decisivo, però, riguarda la mentalità. Salerno, sottolinea Villa, non è una piazza qualunque e indossare la maglia granata impone una responsabilità che va oltre il semplice valore tecnico. "In rosa ci sono calciatori importanti, con esperienze notevoli e percorsi che parlano per loro. Ma quando arrivi qui devi comprendere immediatamente cosa significhi giocare per questa città. Salerno pretende partecipazione, carattere e senso di appartenenza. Non basta avere qualità: devi entrare dentro la realtà della piazza e capire cosa si aspetta la gente". Un legame, quello con il pubblico, che nelle ultime settimane si è fatto sempre più stretto. Villa torna sul confronto con gli ultras e sulle immagini della squadra sotto la curva. "Dopo la partita è stato bellissimo andare a festeggiare con i nostri tifosi. Prima della gara con la Cavese avevamo avuto un confronto molto diretto e avevamo recepito perfettamente il loro messaggio: volevano vedere una squadra capace di dare tutto. Credo che stiamo cercando di dimostrarlo sul campo. Anche a Barletta, in una gara infrasettimanale, vedere così tanti sostenitori al nostro fianco è stato qualcosa di straordinario".
Poi il capitolo Iervolino, inevitabilmente centrale. La presenza del patron all’"Arechi" non è passata inosservata e, secondo Villa, il presidente avrebbe manifestato un coinvolgimento crescente nei confronti della squadra. "Il presidente ci ha trasmesso grande partecipazione. Ci ha detto che si sta riavvicinando con entusiasmo a questa squadra e che vede un gruppo affamato, fatto di uomini che stanno lottando davvero per la maglia. Vuole arrivare all’obiettivo che tutti conosciamo e ci ha fatto capire quanto tenga al ritorno in Serie B". Il successo sul Giugliano ha soddisfatto Iervolino, pur con una sottolineatura sul cinismo mancato. "Ci ha fatto notare che avremmo potuto chiudere la partita molto prima. Però era contento dell’atteggiamento e del modo in cui abbiamo affrontato la gara. Ha ringraziato tutta la squadra e ci ha fatto sentire la sua vicinanza".
Una presenza che, assicura Villa, non dovrebbe venire meno neppure nei periodi in cui gli impegni professionali porteranno il patron lontano da Salerno: "Ci ha detto che continuerà a essere presente e a farci sentire il suo sostegno anche quando sarà fuori per lavoro. È spesso in giro per il mondo, ma vuole restare vicino alla squadra e seguirci lungo questo percorso". La sensazione, oggi, è che qualcosa stia cambiando. La Salernitana ha cominciato a costruire risultati, convinzione e compattezza, ma soprattutto sembra aver ritrovato attorno a sé un clima di partecipazione che può diventare un fattore decisivo. Cosmi continua a plasmare la squadra, lo spogliatoio prende coscienza della propria identità e il pubblico torna a riconoscersi nei segnali mandati dal campo. La Serie B resta il traguardo dichiarato. Il cammino è ancora lungo, ma il granata sembra aver ritrovato una direzione.
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