

di Massimiliano Catapano
Una torre illuminata per richiamare l’attenzione sulla sicurezza delle cure, ma soprattutto una tecnologia capace di intercettare il pericolo prima ancora che diventi clinicamente evidente. L’Azienda Ospedaliero-Universitaria "San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona" di Salerno aderisce al World Patient Safety Day, la Giornata mondiale per la sicurezza del paziente in programma domani, 17 settembre. L’edizione 2026 pone al centro la sicurezza dell’assistenza per le malattie non trasmissibili (MNT) lungo l’intero percorso di cura, con particolare attenzione anche alla qualità e alla tempestività della diagnosi. Una sfida che riguarda patologie croniche e complesse e che quest’anno viene accompagnata dallo slogan "Cure sicure per la vita!".
Quattro le direttrici indicate a livello globale: accrescere la consapevolezza sui rischi che accompagnano il paziente con malattie non trasmissibili durante l’intero percorso assistenziale; favorire una partecipazione più attiva di pazienti e comunità nell’individuazione dei rischi e delle possibili soluzioni; integrare i principi della sicurezza nelle politiche e nei programmi dedicati alle MNT; sostenere infine gli operatori sanitari nel miglioramento della sicurezza diagnostica e farmacologica e nel coinvolgimento diretto della persona assistita. Al "Ruggi" il tema si traduce anche in innovazione concreta. In primo piano c’è la UOSD di Elettrofisiologia e Aritmologia, realtà che figura tra quelle maggiormente attive in Campania per numero e complessità delle procedure e che, nell’ambito del programma aziendale di Telemedicina, ha implementato il monitoraggio remoto dei dispositivi cardiaci impiantabili.
Una sorta di filo invisibile tra ospedale e paziente: il sistema permette agli specialisti di controllare a distanza i dispositivi, individuando eventi aritmici prima della comparsa di manifestazioni cliniche e consentendo di intercettare segnali compatibili con episodi di scompenso cardiaco acuto, con l’obiettivo di prevenire complicanze e ricoveri. I numeri forniti dall’Azienda fotografano la portata del progetto: oltre 4.500 pazienti vengono seguiti ogni anno attraverso questa tecnologia e, soltanto nel primo semestre del 2026, 58 pazienti portatori di loop recorder hanno ricevuto un intervento salvavita in seguito a una diagnosi effettuata da remoto, senza la necessità di recarsi preventivamente in ospedale. Entro la fine dell’anno il programma punta a includere nel monitoraggio remoto tutti i pazienti con loop recorder e tutti i nuovi impianti di defibrillatori e dispositivi di resincronizzazione cardiaca.
La strategia dell’AOU salernitana non si ferma alla tecnologia. Per l’edizione 2026 della Giornata è stato previsto anche un video informativo destinato all’utenza, con un focus sulla prevenzione e sul miglioramento degli stili di vita, sulla raccolta e gestione dei dati clinici e sull’individuazione dei percorsi più appropriati per l’accesso alle cure, dalle visite agli esami fino ai ricoveri. A questo si affiancheranno follow-up dedicati al monitoraggio della malattia e alla continuità terapeutica, con l’obiettivo di accompagnare i pazienti verso abitudini più sane e una presa in carico sempre più continuativa. A rendere visibile alla città il messaggio della Giornata sarà infine la Torre Cardiologica del "Ruggi": la facciata esterna resterà illuminata di rosso dal 14 al 20 settembre. Un segnale simbolico che, per una settimana, porterà fuori dalle corsie un principio essenziale della medicina contemporanea: sicurezza, prevenzione, diagnosi tempestiva e continuità delle cure possono diventare parti dello stesso percorso.
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