

di Massimiliano Catapano
Un documento lungo, duro nei contenuti ma calibrato nei tempi. Il Direttivo Ultras della Curva Sud Siberiano rompe il silenzio sul momento attraversato dalla Salernitana e lo fa mettendo sul tavolo malumori, interrogativi e responsabilità che, secondo il gruppo organizzato, non possono essere circoscritti esclusivamente al rettangolo verde. La premessa è netta: c'è insoddisfazione per i risultati e, soprattutto, per la direzione imboccata dal club. Gli ultras descrivono una Salernitana avvolta da "confusione e incertezza generale", ribadendo quanto la Bersagliera rappresenti qualcosa che va ben oltre i novanta minuti: identità, appartenenza e stile di vita. Nel mirino finisce innanzitutto la programmazione tecnica. Il Direttivo ricorda come inizialmente fosse stata prospettata la necessità di rafforzare una squadra già costruita, mentre il mercato avrebbe poi prodotto l'ennesimo profondo rinnovamento dell'organico, completato soltanto a campionato già iniziato. Un cambio di strategia interpretato come il simbolo di una società che, dopo aver lasciato intravedere programmazione, ambizione e prospettiva, avrebbe progressivamente modificato la propria rotta.
È proprio questo il nodo centrale della presa di posizione: secondo la Curva Sud, dalla costruzione del futuro si sarebbe passati a una gestione troppo legata all'emergenza e al presente, con decisioni prive di quella continuità progettuale necessaria per restituire solidità all'ambiente. Una situazione che, viene sottolineato, non nascerebbe oggi e non sarebbe figlia soltanto delle difficoltà incontrate sul campo. Gli ultras chiedono soprattutto chiarezza sulle ragioni che hanno determinato questo cambio di passo. Nel calcio, ricordano, sono inevitabilmente i risultati a scandire giudizi e umori: quando non arrivano, critiche e contestazioni diventano una conseguenza naturale. Ma il Direttivo precisa anche un concetto identitario: la categoria non rappresenta il discrimine del sostegno alla maglia. L'appoggio alla Salernitana resterà, indipendentemente dal campionato disputato. Ciò che viene reclamato è invece rispetto nei confronti di una tifoseria che non vuole essere lasciata in un limbo.
La nota, però, allarga sensibilmente il perimetro delle responsabilità. Nel ragionamento della Curva entrano anche le istituzioni cittadine, accusate di non aver creato, nella fase iniziale del progetto societario, le condizioni e i rapporti necessari per accompagnare una proprietà che si era presentata a Salerno con programmi ambiziosi. Il Direttivo contesta inoltre una distanza tra gli annunci pubblici e ciò che, a suo giudizio, è stato successivamente concretizzato. Parole altrettanto severe vengono rivolte a una parte della stampa e delle televisioni locali. Secondo gli ultras, alcuni settori dell'informazione avrebbero contribuito ad alimentare tensioni e malumori senza approfondire adeguatamente eventuali responsabilità istituzionali o la presenza di interessi economici e personali attorno alle vicende granata. Una critica pesante, accompagnata dalla convinzione che in più occasioni sia mancato un confronto realmente costruttivo.
Nonostante rabbia e delusione, la Curva Sud Siberiano sceglie però di non aderire, almeno per il momento, alla contestazione in atto. Non per una difesa preventiva della società, viene precisato, ma perchè i tempi non vengono ancora considerati maturi, soprattutto dopo l'ennesima rivoluzione tecnica e davanti a quello che viene definito il silenzio del "Palazzo". La posizione resta quindi di attesa vigile. Il Direttivo rivendica il diritto di osservare, valutare e raccogliere elementi prima di assumere una posizione definitiva. Allo stesso tempo riconosce e rispetta chi, all'interno del mondo granata, ha scelto di percorrere una strada differente. Ma l'avvertimento conclusivo non lascia spazio a interpretazioni: quando arriveranno le certezze, la Curva farà sentire la propria voce e le eventuali responsabilità saranno attribuite senza distinzioni. Società, istituzioni e ogni altra componente coinvolta verranno valutate con lo stesso metro.
La linea degli ultras resta dunque quella di sempre: nessun carro sul quale salire, nessuna appartenenza diversa da quella alla Salernitana. E, qualora dovesse arrivare il momento della contestazione, sarà portata avanti secondo i codici della Curva, "a difesa della maglia e della città". Al di là dei risultati. Al di là della categoria. Perchè, nel messaggio della Siberiano, il punto fermo rimane uno soltanto: prima di tutto viene la Salernitana.
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