

Nuovo passaggio delicato negli assetti dell’Azienda Ospedaliera Universitaria "San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona". Il direttore generale Nicola Cantone ha disposto la revoca immediata della precedente disposizione datata 4 settembre e, contestualmente, di tutti gli incarichi conferiti al dottor Luigi Memoli, direttore del Dipartimento Materno-Infantile del Ruggi e direttore di presidio dell’ospedale "Gaetano Fucito" di Mercato San Severino. Il provvedimento, indirizzato allo stesso Memoli e al direttore dell’Uoc di Ostetricia e Ginecologia Giuseppe Laurelli, interviene innanzitutto sulla procedura seguita con il precedente atto. Secondo quanto contestato dalla direzione generale, Cantone non sarebbe stato informato neppure per conoscenza di quella disposizione.
Da qui il richiamo alle norme che regolano la nomina dei direttori di dipartimento: una competenza che, nel rispetto dell’iter previsto dalla legge, fa capo al direttore generale. Nella lettura contenuta nel nuovo atto, la procedura adottata in precedenza avrebbe quindi violato il quadro normativo, determinando l’illegittimità della disposizione e rendendone necessaria la revoca con effetto immediato. Ma il documento va oltre il solo profilo procedurale. Viene infatti fatto riferimento anche a "gravi comportamenti" attribuiti a Memoli, contestazioni sulla base delle quali Cantone ha disposto la revoca di tutti gli incarichi fino a quel momento affidati al professionista. L’Ufficio Personale è stato incaricato di dare immediata esecuzione alla decisione.
La vicenda assume così un peso che supera il semplice riassetto delle funzioni interne. Con questo provvedimento Cantone imprime un segnale netto sul piano della governance: competenze, procedure e catena delle responsabilità devono muoversi all’interno di un perimetro formale preciso. Una linea rigorosa che, almeno sul piano amministrativo, sembra voler riaffermare con forza la centralità della direzione generale nelle decisioni strategiche dell’azienda. Resta ora da capire quali saranno le conseguenze organizzative della revoca e come verranno ridistribuite le funzioni lasciate scoperte. Di certo, il nuovo atto aggiunge un ulteriore capitolo a una fase particolarmente movimentata ai vertici del "Ruggi".
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