

di Massimiliano Catapano
Una conferenza stampa convocata per fare chiarezza, respingere indiscrezioni e ricomporre il quadro attorno alla Salernitana. Alla vigilia della sfida con il Potenza, l’amministratore delegato Umberto Pagano si presenta nella sala stampa dell’"Arechi" e affronta praticamente tutti i dossier aperti: investimenti, futuro di Danilo Iervolino, possibile vendita del club, mercato, gestione tecnica, contestazione della tifoseria e rapporti con le istituzioni. Il primo messaggio è netto e indirizzato direttamente a chi, nelle ultime settimane, ha parlato di una Salernitana avviata verso il disimpegno. "La società non è in stato di abbandono, non è in liquidazione e non è in dismissione. Non è stata intrapresa alcuna politica di ridimensionamento. Il budget della gestione è nell’ordine dei 15 milioni di euro e circa 11 milioni vengono garantiti direttamente da Danilo Iervolino. Quando si parla di ridimensionamento bisogna partire dai numeri e dagli investimenti realmente sostenuti".
Pagano non nasconde il fastidio per alcune ricostruzioni circolate attorno al club e invita a separare le critiche dalle informazioni che, a suo giudizio, non corrispondono alla realtà. "A Salerno ci sono anche quelli che definirei suggeritori seriali, persone che fanno circolare informazioni non corrette. Quando arriva una notizia è giusto verificarla. Le critiche sono legittime, ma devono partire da dati reali". Nessun tentativo, invece, di nascondere le difficoltà sportive e un avvio di campionato inferiore alle attese. "Non abbiamo cominciato come avremmo voluto e potevamo certamente fare meglio. Ma questo non significa che Iervolino abbia smesso di investire o che la Salernitana sia stata messa in una sorta di liquidazione di fatto". A sostegno della posizione societaria arrivano anche i numeri relativi al monte stipendi e alla gestione complessiva. "Nella scorsa stagione salari e stipendi erano pari a circa 10,7 milioni di euro, mentre quest’anno siamo intorno ai 10,5 milioni. Siamo sostanzialmente sugli stessi livelli. Il costo complessivo previsto per la gestione 2026-27 è di circa 15,6 milioni: 4,5 milioni saranno coperti dalle sponsorizzazioni e circa 11 milioni saranno messi a disposizione da Iervolino".
Sul piano tecnico, Pagano rimanda alle valutazioni del direttore sportivo Daniele Faggiano e di Serse Cosmi, riconoscendo però che il percorso estivo non sia stato quello immaginato inizialmente: "L’idea originaria era quella della continuità, confermando direttore sportivo e allenatore e cercando di arrivare al ritiro con una squadra il più possibile definita. Il mercato, però, presenta dinamiche che non sempre sono controllabili. Siamo arrivati in ritardo su alcune situazioni? Sì, potevamo fare meglio. Questo non cambia il nostro giudizio sulla rosa: abbiamo una squadra competitiva e in grado di lottare nelle zone alte della classifica". Il passaggio destinato inevitabilmente ad aprire il dibattito riguarda il futuro della proprietà. Pagano riconosce che l’esperienza di Iervolino alla guida del club sia entrata nella fase conclusiva, ma pone condizioni precise per qualsiasi passaggio di mano. "Credo che il ciclo di Iervolino sia ormai vicino alla sua conclusione. Questo, però, non significa che la società verrà ceduta al primo soggetto che si presenta. La Salernitana potrà passare soltanto nelle mani di un imprenditore capace di garantire una solidità finanziaria paragonabile a quella dell’attuale proprietario. È una forma di rispetto verso i tifosi, la città e la piazza".
Una disponibilità alla cessione che, secondo Pagano, non comporterà alcun arretramento economico nell’immediato. "Finchè ci sarà questa proprietà resterà invariato l’impegno finanziario. La squadra è stata costruita per competere ai vertici. Nessuno può promettere la vittoria del campionato, ma abbiamo una formazione forte e con prospettive importanti". Chiariti anche i rapporti tra proprietà e area tecnica nelle operazioni di mercato. "La scelta dei calciatori nasce dalle indicazioni dello staff sportivo. La società interviene successivamente nella fase economica e contrattuale. Non c’è interferenza nell’individuazione dei giocatori". Sul valore economico del club arriva poi uno dei passaggi più significativi dell’intera conferenza. "La valutazione della Salernitana potrebbe essere anche di un euro. Ciò che conta davvero è che chi entra sia capace di garantire solidità, continuità e gli impegni che oggi vengono assicurati dalla proprietà". Pagano aggiunge: "Non ho ricevuto telefonate da imprenditori pronti a mettere 11 milioni di euro di tasca propria nella Salernitana. Credo che almeno questo vada riconosciuto a Iervolino. Non vedo una fila di soggetti pronti a sostenere investimenti di questo livello".
Nel corso dell’incontro viene affrontato anche il tema Como, dopo gli apprezzamenti arrivati dal presidente lariano Mirwan Suwarso nei confronti della piazza salernitana: "La proprietà del Como è importante. Non avremmo alcun problema a parlare con un imprenditore importante interessato alla Salernitana, naturalmente alle condizioni già indicate". Nessuna chiusura neppure sull'eventuale inserimento futuro di un direttore generale. "La Salernitana deve sempre cercare di migliorarsi e la figura di un direttore generale potrebbe essere una soluzione. Oggi, però, abbiamo già una struttura amministrativa importante, un direttore sportivo e un allenatore di grande esperienza. Diverse funzioni sono già distribuite all’interno dell’organizzazione". Ampio spazio anche al mercato estivo e alla rivoluzione subita dall’organico rispetto alla volontà iniziale di procedere soltanto con pochi interventi mirati. "Avevamo dato un’indicazione precisa: cambiare il meno possibile e fare pochi acquisti mirati. Alcune dinamiche hanno successivamente modificato i programmi, anche perché diversi calciatori hanno manifestato la volontà di lasciare Salerno".
Diretto il riferimento a Ferrari e Capomaggio: "Erano considerati incedibili fino a una determinata fase del mercato. Sono stati i calciatori a chiedere la cessione e, quando un giocatore manifesta quella volontà, bisogna prenderne atto. Personalmente considero quasi un’eresia voler lasciare Salerno per giocare in Serie C, ma bisognerebbe chiedere direttamente a loro le motivazioni". La convinzione sulla competitività della struttura tecnica, però, resta immutata. "Ritengo che la Salernitana abbia una delle strutture tecniche migliori dei tre gironi. Adesso bisognerà costruire identità, compattezza e spirito di squadra. Sono elementi che si sviluppano nel corso della stagione". Altro capitolo particolarmente delicato è quello relativo alla tifoseria. "Ai tifosi mando un messaggio di affetto, apertura e franchezza. Comprendiamo la loro delusione perché anche noi immaginavamo un inizio diverso. Oggi abbiamo bisogno di ritrovare compattezza e di portare nuove energie attorno alla squadra".
Pagano rivendica anche le iniziative adottate dal club durante l’estate; "Abbiamo cercato di realizzare una campagna abbonamenti corretta, con prezzi accessibili, abbiamo pensato a un piccolo omaggio per i nuovi abbonati e realizzato una maglia speciale dedicata a San Matteo. Sono segnali attraverso i quali la società ha voluto dimostrare attenzione verso la propria gente". Esclusa inoltre qualsiasi frizione con le istituzioni cittadine: "Con il Comune esistono dialogo, serenità e rispetto reciproco. I rapporti sono buoni e non esiste alcuna volontà di ostacolare la Salernitana". E qualora la squadra dovesse trovarsi realmente in corsa per il primo posto, la proprietà sarebbe pronta a intervenire nuovamente: "Non ci sottrarremo a eventuali investimenti se dovessero essere necessari per competere per il titolo. Iervolino continuerà a garantire quanto ha garantito fino a oggi". Parole definitive, almeno per il momento, anche sulla posizione di Serse Cosmi. "Cosmi non è in bilico. Gode della piena fiducia della società e siamo convinti che possa rappresentare quel valore aggiunto di cui questa squadra ha bisogno".
L’obiettivo, nelle intenzioni di Pagano, è adesso spostare nuovamente l’attenzione sul terreno di gioco. "Dobbiamo ricondurre la discussione alla realtà dei fatti. Ora serve unità d’intenti in vista della partita con il Potenza". Non manca un nuovo richiamo al sostegno garantito dalla tifoseria durante la passata stagione. "I tifosi hanno portato complessivamente circa 75mila presenze durante i play-off. Forse non ho pronunciato abbastanza volte la parola grazie, ma ho cercato di dimostrare quella riconoscenza attraverso i fatti, lavorando per un progetto vincente e proponendo una campagna abbonamenti sostenibile". Poi l’invito a lasciarsi alle spalle vecchie polemiche. "Non possiamo continuare a tornare su vicende ormai lontane come Cavani o Ikwuemesi. Dobbiamo lavorare a testa alta, in silenzio, riconoscendo gli errori quando vengono commessi e cercando di spegnere polemiche che non aiutano la squadra". Sul valore della formazione granata, Pagano rifiuta invece l’etichetta di "ammazza-campionato": "Nessuno può costruire a settembre una squadra dichiarandola ammazza-campionato. Quella definizione può nascere soltanto attraverso i risultati. Questa Salernitana è forte? Secondo noi sì. Può competere per i vertici? Sì. Poi sarà il campionato a stabilire dove riusciremo ad arrivare".
In chiusura, un passaggio anche sulla trattativa con Olidata. "La Salernitana non è mai stata realmente a un passo dalla vendita. C’è stata una trattativa diventata pubblica ed è stato sottoscritto anche un preliminare. Successivamente, però, non sono emerse le condizioni di solidità richieste e l’operazione non è andata avanti. Nei mesi successivi non ci sono stati ulteriori abboccamenti". Una conferenza nata per fare chiarezza che, paradossalmente, lascia ancora più interrogativi. Pagano esclude dismissione e ridimensionamento, ma contemporaneamente certifica che il ciclo Iervolino è quasi concluso e apre alla vendita senza che oggi esista un acquirente concreto. Le rassicurazioni ci sono state; sul futuro, invece, la nebbia resta fitta.
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