

di Massimiliano Catapano
La parabola della Salernitana targata Danilo Iervolino racconta due stagioni molto diverse della stessa storia. La prima comincia il 31 dicembre 2021, con l’acquisto del club sul filo di lana e la successiva salvezza miracolosa firmata dalla squadra di Davide Nicola. La seconda è quella di una società progressivamente scivolata dalla Serie A alla Serie C, tra cambi tecnici, rivoluzioni dirigenziali e una continuità mai realmente trovata. Il punto di rottura arriva nel 2023-24: ultimo posto in Serie A con 17 punti, appena due vittorie e 81 reti subite. In panchina si alternano Sousa, Inzaghi, Liverani e Colantuono, senza riuscire a modificare il corso della stagione. La retrocessione avrebbe dovuto aprire una nuova fase. Nell’estate 2024, però, Andrea Sottil lascia prima ancora di disputare una gara ufficiale. Successivamente arrivano Martusciello, ancora Colantuono, Breda e Marino. Una girandola tecnica che accompagna i granata verso una seconda retrocessione consecutiva, questa volta in Serie C.
A rendere ancora più acceso il dibattito sono poi le dichiarazioni dell’ex direttore sportivo Gianluca Petrachi, che ha parlato di circa 50 milioni generati tra cessioni e risparmio sugli ingaggi, sostenendo di aver avuto appena 1,2 milioni a disposizione per ricostruire la squadra. La prima stagione in terza serie non ha prodotto l’immediato ritorno in B. Con Giuseppe Raffaele prima e Serse Cosmi poi, la Salernitana ha chiuso al terzo posto, fermandosi ai play-off. Anche l’avvio del 2026-27 ha lasciato più di qualche interrogativo: eliminazione in Coppa Italia di Serie C e appena due punti conquistati nelle prime tre giornate di campionato. Il dato che sintetizza meglio l’instabilità resta quello della panchina: dalla stagione 2023-24 sono undici gli incarichi tecnici riconducibili a dieci allenatori differenti, considerando il doppio passaggio di Colantuono.
Iervolino resta il presidente che nel 2021 evitò alla Salernitana un epilogo drammatico e che pochi mesi dopo festeggiò una salvezza entrata nella storia del club. Ma il percorso successivo ha ridimensionato profondamente le prospettive. Dalle ambizioni dell’"Atalanta del Sud" alla necessità di ritrovare la Serie B, il divario tra il progetto immaginato e la realtà attuale è diventato evidente. Ora, più delle dichiarazioni, saranno stabilità, programmazione e risultati a stabilire quale futuro attenda davvero la Salernitana.
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