

Parla anche e soprattutto salernitano la 76a edizione della CentoMiglia Internazionale del Garda. Ad aggiudicarsi il Trofeo Bettoni e la classifica finale ORC Overall della kermesse organizzata dal Circolo Vela Gargnano nelle acque di Bogliaco (Brescia) è il team Lulù (Ufo 22) composto in equipaggio Double Handed (foto Elena Gioia) da Mauro Grandone, portacolori della Compagnia della Vela di Salerno, e Tea Faoro dell'Aquafresca Sport Center. Un successo dettato dalla somma di punti conseguiti dalle regate dello scorso fine settimana: Lulù ha chiuso al terzo posto il Trofeo Gargnano di sabato e all'ottavo il Trofeo Gorla di domenica, totalizzando 11 punti e precedendo di due lunghezze 6Q di Peter Koenig. A prendersi la soddisfazione di finire davanti ai grandi scafi e ai progetti più sofisticati sono state soprattutto barche di dimensioni contenute che hanno dimostrato quanto il sistema dei compensi sappia rendere aperto il confronto tra mezzi profondamente differenti.
La vittoria assoluta assume così un valore ancora più particolare: Lulù, reduce dal secondo posto agli Europei Ufo 22 tenutisi sul lago Achensee in Austria lo scorso luglio, ha conquistato anche la classifica Double Handed davanti a Pirillina di Stefano Fasoli (LNI di Mandello) e Dulcis Banana di Elena Formoso (Circolo Vela Toscolano Maderno), terza. A Tea Faoro e Mauro Grandone va quindi anche il Trofeo Beppe Croce, riservato al miglior equipaggio Double Handed. Un risultato costruito sull'intesa di una coppia che funziona sia in ambito velico che nella vita quotidiana, capace di trasferire con successo nella competizione sportiva le doti umane e tecniche di entrambi: una bella e produttiva congiunzione tra il talento di una ragazza, prima donna timoniere del circuito Ufo 22 proveniente dal 29er, in crescita costante come testimoniato dai risultati conseguiti nell'ultimo biennio (nel 2025 ha comandato il ranking Timoniere-Armatore della Turbocup) e la ventennale esperienza in regate offshore su barche leggere dell'ing. salernitano.
Un velista venuto dal mare, fondendo al meglio il dna meridionale con quello di una veronese, ha saputo interpretare al meglio il vento del Garda nella due giorni di gare condividendo a bordo con la compagna di team e vita quasi cento miglia di regata fino al trionfo finale. L'unione fa la forza e il team Lulù con Mauro e Tea ne ha dato emblematica dimostrazione.
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