

di Massimiliano Catapano
Il "San Francesco" riscopre il sapore della vittoria nel modo più travolgente, sull’ultimo pallone di una partita che sembrava ormai consegnata al pareggio. La Nocerina supera 2-1 l’Ebolitana e apre il campionato con tre punti preziosi, cancellando un digiuno casalingo che durava da dieci mesi. Renelus firma il primo vantaggio rossonero, Messina rimette la sfida in equilibrio nel finale della prima frazione, poi Cardella, in pieno recupero, trova la zampata che libera l’urlo del pubblico molosso. Un successo sofferto ma fortemente inseguito, accolto con soddisfazione da Karel Zeman (foto Eduardo Fiumara). Il tecnico rossonero, tuttavia, non si lascia abbagliare dal risultato e accompagna gli elogi con una severa analisi degli errori commessi. "Aspettavamo questo momento da dieci mesi. Tornare a vincere al "San Francesco" e vedere finalmente felice la nostra gente rappresentava l’obiettivo principale della giornata. Il pubblico ha potuto festeggiare e noi lo abbiamo fatto insieme ai tifosi. Era ciò che desideravamo più di ogni altra cosa".
La Nocerina ha prodotto gioco e occasioni, mantenendo a lungo il comando delle operazioni. Soltanto nella parte conclusiva del primo tempo i molossi hanno smarrito coraggio e distanze, consentendo all’Ebolitana di conquistare campo e trovare il pareggio. "Per quantità e volume offensivo considero positiva la nostra prestazione. Escludendo gli ultimi quindici o venti minuti della prima frazione, avremmo meritato di andare all’intervallo con un margine più consistente. Anche dopo il riposo abbiamo costruito abbastanza per segnare molto prima. Essere riusciti a sbloccare nuovamente la gara soltanto all’ultimo secondo contiene anche una componente casuale". Zeman ricorre quindi a una battuta per riassumere l’epilogo della partita: "Il Dio del calcio deve essersi accorto di ciò che stava succedendo e alla fine ha rimesso le cose al loro posto. Abbiamo cercato quella rete con continuità e il campo ci ha restituito quanto avevamo prodotto. Il goal è arrivato con enorme ritardo, ma fortunatamente è arrivato".
La chiave della vittoria è stata la pressione esercitata nella ripresa, quando la Nocerina ha progressivamente schiacciato l’Ebolitana a ridosso della propria area. Una scelta precisa dell’allenatore, maturata osservando quanto era accaduto sul finire del primo tempo. "Prima dell’intervallo ci siamo abbassati fino a rinchiuderci nella nostra area e, così facendo, abbiamo permesso agli avversari di pareggiare. Nella ripresa volevo capovolgere quella situazione e costringere l’Ebolitana a subire ciò che avevamo sofferto noi. Attraverso un atteggiamento più aggressivo li abbiamo obbligati a difendersi molto bassi. A quel punto ero convinto che la rete sarebbe arrivata: si è fatta attendere fino all’ultima azione, ma la squadra non ha mai smesso di crederci". Per aumentare la pericolosità offensiva, Zeman ha modificato radicalmente l’assetto tattico, liberando uomini in avanti e accettando qualche rischio nella fase conclusiva. "Non parlerei propriamente di un 4-2-4. La disposizione somigliava maggiormente a un 2-4-4, perché avevamo bisogno di occupare l’area avversaria con molti più calciatori. Con il sistema utilizzato fino a quel momento non riuscivamo a incidere quanto avrei voluto. Muovevamo il pallone con eccessiva lentezza e permettevamo all’Ebolitana di sistemarsi. Era necessario cambiare qualcosa e cercare una soluzione differente".
La vittoria non cancella, però, il passaggio a vuoto accusato dalla Nocerina prima del riposo. Su questo punto il giudizio dell’allenatore è netto e non concede attenuanti: "Quei quindici o venti minuti sono stati osceni. Avevo chiesto alla squadra di arretrare soltanto di qualche metro qualora fosse subentrata la stanchezza o non ci fossero più le energie necessarie per recuperare il pallone vicino all’area avversaria. I ragazzi, invece, sono indietreggiati di cinquanta metri rispetto a quanto avevo immaginato. In quel modo abbiamo perso campo, coraggio e possibilità di ripartire". Zeman si assume comunque la responsabilità per un messaggio evidentemente interpretato in maniera differente: "Probabilmente non sono riuscito a spiegare il concetto con sufficiente chiarezza oppure abbiamo dedicato ancora poco tempo a quella situazione durante gli allenamenti. In quella fase abbiamo combinato un disastro, seppure con umiltà e spirito di sacrificio. Dobbiamo lavorarci perché non possiamo permetterci di ripetere un errore simile".
Nel dopogara il tecnico affronta anche la questione relativa a Luca Giannone, al momento fuori dalle rotazioni. Una posizione illustrata senza ricorrere a formule di circostanza: "Avevo considerato Giannone un centrocampista e lo abbiamo trattenuto immaginandolo in quella posizione, nonostante provenisse dal gruppo protagonista di una stagione giudicata disastrosa. Successivamente ho appreso attraverso la stampa, e non da un colloquio diretto con lui, che si considera un trequartista e che non ritiene la corsa una caratteristica adatta al proprio modo di giocare". La filosofia tattica dell’allenatore non prevede, però, deroghe sotto il profilo dell’intensità: "Nel nostro calcio devono correre tutti e non utilizziamo il trequartista. Finchè Giannone non tornerà a considerarsi un centrocampista e non accetterà di svolgere il lavoro richiesto in quel ruolo, non sarà semplice prenderlo in considerazione. Ho altre soluzioni a disposizione e, quando devo scegliere, sono obbligato a privilegiare i calciatori maggiormente funzionali alla nostra idea".
La Nocerina si prende così una vittoria di carattere, costruita attraverso la spinta offensiva e il coraggio di cambiare pelle nel momento decisivo. Il goal di Cardella restituisce entusiasmo al "San Francesco" e permette ai molossi di partire con il piede giusto. Zeman, però, guarda già oltre: i tre punti accendono il sorriso, mentre gli errori indicano la strada del lavoro.
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