

di Massimiliano Catapano
La sostanza del pareggio, ma soprattutto il modo in cui è maturato. La Cavese esce dall’Arechi con un punto pesante e con la consapevolezza di aver saputo resistere nei momenti più delicati, prima di cambiare passo nella ripresa. Sotto per il goal di Manuel Llano al 33’, gli aquilotti hanno rimesso in equilibrio il derby al 72’ con Manuel Peretti, completando una rimonta costruita attraverso ordine, coraggio e capacità di soffrire. Tutti elementi che Cristiano Masitto (foto Lorenzo Giordano/Raffaele Purgante), allenatore della formazione blufoncè, ha sottolineato con orgoglio nel dopogara. "Ho scelto di ripartire dagli stessi undici che venerdì avevano offerto una prestazione importante, pur sapendo che avremmo affrontato un avversario completamente diverso. La Salernitana possiede qualità e, quando riesce a sviluppare le proprie trame, può diventare estremamente pericolosa. I miei ragazzi, però, non sono mai usciti mentalmente dalla partita, neppure durante le fasi di maggiore pressione. In mattinata i nostri tifosi ci avevano chiesto temperamento, tenacia e spirito di sacrificio: credo che la squadra abbia risposto nella maniera migliore. Questo pareggio è anche per loro".
Masitto riconosce le difficoltà incontrate, ma rivendica la compattezza mostrata dalla sua Cavese: "Un allenatore vorrebbe avere sempre tutti i titolari nelle condizioni ideali, ma oggi la nostra forza è stata soprattutto la capacità di conservare equilibrio e distanze. Già nel primo tempo Orlando ha avuto una buona opportunità e, con maggiore lucidità nell’ultimo gesto, avremmo potuto sfruttarla meglio. Siamo riusciti ad arrivare con una certa continuità nella zona decisiva del campo, anche se dobbiamo ancora crescere nella gestione e nella rifinitura. Sono miglioramenti che passano dal lavoro quotidiano: stiamo cercando di dare alla squadra principi precisi e un’identità sempre più riconoscibile". Il tecnico metelliano si è poi soffermato sulle condizioni e sul rendimento di alcuni singoli: "Macchi non era al meglio, ma ha stretto i denti e si è confrontato anche con un avversario particolarmente impegnativo sulla sua corsia. Sava, invece, è rimasto un po’ ai margini della gara: ha ricevuto palloni che solitamente avrebbe aggredito con maggiore decisione, mentre stavolta ha compiuto scelte differenti. Va considerata anche la profondità dell’organico della Salernitana, che ha potuto inserire calciatori importanti. Noi, al contrario, abbiamo concluso la partita con cinque o sei under in campo. Anche per questo il risultato acquista ancora più valore".
La Cavese ha dovuto fronteggiare quasi subito l’infortunio di Valerio Boffelli, costretto a lasciare il posto a Matteo Bertini dopo appena un quarto d’ora: "Per Boffelli dovrebbe essere un problema alla mascella. Bertini, invece, è stato catapultato nella partita senza alcun preavviso e ha risposto con una prova di grande personalità. Esordire in Serie C all’"Arechi", in una situazione così delicata, non era affatto semplice. Eppure tra i pali ha trasmesso la sicurezza di un portiere esperto". Masitto ha elogiato anche il lavoro svolto lontano dai riflettori: "Tutti i ragazzi sanno che, allenandosi bene durante la settimana, possono conquistare la propria occasione e magari partire dall’inizio. Bertini si è fatto trovare pronto nel momento più inatteso e sembrava un veterano, non un debuttante. Desidero ringraziare Mimmo Corcione per il lavoro scrupoloso e quotidiano che sta portando avanti con l’intero reparto dei portieri". Determinante anche la lettura tattica di una sfida nella quale la Salernitana ha alternato più assetti: "Ci siamo resi conto immediatamente che i granata potevano costruire sia con una linea difensiva a tre sia disponendosi a quattro. Noi dobbiamo imparare ad adattarci rapidamente, diventando una squadra camaleontica. Abbiamo inseguito e conquistato il pareggio contro una formazione forte, il cui valore non può essere messo in discussione soltanto perché l’avvio di campionato è stato complicato. Il nostro è stato un punto cercato con ostinazione, conquistato con fame".
La svolta è arrivata durante l’intervallo, quando Masitto ha chiesto ai suoi di non lasciarsi divorare dalla fretta: "Ho detto ai ragazzi di mantenere la calma, avere pazienza e continuare a credere nella partita. Dovevamo correggere gli errori commessi a Bari e, sotto questo aspetto, all’"Arechi" ho già intravisto una crescita significativa. Questa squadra deve essere costruita un tassello alla volta: il percorso è ancora lungo, ma la reazione offerta nella ripresa indica che la direzione è quella giusta". Nel racconto dell’allenatore trova spazio anche l’emozione di uno spogliatoio sempre più legato alla città: "Al termine della gara ho visto le lacrime negli occhi di alcuni calciatori e il mio pensiero è andato immediatamente ai nostri sostenitori, costretti a vivere il derby nei bar o nelle proprie abitazioni. Immaginarli esultare ci riempie d’orgoglio. Quelle emozioni dimostrano che i ragazzi stanno comprendendo sempre meglio che cosa significhi rappresentare Cava de' Tirreni e indossare questa maglia". Sul piano delle soluzioni offensive, Masitto vede ancora margini considerevoli: "D’Amore può essere utilizzato in più posizioni e questa duttilità ci permette di sviluppare diverse idee. Sava possiede una frequenza di passo capace di mettere in difficoltà qualsiasi retroguardia e avevo valutato anche la possibilità di avanzarne il raggio d’azione. Possiamo contare inoltre su Alberti, Orlando e Fusco, mentre attendiamo il rientro di Minaj. Fusco sta assimilando il modo in cui voglio che difenda e protegga il pallone; anche Sava deve perfezionarsi sotto questo profilo, ma avremo il tempo necessario per lavorare".
Il pareggio di Salerno, però, non modifica le priorità dell’allenatore, che tiene ben saldi i piedi a terra: "Siamo la Cavese, abbiamo un enorme desiderio di crescere, ma in questo momento penso soltanto alla salvezza. Ci servono ancora trentanove o quaranta punti per raggiungerla. Dovremo presentarci su ogni campo con la stessa disponibilità al sacrificio mostrata oggi. Se più avanti il campionato dovesse raccontarci qualcosa di differente, lo valuteremo al momento opportuno". La chiusura è un manifesto programmatico: "Abbiamo tanti calciatori alla prima esperienza e anch’io sono un esordiente in questa categoria. Per questo dovremo essere quasi maniacali nella preparazione delle partite, curando l’organizzazione in ogni particolare. In trasferta nessuno ci concederà nulla; al "Lamberti", invece, avremo dalla nostra una tifoseria capace di regalarci una spinta straordinaria".
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