

di Massimiliano Catapano
Un tempo per prendersi il derby, un altro per lasciarselo scivolare dalle mani. La Salernitana si ferma sull’1-1 contro la Cavese e rimanda ancora l’appuntamento con la prima vittoria stagionale. Llano illude l’"Arechi" al 33’, Peretti ristabilisce l’equilibrio al 72’ e consegna ai granata un pareggio che pesa soprattutto per il modo in cui è maturato. La squadra di Serse Cosmi ha dominato la prima frazione, costruendo occasioni e mettendo alle corde gli avversari, ma nella ripresa ha progressivamente perso campo, distanze e lucidità. Il bilancio ora racconta di appena due punti conquistati nelle prime tre giornate di campionato e di nessun successo nelle gare ufficiali della nuova stagione. Numeri inevitabilmente insufficienti per una squadra costruita con ambizioni importanti. Cosmi finisce così sulla graticola: non risulta esserci un ultimatum ufficiale da parte della società, ma è naturale che la sua posizione venga sottoposta a valutazione. L’allenatore ne è consapevole e, nel dopogara, non si sottrae alle proprie responsabilità. "Rispetto alle precedenti uscite ho visto una Salernitana completamente diversa. Per quanto abbiamo prodotto, il primo tempo avrebbe dovuto chiudersi almeno sul 3-0. Abbiamo creato molto, il loro portiere ha compiuto interventi importanti e ci è stata anche annullata una rete che considero regolare. Nella ripresa non potevamo conservare la stessa intensità, ma avremmo dovuto leggere meglio la stanchezza e gestire la partita con maggiore attenzione".
La Salernitana rientrata dagli spogliatoi è apparsa la copia sbiadita di quella ammirata nei primi quarantacinque minuti. Il ritmo si è abbassato, i reparti si sono allungati e la Cavese ha guadagnato metri, fino a trovare il pareggio sugli sviluppi di una situazione che Cosmi avrebbe voluto vedere difesa diversamente. "Nel primo tempo avevamo vinto quasi tutti i duelli, mentre nella ripresa abbiamo cominciato a perdere contrasti, seconde palle e distanze. Già negli spogliatoi avevo percepito che sarebbe stato difficile mantenere quel ritmo. La Cavese ha preso campo e ci può stare che, in alcuni momenti, riesca a costringerti nella tua metà campo. Noi, però, abbiamo smarrito troppo presto gli equilibri. Con il caldo abbiamo consumato molte energie e iniziato a correre in maniera disordinata, mentre avremmo dovuto restare corti, compatti e chiudere le linee di passaggio". Il tecnico granata ha individuato nella stanchezza e nella fragilità psicologica le cause principali del crollo della ripresa. In particolare, il calo di Tascone e Vitale ha sottratto qualità e lucidità alla zona nevralgica del campo. "Tascone e Vitale sono scesi vistosamente di rendimento proprio nel settore in cui servivano maggiore razionalità e capacità di scegliere. Abbiamo perso palloni semplici e non siamo riusciti a sfruttare le ripartenze. In occasione del loro goal c’è stato anche il fallo di mano di Achik, poi la spizzata ha messo in difficoltà gli ultimi due uomini della nostra linea. Sono situazioni che ci avevano creato problemi già nella passata stagione".
Prima del pareggio della Cavese, la Salernitana aveva avuto sul piede l’occasione per chiudere definitivamente la contesa. Un errore pagato a caro prezzo, perché dopo la rete di Peretti la squadra si è disunita anche sul piano emotivo. "Poco prima dell’1-1 abbiamo costruito un’opportunità nella quale sembrava quasi più difficile non segnare. Subito il pareggio, la squadra si è sentita frustrata e ha perso sicurezza. Alla fatica fisica si è aggiunta quella mentale. È questo l’aspetto sul quale dobbiamo intervenire con maggiore decisione: la disposizione tattica conta, ma la tenuta psicologica conta ancora di più. Una squadra deve sapere soffrire senza smarrirsi", Nell’amarezza di Cosmi trova spazio anche una durissima contestazione nei confronti della direzione arbitrale. Il riferimento è alla rete annullata a D’Ursi nel primo tempo e al precedente del goal concesso al Sorrento nella giornata inaugurale. "Contro il Sorrento abbiamo incassato una rete viziata da una posizione di fuorigioco. Oggi, invece, ci è stato tolto un gol regolare: D’Ursi aveva subito il contatto, eppure la decisione è stata presa contro di noi. È un torto enorme. Da quando alleno la Salernitana non ricordo una decisione rivista che ci abbia favorito. Generalmente non parlo degli arbitri, ma questa volta non posso restare in silenzio".
In sala stampa il tecnico rincara la dose, sottolineando come la sua squadra avesse, di fatto, trovato due volte la via della rete nel corso della prima frazione: "All’intervallo avremmo meritato almeno due goal di vantaggio e, in realtà, due reti le avevamo anche segnate. Quella annullata appartiene alla categoria degli episodi difficili da spiegare. Il primo tempo doveva portarci negli spogliatoi con un margine molto più ampio. Alle altre squadre spesso basta molto meno per portare a casa il risultato, mentre noi costruiamo tanto e raccogliamo troppo poco". Cosmi ha poi respinto le letture semplicistiche sulle sostituzioni. Il tecnico aveva percepito la flessione dei suoi già nelle prime battute della ripresa, provando a restituire energia alla squadra con gli ingressi di Lescano, Longobardi e Varela. "Dopo circa un quarto d’ora vedevo diversi giocatori in difficoltà. Ho inserito Lescano e Longobardi per provare a cambiare l’inerzia. Varela è entrato quando la squadra era già ferita dal punto di vista emotivo: ha fatto intravedere le sue qualità, ma non poteva risolvere la partita da solo. A gara terminata è sempre facile discutere le sostituzioni, mentre dalla panchina bisogna decidere leggendo quello che accade in quel preciso momento".
Tra le poche note liete della giornata, l’allenatore ha indicato la prova di Celiento e la conferma di Pieraccini: "Abbiamo acquisito un difensore forte come Celiento, dotato di personalità e capace di trasmettere sicurezza. È stata una scoperta molto positiva. Anche Pieraccini continua a dimostrare di essere affidabile. Da queste certezze dobbiamo ripartire, senza cancellare quanto di buono abbiamo mostrato nel primo tempo". Più severa, invece, l’analisi sulla costruzione offensiva e sulle caratteristiche del centrocampo. Cosmi non nasconde la mancanza di un vero trequartista e richiama la squadra a una maggiore qualità nelle decisioni. "Nella rosa manca un trequartista puro. Vitale possiede un piede importante, ma in troppe circostanze siamo precipitosi e scegliamo la soluzione sbagliata. Possiamo migliorare attraverso il lavoro, anche se determinate caratteristiche appartengono ai singoli calciatori. Non tutti i nostri centrocampisti riescono a intuire in anticipo lo sviluppo potenziale di un’azione". Resta poi il problema delle palle inattive difensive, una vulnerabilità già manifestata in altre occasioni e sulla quale l’allenatore promette un intervento ancora più incisivo: "Sui calci piazzati dobbiamo fare meglio. In settimana lavoriamo molto sia sui calci d’angolo sia sulle punizioni laterali, ma sostenere che non esista una carenza sarebbe una bugia. Dobbiamo aumentare attenzione, aggressività e capacità di lettura".
I risultati, però, continuano a non arrivare. Due punti in tre partite di campionato, nessuna vittoria stagionale e una piazza che si aspettava una partenza ben diversa collocano inevitabilmente Cosmi al centro delle critiche. Il tecnico non cerca alibi e risponde con la consueta schiettezza. "Nel calcio esistono anche i periodi negativi. Bisogna saperli attraversare e, soprattutto, reagire. Io però non posso entrare in campo al posto dei giocatori. La fiducia? Quella in me stesso non mi manca. Se la domanda riguarda la società o l’ambiente, dovete rivolgerla a loro: sono abbastanza esperto per capire che i risultati non aiutano a consolidarla. Il mio compito è andare al campo, lavorare e preparare una squadra capace di vincere. Se state cercando un colpevole, lo avete trovato". Cosmi esce dal derby amareggiato e con una panchina inevitabilmente più fragile. Il primo tempo gli offre argomenti tecnici ai quali aggrapparsi, ma la ripresa restituisce tutte le inquietudini di una squadra che, alla prima difficoltà, continua a smarrire identità e coraggio. La Salernitana ha forse trovato in Celiento un nuovo punto di riferimento. Adesso, però, deve ritrovare se stessa per tutti i novanta minuti. E deve farlo in fretta, perché il tempo delle attenuanti sta già lasciando spazio a quello dei risultati.
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