

di Massimiliano Catapano
La cura non si esaurisce nella terapia farmacologica. Passa anche dalla capacità di una persona di riconoscersi allo specchio, di preservare la propria identità e di ritrovare, nella quotidianità segnata dalla malattia, spazi di benessere e normalità. È da questa idea che nasce "La bellezza che cura", il progetto di estetica oncologica promosso dall’associazione "Noi Donne… Soprattutto", che sarà inaugurato martedì 8 settembre alle ore 10 presso la U.O.C. di Oncologia Medica Universitaria dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria "San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona - Scuola Medica Salernitana" di Salerno, al Corpo C, quarto piano. La denominazione completa dell’Azienda è confermata anche dalle fonti istituzionali e universitarie. Un’iniziativa che prova a guardare alla paziente nella sua interezza, andando oltre la malattia e i protocolli terapeutici. L’obiettivo è offrire alle donne che affrontano un percorso oncologico un sostegno capace di accompagnarle anche nelle trasformazioni fisiche ed emotive determinate dalle cure, attraverso attenzioni e trattamenti estetici appropriati, pensati per tutelare il benessere e contribuire alla ricostruzione della propria immagine.
Il progetto sarà realizzato all’interno della struttura di Oncologia Medica Universitaria diretta dal professor Stefano Pepe e vede il contributo di APEO, Associazione Professionale di Estetica Oncologica, realtà nata nel 2014 e impegnata nella formazione di professioniste specializzate nei trattamenti di benessere e bellezza rivolti alle persone sottoposte a terapie oncologiche. L’associazione opera attraverso specifici percorsi formativi e un approccio multidisciplinare che coinvolge oncologi, ricercatori e specialisti. Al centro dell’iniziativa c’è un principio semplice ma tutt’altro che secondario: preservare la bellezza non significa inseguire un fatto puramente estetico, ma aiutare la persona a conservare dignità, sicurezza e consapevolezza di sé durante una fase particolarmente delicata della propria vita. Un concetto che l’associazione "Noi Donne… Soprattutto", nata nel 2014 dall’esperienza di donne che hanno affrontato il tumore al seno, porta avanti da anni attraverso attività di sostegno alle pazienti, iniziative di prevenzione e percorsi rivolti alla qualità della vita e al benessere psicofisico.
A spiegare il significato più profondo del progetto è Veronica Carratù, presidente dell’associazione "Noi Donne… Soprattutto". "In questo progetto abbiamo convogliato tutte le nostre energie - sottolinea - mettendo al centro prima di tutto la persona". Un impegno che affonda le proprie radici nel lavoro avviato dall’associazione nel 2014 e che, accanto alla diffusione della cultura della prevenzione, punta a sostenere concretamente le donne colpite da tumore, alleggerendo per quanto possibile il peso emotivo della malattia e accompagnandole nel delicato percorso di ricostruzione della propria identità psicofisica. Per Carratù, infatti, prendersi cura di una paziente significa intervenire anche su tutto ciò che la malattia può sottrarre alla percezione di sé: dignità, serenità, benessere e normalità. Da qui la scelta di garantire una presenza concreta e continuativa accanto alle donne durante il percorso oncologico, trasformando anche piccoli gesti di attenzione in strumenti capaci di restituire fiducia e offrire un ulteriore sostegno nell’esperienza della cura.
All’inaugurazione interverranno il direttore generale dell’AOU "San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona", Nicola Cantone, il cui incarico alla guida dell’Azienda è operativo dall’11 giugno 2026, Paky Memoli (Pasqualina Memoli), assessore del Comune di Salerno alla Medicina Territoriale e Prevenzione sanitaria, il professor Stefano Pepe, direttore della U.O.C. di Oncologia Medica Universitaria, e Veronica Carratù, presidente di "Noi Donne… Soprattutto". L’appuntamento dell’8 settembre assume così un significato che va oltre l’inaugurazione di un singolo progetto. Al Ruggi prende forma un percorso che affianca all’assistenza oncologica un’attenzione specifica alla persona e alle conseguenze che la terapia può produrre sulla percezione del proprio corpo e della propria identità. Perchè affrontare un tumore significa certamente combattere la malattia, ma significa anche difendere la propria quotidianità e continuare, per quanto possibile, a sentirsi pienamente se stesse.
L’inaugurazione è fissata per martedì 8 settembre alle ore 10, presso l’AOU "San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona - Scuola Medica Salernitana", Corpo C, quarto piano. Gli organi di informazione sono invitati a partecipare alla presentazione del progetto "La bellezza che cura".
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