

di Massimiliano Catapano
Basta parole, adesso servono risposte. Serse Cosmi presenta così il derby contro la Cavese, una gara che per la Salernitana assume già un peso importante dopo il solo punto raccolto nelle prime due giornate. "Questo è il momento reale di fare i fatti. Non ci sono altre cose che possono compiacere la città: dobbiamo combattere per ottenere un risultato in questa partita". La chiusura del mercato, secondo Cosmi, apre una fase nuova. "La fine del mercato segna una linea di demarcazione netta tra quello che c’è stato e quello che ci sarà. Ora possiamo fare riferimento a qualcosa di concreto e i giocatori sono liberi da ansie e preoccupazioni. La rosa è in linea con le ambizioni". Il tecnico riconosce però il peso dei primi risultati. "Abbiamo iniziato il campionato con due risultati che ci hanno messo inevitabilmente in difficoltà. Il tempo che potevamo guadagnare ce lo siamo giocato. Sono però contento che i ragazzi si stiano affezionando al gruppo. Possono dare tanto, bisogna lavorare e pensare positivo".
Emergenza e possibile difesa a quattro
Restano da gestire gli infortuni di De Boer ed Heinz, oltre allo stop di Djibril: "Il compito dell’allenatore è tirare fuori il massimo anche nelle emergenze. De Boer per me è imprescindibile, un giocatore di spessore, così come Heinz". Sui tempi di recupero: "Per Heinz non saranno tempi lunghissimi, mentre De Boer dalla prossima settimana inizierà a correre". In mezzo al campo Cosmi valuta diverse soluzioni. "Abbiamo Tascone e Gyabuaa, possiamo adattarci. Anche Vitale può giocare in quella posizione". E non è escluso un cambio tattico. "Non escludo la difesa a quattro. È un’ipotesi tutt’altro che lontana". Capuano, invece, non verrà rischiato: "Non è stirato, ha avuto un affaticamento agli adduttori. Sarebbe assurdo pensare di metterlo in campo. Gli abbiamo dato una settimana di recupero completo e penso che da lunedì sarà a disposizione".
Più soluzioni in attacco
Davanti, al contrario, abbondano le alternative: "Abbiamo tre prime punte: Lescano, La Gumina e D’Ursi. Lescano è un uomo d’area, a La Gumina piace anche venire incontro, mentre D’Ursi è un giocatore di gamba che attacca la profondità". Ci sono poi Bevilacqua, Achik, Djamanca e Boncori: "Sugli esterni abbiamo due variabili molto importanti come Achik e Djamanca. Dobbiamo trovare equilibrio, perché non possono giocare tutti. Bisogna scegliere un sistema capace di esaltarne le caratteristiche". Su Achik: "Esprime il meglio quando ha campo davanti". Su Djamanca: "Lo avevo seguito nell’Arezzo e avevo parlato anche con Bucchi. È un giocatore che attacca lo spazio e ha qualità. Si è però allenato soltanto un giorno con noi".
Cosmi pensa anche alle soluzioni dalla panchina: "Con cinque sostituzioni possiamo incidere durante la gara. Ci sono giocatori di gamba che possono diventare determinanti, soprattutto con queste condizioni climatiche". Proprio sull’orario delle 15 il tecnico non rinuncia all’ironia. "Dopo Foggia ho fatto una battuta e due ore dopo me ne sono pentito. Cercherò di essere meno dissacrante. Avrei mille battute da fare sull’orario. A casa mia mi hanno detto che sono fortunato perchè a Salerno si sta freschi…". Parole positive per Celiento: "È un ragazzo a posto. L’ho visto con grande entusiasmo e con la consapevolezza del posto in cui è arrivato". Poi una precisazione: ""Mi preoccupo quando vedo giocatori che non hanno percezione di dove stanno giocando e per chi stanno giocando. Celiento ha capito cosa significa questa piazza»"
Giudizio positivo anche su Del Pin: "Sta facendo grandi progressi. Deve migliorare nella gestione della palla, ma per caratteristiche è forse il difensore più puro che abbiamo. È aggressivo nell’intervento ed è forte di testa". E ancora: "È stata una bella intuizione di Faggiano portarlo qui. Va inserito gradualmente". Sul futuro di Mastrovito, Cosmi rinvia ogni valutazione: "Io e Faggiano faremo le nostre valutazioni, ma parlare di lista e fuori lista alla vigilia di una gara così importante non mi sembra opportuno". E aggiunge: "Viene dalla Serie D, ma non è corretto che io mi pronunci. Oggettivamente non ne abbiamo nemmeno parlato in queste ore". Capitolo Ghiglione: "Non ho parlato con la società. Il mio pensiero è rivolto alla partita, nel rispetto di tutto quello che c’è intorno e anche di Ghiglione. Non ho nulla da ridire sul suo comportamento".
"La Cavese può crearci difficoltà"
Cosmi invita a non sottovalutare l’avversario. "A Bari, alla fine del primo tempo, la Cavese meritava di essere avanti. Non mi sono fatto condizionare dal risultato". Poi il giudizio: "Mi aspetto una squadra difficile. In Serie C tutte le partite sono complicate". Per il tecnico la chiave saranno i duelli. "Nel calcio vincono le squadre che vincono più duelli. Noi ne abbiamo vinti troppo pochi per poter essere pericolosi". Cosmi porta anche l’esempio del Como. "Non basta recuperare il pallone, poi bisogna avere qualità nel giocarlo. Nelle ultime due partite abbiamo vinto pochi duelli e così le difficoltà aumentano". Altro aspetto da correggere è la qualità della manovra. "Vedo giocatori che attaccano gli spazi senza ricevere palla. Alla lunga uno ci pensa, perché se fa uno scatto poi deve anche tornare indietro". Da qui la ricetta: "Dobbiamo commettere meno errori tecnici e vincere più duelli. È il modo più elementare per aumentare le possibilità di vincere".
"Adesso tocca a me e alla squadra"
Cosmi sente il peso della situazione. "La mia sofferenza nasce soprattutto dalla mancanza di soddisfazioni che stiamo dando alla città. Per uno come me questo deve essere uno stimolo enorme". E non vuole nascondersi dietro le intenzioni. "Avrei tante cose da dire sulle mie idee e su quello che vorrei fare, ma oggi sarebbero soltanto parole". Il derby richiede qualcosa in più. "Ci sono partite nelle quali devi dare qualcosa in più. Questa è una di quelle. E quel qualcosa deve partire da me". Poi il passaggio sulla società: "Il club ci è stato vicino. Adesso tocca a me e alla squadra dare delle risposte. Questa rosa deve indirizzarsi verso una stagione completamente diversa, senza cercare alibi". Nel finale Cosmi parla direttamente alla città e alla tifoseria. "Conosco i tifosi e credo di avere costruito un buon rapporto con questa città. Proprio per questo non posso mandare messaggi o fare appelli. È venuto il tempo di menare".
Le richieste della piazza, per il tecnico, sono legittime. "Durante la settimana hanno chiesto semplicemente quello che vogliono vedere da noi. Non hanno domandato cose impossibili, ma ciò che chiederebbe chiunque ami la Salernitana". Poi il ringraziamento. "Devo dire grazie soprattutto a quei tifosi che mi sono rimasti vicini nel momento di difficoltà". Cosmi richiama tutti alla reazione. "Nel calcio i momenti complicati arrivano. Possono dipendere dalla sfortuna, dai demeriti o dagli errori. Ma saper reagire è fondamentale per un allenatore e per un uomo". Quindi la metafora più forte della conferenza: "Io sono un incassatore incredibile. Ci sono stati grandi pugili che hanno vinto sapendo incassare. Nel tempo sono migliorato anche sotto questo aspetto. Adesso, però, è venuto il tempo di menare".
Il tecnico rivendica lo stesso spirito del primo giorno. "Chi guida questa squadra è la stessa persona arrivata qui con entusiasmo, con i propri limiti e con la volontà di dare tutto". E chiude con parole nette sul rapporto con Salerno. "Io darò tutto, sempre. Nessuno riuscirà a non farmi amare Salerno. Io amerò Salerno per tutta la vita". Infine l’invito a non perdere equilibrio: "Siamo alla terza giornata e abbiamo un punto, come lo scorso anno. Non facciamoci del male più di quanto possa farcene un risultato sportivo. Amare questa maglia significa anche saper vivere momenti come questo". Il derby con la Cavese, però, arriva già come una prova di maturità. La Salernitana è chiamata alla prima vittoria stagionale per classifica, ambiente e fiducia. E anche Cosmi si gioca molto: non tanto nell’immediato sul piano della panchina, quanto sulla capacità di trasformare parole, idee e responsabilità in una risposta concreta. Il mercato è chiuso, le attenuanti si assottigliano. Adesso, davvero, parla il campo.
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