

di Massimiliano Catapano
Ci sono giorni nei quali il calcio riesce ad andare oltre il risultato, la classifica e perfino le rivalità più sentite. Il centenario della Paganese è uno di questi. Il 1° settembre 2026 il club azzurrostellato ha celebrato cento anni di storia, un traguardo che racconta non soltanto le vicende sportive di una società, ma anche il legame profondo tra una squadra, i suoi tifosi e la città di Pagani. La Paganese nacque il 1° settembre 1926 come Unione Sportiva Paganese, dando forma a una passione che nel corso di un secolo ha attraversato generazioni, categorie e stagioni molto diverse tra loro. Vittorie, sconfitte, promozioni, momenti difficili e domeniche indimenticabili hanno costruito un patrimonio che appartiene all'intera comunità azzurrostellata. Ma tra i numerosi messaggi arrivati in occasione del centenario ce n'è stato uno capace di attirare un'attenzione particolare. A firmarlo è stato Alfonso Vicidomini, presidente della Nocerina 1910.
Una piacevole sorpresa, soprattutto considerando la storica e sentitissima rivalità tra Nocerina e Paganese. Rossoneri e azzurrostellati rappresentano due realtà calcistiche profondamente radicate nell'Agro e i loro confronti hanno spesso acceso il campanile e la passione delle rispettive tifoserie. Proprio per questo il gesto di Vicidomini assume un significato ancora più forte. Il presidente della Nocerina ha scelto di mettere per un giorno da parte la rivalità sportiva per rendere omaggio ai cento anni della Paganese, ricordando un principio che nel calcio dovrebbe essere sempre centrale: si può essere avversari senza diventare nemici. La rivalità appartiene ai novanta minuti, all'orgoglio di una maglia, alla voglia di vincere un derby. Il rispetto, invece, dovrebbe sopravvivere al triplice fischio.
Nel suo messaggio Vicidomini ha sottolineato soprattutto il valore dell'appartenenza, delle radici comuni e delle generazioni di tifosi che hanno tramandato la passione per la Paganese di padre in figlio, di nonno in nipote. Perchè una società che raggiunge i cento anni non rappresenta soltanto una squadra di calcio. Rappresenta memoria, identità e un pezzo importante della storia di una città. Un pensiero accolto con grande favore anche dalla Paganese, che ha ringraziato pubblicamente il presidente della Nocerina e il mondo rossonero per un gesto capace di andare oltre una rivalità storica. Il significato della giornata è tutto qui: il calcio può dividere per novanta minuti, ma dovrebbe anche essere capace di unire nel rispetto della storia e delle persone. Di seguito il messaggio integrale del presidente della Nocerina, Alfonso Vicidomini:
"Alla Paganese Calcio, nel giorno dei suoi cento anni.
Cento anni non sono soltanto una ricorrenza. Sono un secolo di storia, di uomini, di passioni, di sacrifici, di gioie e di delusioni. Sono la storia di una comunità che, attraverso il calcio, ha raccontato una parte profonda della propria identità. Per questo, oggi, davanti a un traguardo così importante, sentiamo di dover mettere da parte la rivalità sportiva e lasciare spazio a ciò che viene prima di ogni risultato, di ogni classifica e di ogni colore: il rispetto. Possiamo vivere una partita da avversari, soffrire per una sconfitta, gioire per una vittoria e difendere con orgoglio la nostra maglia. È questa, in fondo, la bellezza del calcio. Ma oltre quei novanta minuti c'è qualcosa che nessuna rivalità può cancellare. Siamo figli della stessa terra, anche se amiamo colori diversi.
Abbiamo le stesse radici, apparteniamo allo stesso territorio e condividiamo una storia fatta di persone, passioni e tradizioni che vanno oltre la rivalità calcistica. Ed è proprio per questo che oggi vogliamo rendere omaggio alla vostra storia. Cento anni significano generazioni di tifosi che hanno tramandato una passione di padre in figlio, di nonno in nipote. Significano persone che hanno pianto e sorriso per quei colori, che hanno seguito la propria squadra nei momenti più belli e soprattutto in quelli più difficili. Questo merita rispetto. Un rispetto sincero e profondo, perchè una squadra di calcio non è soltanto undici uomini in campo. È memoria, appartenenza, identità. È un pezzo della vita di una comunità. E allora, nel giorno del vostro centenario, non vogliamo parlare di rivalità, ma di valori.
Il valore della passione.
Il valore della lealtà.
Il valore dell'appartenenza.
Il valore del rispetto dell'avversario.
Il valore di uno sport capace di dividerci per novanta minuti e di unirci per tutta una vita.
Che questi cento anni siano non soltanto un punto d'arrivo, ma l'inizio di un nuovo capitolo ricco di soddisfazioni. Alla Paganese, ai suoi tifosi, alla sua gente e a tutti coloro che hanno contribuito a scriverne la storia, rivolgo i miei più sinceri e sentiti auguri. I colori possono dividerci sugli spalti, ma il rispetto, le nostre radici e l'amore per questa terra possono unirci per sempre. Buon centenario, Paganese. Con profondo rispetto,
Alfonso Vicidomini
Presidente della Nocerina 1910".
Parole che assumono un peso particolare proprio perchè arrivano dal massimo rappresentante di una società storicamente rivale. Nel giorno dei cento anni della Paganese, il gesto di Vicidomini lascia così una fotografia forse inattesa ma significativa: due colori differenti, due identità fortissime, una rivalità destinata a continuare sul campo e un rispetto che, fuori dal campo, può e deve venire prima di tutto. Perchè il calcio conserva davvero il suo valore quando riesce a dividere sugli spalti senza cancellare il riconoscimento dell'avversario. E nel giorno del suo centenario, insieme agli auguri per un secolo di storia azzurrostellata, resta anche questo messaggio: la rivalità alimenta la passione, il rispetto rende grande lo sport.
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