

di Massimiliano Catapano
Il pareggio dello "Zaccheria" lascia alla Salernitana un punto, qualche segnale di reazione e altrettanti interrogativi da sciogliere. Dopo l’1-1 contro il Foggia, a prendere la parola è stato Daniele Faggiano, direttore sportivo granata, che ai microfoni di Lira Tv ha tracciato un bilancio ad ampio raggio: mercato, costruzione dell’organico, risultati, budget e possibili sviluppi delle ultime ore di trattative. Il dirigente granata non si è sottratto alle responsabilità, partendo dal profondo restyling affrontato durante l’estate. "Rispetto alla passata stagione sono usciti tantissimi calciatori, alcuni perché avevano concluso il prestito e altri perché erano arrivati alla naturale scadenza del contratto. Abbiamo dovuto ricostruire e sostituire parecchi elementi, facendo anche delle valutazioni legate alla necessità di utilizzare nel modo migliore le risorse economiche disponibili. Se qualcuno sostiene che determinati calciatori siano arrivati più tardi del previsto posso comprenderlo e accettare la critica". Faggiano, però, continua a mostrare fiducia nella rosa consegnata allo staff tecnico, pur riconoscendo che il campo, almeno per il momento, non sta restituendo quanto sperato: "Sono soddisfatto del gruppo che abbiamo costruito, anche se chiaramente i risultati ottenuti finora non giocano a nostro favore. Nella partita precedente ci siamo presentati in una situazione di grande emergenza, con una decina di giocatori importanti indisponibili. Non posso essere contento dei risultati e sappiamo di poter fare meglio. Una squadra come la nostra non può permettersi di partire sempre ad handicap, prendere gol immediatamente e poi essere costretta ogni volta a rincorrere".
Il direttore sportivo ha toccato anche uno dei temi più delicati di queste settimane: quello di un mercato ancora aperto mentre il campionato ha già cominciato a emettere i primi verdetti: "Giocare gare ufficiali mentre le trattative sono ancora in corso non è semplice. Inevitabilmente si creano situazioni particolari anche all’interno dello spogliatoio, perché ci sono calciatori coinvolti nelle dinamiche di mercato e questo può incidere". Poi il capitolo economico. Faggiano ha voluto precisare quale sia il proprio ruolo nella definizione delle possibilità di spesa del club: "Non sono io a stabilire il budget. Naturalmente ci lavoro insieme alla proprietà e dobbiamo muoverci all’interno di determinati parametri. Io continuo comunque a ritenere che questa squadra abbia le qualità per disputare un campionato importante". La lista, allo stato attuale, è piena e l’organico viene considerato numericamente completo. Ma la porta del mercato, fino al gong, non può essere considerata definitivamente chiusa: "In questo momento abbiamo tutti gli slot occupati e possiamo considerarci completi. Questo, però, non significa che sia impossibile vedere ancora qualche movimento prima della chiusura del mercato. Se dovessero presentarsi le condizioni giuste, qualcosa potrebbe ancora accadere".
Faggiano ha anche ridimensionato le responsabilità della proprietà rispetto alle scelte effettuate sul mercato: "Non credo sia corretto attribuire grandi responsabilità alla società. Le disponibilità economiche sono quelle e abbiamo lavorato partendo da quei numeri. Ci sono poi giovani come Mastrovito che, magari con il trascorrere delle settimane, potranno trovare spazio e diventare risorse preziose. Anche loro possono darci una mano durante una stagione così lunga". Parole nette, invece, sulle indiscrezioni che nelle ultime ore avevano accostato Facundo Lescano e Ismail Achik a possibili operazioni in uscita. Per il direttore sportivo granata non esiste alcun caso: "Lescano non è sul mercato e lo stesso vale per Achik. Non c’è alcuna trattativa che li riguardi. Sono voci che non trovano riscontro: personalmente non ho ricevuto telefonate per nessuno dei due". Nessuna apertura, dunque, sulla possibile partenza di due elementi sui quali la Salernitana continua a puntare nonostante un avvio di stagione nel quale entrambi devono ancora riuscire ad esprimere pienamente il proprio potenziale. Faggiano ha poi affrontato un’altra questione destinata inevitabilmente a tornare d’attualità nei prossimi mesi: quella dei contratti che arriveranno a scadenza nel 2027: "È una situazione che può creare qualche difficoltà e della quale siamo perfettamente consapevoli. Stiamo già lavorando insieme alla società per provare a sistemare le varie posizioni. Posso dire che il presidente, quando è stato necessario intervenire, non si è mai tirato indietro. Naturalmente, dopo tutto quello che sta accadendo e dopo la contestazione, non è neppure semplice chiedergli continuamente ulteriori sacrifici".
Un passaggio che fotografa anche il momento ambientale attraversato dal club, con una parte della tifoseria che continua a manifestare apertamente il proprio malcontento nei confronti della proprietà. Infine un’altra certezza riguarda Mattia Tascone, anche lui destinato a proseguire la propria avventura in granata. "Tascone resta alla Salernitana. Al momento non ci sono novità che facciano pensare a scenari differenti e non abbiamo operazioni particolari da annunciare". La Salernitana resta un cantiere da completare. Le parole di Faggiano hanno il merito di mettere alcuni punti fermi: Lescano, Achik e Tascone non sono considerati pedine sacrificabili, il direttore continua a credere nel valore della rosa e la società non ha definitivamente abbassato la saracinesca sul mercato. Il campo, tuttavia, racconta che questa Salernitana può e probabilmente deve ancora essere rinforzata. Non tanto per stravolgere un progetto costruito durante un’estate complessa, quanto per consegnare allo staff tecnico qualche soluzione in più nei ruoli nei quali sono emerse le maggiori difficoltà.
Il campionato di Serie C, soprattutto nel girone meridionale, raramente concede il tempo necessario per attendere. Qualità tecnica, profondità della rosa, personalità ed equilibrio diventano determinanti quando la stagione entra nel vivo. Il pareggio di Foggia ha mostrato una squadra capace di reagire, ma ancora lontana dalla continuità e dalla sicurezza che devono appartenere a una formazione costruita per recitare un ruolo da protagonista. Il mercato è agli ultimi metri. Se esiste la possibilità di aggiungere un tassello capace di alzare realmente il livello, sarebbe opportuno percorrerla fino in fondo. Perché la fiducia nel gruppo è necessaria, ma quando le ambizioni sono importanti anche gli ultimi dettagli possono finire per fare la differenza tra una stagione di rincorsa e una stagione vissuta davvero al comando.
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