

di Massimiliano Catapano
Prima ancora che la Salernitana scenda in campo, a parlare è stata Salerno. E lo ha fatto con il linguaggio più antico e diretto del tifo organizzato: quello degli striscioni. Nel giorno della trasferta di Foggia, valida per la seconda giornata di campionato, la Curva Sud Siberiano ha disseminato in diversi punti della città messaggi di aperta contestazione nei confronti del patron Danilo Iervolino e dell’amministratore delegato Umberto Pagano. Non una protesta episodica, né una semplice reazione dettata dall’amarezza di un risultato. Il tenore delle frasi esposte racconta ormai una frattura profonda tra una parte della tifoseria organizzata e l’attuale governance granata, con la contestazione che esce dallo stadio e occupa simbolicamente le strade di Salerno. Il primo messaggio non lascia spazio alle interpretazioni: "Senza amore… senza progetto… senza dignità… Iervolino e Pagano fuori dalla nostra città!".
Parole pesanti, costruite attorno a tre concetti - amore, progetto e dignità - che secondo gli ultras sarebbero venuti meno nel percorso societario degli ultimi anni. Il destinatario è esplicito e altrettanto esplicita è la richiesta: un cambio di rotta che, nella posizione espressa dalla Curva, passa ormai dall’uscita di scena degli attuali vertici. Ancora più tagliente il secondo striscione: "Iervolino e Pagano: dopo un ulteriore ridimensionamento, se questo è l’andamento… meglio il fallimento!!!". È probabilmente il passaggio che fotografa con maggiore crudezza la percezione di una tifoseria che vede nel presente della Salernitana non soltanto una crisi di risultati, ma soprattutto un progressivo ridimensionamento delle prospettive sportive e societarie. Un malcontento sedimentato nel tempo e che adesso ha assunto i contorni di una contestazione frontale.
Il terzo messaggio completa un quadro già eloquente: "Indegni, disonesti e falliti… Iervolino e Pagano a Salerno non siete più graditi!", Espressioni durissime, da attribuire naturalmente agli autori dello striscione, che segnano probabilmente il punto più alto dello scontro. Non c'è più soltanto la critica alle scelte tecniche o alle strategie societarie: ad essere messa in discussione è ormai l'intera gestione del club. Tutto questo accade mentre la squadra è chiamata a concentrarsi sul campo. Foggia-Salernitana dovrebbe rappresentare il centro della giornata sportiva, la possibilità di voltare pagina e indirizzare il campionato dopo un avvio complicato. E invece, almeno nelle ore che precedono il match, la cronaca calcistica finisce inevitabilmente per intrecciarsi con quella ambientale. Perchè la Salernitana, a Salerno, non è mai stata soltanto novanta minuti. È appartenenza, identità, umore collettivo. Ed è proprio su questo terreno che oggi si consuma lo strappo più doloroso.
La Curva Sud Siberiano ha scelto di rendere pubblica e visibile la propria posizione: la fiducia nei confronti della proprietà appare ai minimi termini e la richiesta formulata dagli striscioni è ormai senza sfumature. Iervolino e Pagano, per questa parte del tifo granata, hanno esaurito il credito. Cosmi e i suoi uomini proveranno a rispondere sul prato dello "Zaccheria". Ma al di là del risultato di Foggia resta una partita molto più complessa da giocare: quella tra società, tifoseria e città. E gli striscioni comparsi oggi a Salerno dicono che, su quel fronte, ricucire lo strappo sarà tutt'altro che semplice.
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