

di Massimiliano Catapano
Cancellare Bari senza dimenticarne la lezione. La Cavese torna davanti alla propria gente con una missione precisa: trasformare la rabbia accumulata dopo il 3-0 del "San Nicola" in una prestazione di tutt’altro spessore. Al "Lamberti" arriva l’Audace Cerignola e per gli aquilotti è già una prova importante, soprattutto sotto il profilo della personalità. A scandire la vigilia è stato Cristiano Masitto (foto Lorenzo Giordano/Raffaele Purgante), allenatore della Cavese, che nelle dichiarazioni rilasciate ieri ha indicato senza giri di parole la strada da percorrere. Il tecnico non intende rinnegare quanto di buono intravisto in Puglia, ma pretende una risposta evidente dopo una sconfitta che ha lasciato inevitabilmente il segno. "Dopo aver incassato tre reti mi aspetto una reazione forte. Dobbiamo entrare in campo con la bava alla bocca e dimostrare immediatamente di aver capito ciò che non ha funzionato", è il concetto espresso da Masitto.
Il richiamo più netto riguarda l’identità collettiva. Nessuna corsa alla prestazione individuale, nessuna ricerca dell’alibi: per l’allenatore viene prima il gruppo. "Prima viene la Cavese, poi tutto il resto. Il campo e i compagni devono avere la precedenza sugli interessi del singolo. Se vogliamo ottenere risultati dobbiamo ragionare, correre e lottare da squadra". Parole che acquistano ulteriore peso alla luce dei cinque gol subiti nelle prime due gare ufficiali. Un dato che Masitto non nasconde e che, anzi, vuole trasformare in carburante agonistico. "Aver preso cinque reti deve dare fastidio a noi prima ancora che ai nostri tifosi. Deve essere qualcosa che senti nello stomaco. Su questo dobbiamo lavorare e migliorare, conservando però quelle caratteristiche che possono renderci competitivi".
Il "Lamberti" come dodicesimo uomo
Quella contro il Cerignola sarà anche la prima apparizione casalinga della Cavese in campionato. Il ritorno al Lamberti porta con sé aspettative e pressione, ma soprattutto la possibilità di ritrovare la spinta di una tifoseria che storicamente sa incidere sull’atmosfera delle partite. Masitto, da questo punto di vista, ha lanciato un messaggio preciso al popolo biancoblu. "Non vorrei che la gente venisse allo stadio soltanto per assistere a una vittoria. Vorrei che venisse per aiutarci a costruirla. È una differenza enorme: abbiamo bisogno che il "Lamberti" partecipi alla partita insieme a noi". Un patto tra squadra e tribuna che dovrà però essere alimentato dall’atteggiamento degli aquilotti. Intensità, aggressività e applicazione sono i comandamenti indicati dall’allenatore, a cominciare dal lavoro settimanale. "In allenamento bisogna andare sempre al massimo e dopo una sconfitta ancora di più. Perdere deve aumentare la voglia di lavorare, non diminuirla".
Masitto studia le mosse: possibile anche il doppio attaccante
Sul piano tattico, il tecnico tiene aperte diverse soluzioni. Tra queste c’è anche la possibilità di presentare una Cavese con due attaccanti, scelta che dipenderà dalle indicazioni raccolte durante gli ultimi allenamenti. Masitto, tuttavia, non ha consegnato certezze sull’undici iniziale. Anzi, la seduta più recente avrebbe rimesso in discussione alcune convinzioni maturate nei giorni precedenti. "Fino al giorno prima avevo praticamente definito le mie scelte. L’ultimo allenamento, invece, non mi è piaciuto per niente e mi ha costretto a fare ulteriori valutazioni. La settimana deve fornire indicazioni all’allenatore e fino all’ultimo bisogna meritarsi il posto". Un messaggio che assomiglia anche a un avvertimento rivolto allo spogliatoio: nessuna maglia è assegnata per diritto acquisito. Dal fronte infermeria arrivano intanto segnali incoraggianti. Diarrassouba è recuperato e potrà tornare tra le opzioni del tecnico. Rientra anche Mannucci, dopo aver scontato contro il Bari il turno di squalifica. Resta invece indisponibile Minaj, ancora impegnato nel percorso di recupero.
Prima la prestazione, poi il risultato
Al di là degli uomini e del sistema di gioco, Masitto insiste soprattutto su un principio: il risultato deve essere la conseguenza di ciò che la Cavese riuscirà a produrre sul terreno di gioco. "I punti non arrivano per caso. Dobbiamo conquistarli attraverso la prestazione, perché soltanto giocando con continuità, intensità e spirito di squadra possiamo raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati". Ecco perchè Cavese-Audace Cerignola assume un significato che va oltre la semplice seconda giornata di campionato. Dopo il passivo del "San Nicola", agli aquilotti viene chiesto di fornire una risposta innanzitutto caratteriale: ritrovare compattezza, ridurre gli errori e mostrare quella cattiveria agonistica reclamata dal proprio allenatore. Il "Lamberti" è pronto a riabbracciare la Cavese. Masitto ha già indicato la rotta: meno individualismi, più collettivo; meno scorie di Bari, più fame. E soprattutto quella "bava alla bocca" che il tecnico vuole vedere dal primo all’ultimo pallone.
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